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Cortile Spirito Santo a Ortigia: luci (dello Chef) e ombre (di sala) in una serata da montagne russe

La via d'ingresso al ristorante
La via d’ingresso al ristorante

Siracusa – Ci sono serate in cui l’esperienza gastronomica si trasforma in un’altalena emotiva, un viaggio tra l’eccellenza della materia prima e scivoloni d’accoglienza che non ti aspetti da un’insegna blasonata. È quanto accaduto al ristorante Cortile Spirito Santo, perla culinaria custodita all’interno del Luxury Boutique Hotel Palazzo Salomone, nel cuore storico di Ortigia.

Cortile Spirito Santo sevizio

L’ostacolo del benvenuto
La cronaca della serata inizia con una nota stonata sul fronte della hospitality. Arrivati con trenta minuti di anticipo, la richiesta di accomodarsi in anticipo riceve dalla reception una risposta interlocutoria: “Solo qualche minuto”. L’attesa reale si protrae invece per venti minuti, risolvendosi in un rigido posizionamento: l’ingresso in sala viene autorizzato solo cinque minuti prima dell’orario stabilito. Una gestione burocratica e poco strategica: sarebbe bastato proporre un aperitivo a pagamento nella struttura per trasformare un tempo morto in una coccola per il cliente e in un’opportunità di business per l’azienda.

Il cortile del ristorante Cortile Spirito Santo

La rivincita della cucina: il tocco di Giuseppe Torrisi
Superato l’impatto iniziale, la scena viene fortunatamente dominata dalla bellezza rara della location (voto 9/10). Il cortile, illuminato dalle stelle, cancella l’assenza della vista mare regalando un’atmosfera di rara suggestione.

Chef Giuseppe Torrisi

Il vero riscatto arriva però dalla cucina. Lo Chef Giuseppe Torrisi firma un menu solido (voto 8/10) capace di far dialogare creatività, originalità e radici territoriali. Pur senza piatti capaci di imprimersi indelebilmente nella memoria, la linea stilistica è precisa, attenta e golosa, in un perfetto equilibrio tra semplicità e complessità esecutiva. Chapeau.

Cortile Spirito Santo piatti

Il servizio e lo scivolone sul finale
Se la cucina viaggia a ritmi alti, la sala mostra invece qualche affanno. Lo staff di servizio (voto 7/10), composto da giovani preparati e cortesi, pecca per un’intercambiabilità continua dei ruoli al tavolo che, alla lunga, genera rallentamenti e piccoli inciampi non in linea con gli standard attesi.
La vera spaccatura della serata si consuma però sul finale, con un “malus” radicale (voto 0) assegnato alla gestione della sommellerie. Dopo aver aperto con soddisfazione un bianco di Tenuta delle Terre Nere (proposto a ricarichi onesti), la scelta di affidarsi al sommelier per un calice di rosso dell’Etna da abbinare come fuori percorso si è rivelata un boomerang. La proposta ricade sul celebre Paratore: un vino d’eccellenza, raro ma dai costi di mercato accessibili.

Cortile Spirito Santo scontrino

La sorpresa arriva con il conto: due calici fatturati a ben 100 euro (50 euro l’uno). Una cifra sproporzionata che, complice l’imbarazzo di chiedere il prezzo di fronte a un ospite, lascia l’amaro in bocca e macchia una serata che avrebbe potuto avere ben altro epilogo.
Un’esperienza specchio di una ristorazione che sa emozionare con il piatto, ma che deve ancora affinare l’empatia e la trasparenza del servizio.

Fabio Cimmino

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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