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A partire da questo articolo voglio raccontarvi di un mini tour vinicolo in Irpinia, terra di grandissimi vini. In questo territorio collinare sulla dorsale dell’Appennino meridionale si ritrovano le condizioni pedoclimatiche ideali in termini di escursione termica, esposizione, mineralità dei terreni. Quest’ultima è il risultato di più componenti: innanzitutto contribuiscono i resti del fondo marino all’emersione delle terre (in epoca preistorica l’Irpinia era un mare tropicale, i cui resti organici e minerali hanno lasciato il non indifferente patrimonio di zolfo, gesso ed altre sostanze); a queste si sono aggiunte le varie colate vulcaniche a cominciare da quella di circa 12.000 anni fa proveniente dai Campi Flegrei e la non trascurabile aggiunta di cenere e lapilli provenienti dal Vesuvio con un’eruzione di circa tre mila anni fa, ancora più drammatica di quelle del 79 d.C. o di una delle ultime del 1637. In questi secoli i vitigni utilizzati si sono acclimatati ed oggi dànno risultati di assoluto valore. Il primo produttore di cui vi racconterò è Cantine Di Marzo.

Dopo una serie di tornanti per salire a Tufo, vedo una scritta che annuncia l’arrivo in cantina. Parcheggio sul lato opposto dell’ingresso, sul ciglio di un burrone, e trovo Ferrante Di Somma ad attendermi e scopro che mi trovo di fatto all’uscita della cantina; l’ingresso più conveniente è dalla piazza principale del paese, almeno trenta metri più in alto. Il percorso attraverso stanze, cunicoli e scale scavate nel tufo con questo dislivello è molto meglio farlo in discesa. E la forza di gravità viene opportunamente sfruttata per la lavorazione delle uve durante il processo di trasformazione e per lo spostamento dei mosti nel percorso di maturazione. All’inizio si possono vedere e toccare gli attrezzi storici della cantina: Torchio, pigiadiraspatrice, imbottigliatrice, tappatrice, ecc., la presenza di attrezzi adatti alla sboccatura e alla colmatura delle bottiglie testimoniano che la tradizione spumantistica dell’azienda risale ai primi anni del 1900.

Già… la storia, facciamo qualche passo indietro. Verso il 1650 a Napoli e dintorni imperversava la peste. Le scarse condizioni igieniche ed il sovraffollamento di Napoli e Nola, generato dall’eruzione del Vesuvio del 1637, spinse molte famiglie a riparare nella provincia di Avellino: Scipione di Marzo lasciò San Paolo Belsito, piccolo paese del Nolano, e trovò rifugio a Tufo, portando con se, tra le vettovaglie, le marze di un vitigno chiamato Greco di Nola o del Vesuvio. Piantato e coltivato a Tufo, fu ribattezzato Greco di Tufo. Da studi genomici effettuati dalla Dott.ssa Monaco all’Università Federico II di Napoli negli ultimi anni, risulta che l’Asprinio di Aversa ed il Greco di Tufo sono lo stesso vitigno e che le diramazioni genetiche sono avvenute proprio verso la fine del secolo 17°.

Ancora non si è riusciti a ricostruire la sequenza degli avvenimenti che permisero alla famiglia Di Marzo, in meno di due secoli, di diventare fra i più importanti proprietari terrieri della zona entrando in possesso di un così grande caseggiato, scavato nel tufo in epoca remota ed utilizzato come fortificazione e segrete, all’interno delle mura di cinta della cittadina fortificata. Proprio in quella proprietà, nel 1866, Francesco di Marzo, mentre era a caccia, vide dei pastori che bruciavano delle pietre per riscaldarsi. La scoperta dello zolfo nelle sue terre, indusse la famiglia Di Marzo ad iniziare l’attività di estrazione e la costruzione di stabilimenti per la trasformazione del minerale. Nei primi anni del 2000, il controllo della Cantina e dei vigneti passa nelle mani della famiglia Di Somma, discendenti diretti della dinastia Di Marzo. L’Azienda oggi è proprietaria di 28 ettari vitati di Greco e Aglianico. Ancora oggi, però, il Taurasi viene prodotto con uve conferite da produttori amici; ma la strategia aziendale prevede la produzione in proprio e l’impianto di Aglianico, ancorché molto giovane, produce già un ottimo rosso. I vigneti insistono nei comuni di Tufo e di Santa Paolina, a un’altitudine che va dai 250 ai 500 m. sul livello del mare. I terreni sono a medio impasto di argilla e calcare con pendenze orientate a Sud Ovest. La cantina, che si sviluppa su vari piani, gode di temperature fra i 12 e i 15 gradi di temperatura costante, ideale soprattutto per la lavorazione dei vini bianchi. Le procedure di cantina, per tutti i vini bianchi, sono orientate ad esaltare le componenti aromatiche del vitigno; la vendemmia viene effettuata generalmente a metà ottobre; a ventiquattrore dalla pigiadiraspatura, si decantano staticamente e, dopo un travaso, vengono avviati alla fermentazione con inoculo dei lieviti. Sia la fermentazione alcolica che la malolattica avvengono in acciaio, come pure la maturazione sulle fecce fini; infine chiarifica a freddo e leggera filtrazione prima dell’imbottigliamento. I rossi, invece, vengono lasciati in macerazione giusto il tempo della fermentazione alcolica, che dura, generalmente, 7-8 giorni. L’azienda si avvale della consulenza di due bravi enologi, come Paolo Caciorgna, per i vini, e Maurizio Baldi per gli spumanti; mentre le operazioni di cantina sono coordinate dalla bravissima Emilia Tartaglione. Per continuare la tradizione spumantistica, vengono prodotte due etichette.
Tufaniello Metodo Charmat Brut (vitigni greco di Tufo 99%, moscato 1%, gradazione 13%): vendemmiate a mano tra la prima e la seconda decade di ottobre, fermentate in acciaio e spumantizzate in autoclave. La produzione media annua si aggira sulle 6.000 bottiglie. Ha un colore giallo intenso ed un perlage abbondante. Al naso offre profumi di fiori bianchi e frutta gialla; a malapena si scorge l’aromaticità di una piccolissima aggiunta (1%) di uve Moscato. L’ingresso in bocca è decisamente dolce ed accattivante, ma diventa subito secco e sapido; l’importante acidità e la mineralità lo sorreggono in un lungo finale. Ottimo sia come aperitivo che per accompagnare pasticceria secca.
Anni Venti Metodo Classico Extra Brut (greco di Tufo, gradazione 13%) Vendemmiate a mano tra la prima e la seconda decade di ottobre, fermentate in acciaio e rifermentate in bottiglia sur lies per 24 mesi (tendenza a 36 mesi), vengono prodotte mediamente 3.000 bottiglie l’anno, quasi mai in versione millesimata. In alcune annate viene aggiunta una piccola quantità (2-3 %) di Fiano. Il colore è giallo dorato ed il perlage è intenso, fine e persistente. I profumi sono esuberanti: innanzitutto frutta gialla (albicocca e pesca), poi arrivano sentori agrumati e di nocciola. Molto piacevole l’ingresso in bocca, inizialmente dolce e morbido, poi fruttato e sapido e, infine secco, fresco ed un finale persistente ed ammandorlato. Il nome “Anni Venti” è stato scelto per ricordare la tradizione spumantistica aziendale, intrapresa proprio in quegli anni.
Fiano di Avellino Donatus 2011 (gradazione 12,5%) Le uve per produrre questo Fiano, sono fornite da con feritori abituali e provengono da vigneti di Lapio. Le piante hanno un’età che va da un minimo dieci anni per arrivare a oltre 20, la densità è di 3.000 ceppi per ettaro allevati a spalliera guyot. Questo vino è dedicato a Donato di Marzo, persona illustre della famiglia, che nel giovane Regno d’Italia, dal 1880 al 1911, fu Deputato e Senatore e svolse un ruolo essenziale nello sviluppo della ferrovia nella regione. Paglierino intenso il suo colore; l’impatto olfattivo è minerale e floreale: gelsomino e tiglio; note di frutta esotica, susina, agrumi ed erbe aromatiche si susseguono in successione. Alla gustativa presenta un impatto piacevole ed aromatico, ha un’ottima vena acida e una sottile sapidità; è secco, ma la sapidità ed il ricco corredo fruttato lo rendono molto persistente; la deglutizione lascia in bocca piacevoli note di salvia e fieno. E’ un vino molto elegante e può essere abbinato a molti piatti, non solo di pesce!

Greco di Tufo Franciscus 2011 (gradazione 12,5%) Dalle Notizie storiche su ricordate, si evince che il Greco di Tufo non poteva non essere considerato il vitigno principale nella produzione viticola ed occupa oltre l’80% dei vigneti di proprietà. Il colore è giallo oro; sin dalla prima olfazione si fa riconoscere dalla spiccata mineralità (pietra focaia) accompagnata da erbe aromatiche e note iodate. In bocca il ricco fruttato di pesca gialla, ananas ed una leggerissima banana, è accompagnato da una decisa sapidità e dalla sua proverbiale acidità che, nonostante sia molto secco, lo rendono persistente. Il vino è dedicato a Francesco Di Marzio, colui che scoprì di fatto la miniera di zolfo a Tufo.
Greco di Tufo Scipio 2011 (greco di Tufo, gradazione 13,5%) Questo vino è dedicato al capostipite della famiglia, a Scipione Di Marzio, colui che si trasferì da Napoli a Tufo e portò con sé le marze del vitigno Greco. Questo vino è la vinificazione di una selezione delle uve di due vigneti particolarmente ben esposti: Vigna stretta in località San Paolo e Serrone, una particella del vigneto di Santa Lucia. L’altra particolarità è che l’affinamento in bottiglia dura 12 mesi. Colore giallo oro classico per questo Greco. Al naso propone erbe aromatiche, mineralità e tanta frutta gialla: pesca, ananas e frutta tropicale. In bocca l’attacco è sapido e fruttato, secco e acido, minerale e moderatamente tannico. Naturalmente è l’acidità che regge la persistenza ben oltre la deglutizione.
Irpinia Aglianico 2011 (gradazione 12,5%) Questo Aglianico è prodotto con uve provenienti dai vigneti di proprietà nel comune di Tufo. Il colore è rubino cupo; frutta rossa, ciliegia matura, fumo e cenere al naso. Tutta la frutta preannunciata al naso, la si ritrova in bocca insieme ad una elevata acidità e ad un tannino dolce e levigato; è un vino secco, ma l’acidità ne allunga la vita in bocca.
Taurasi Albertus 2009 (gradazione 13,5%) Rubino cupo è il suo colore; austero al naso con tanta frutta rossa (ciliegia e marasca), viola e speziatura. L’ingresso in bocca è piacevole, molto fruttato, ha un tannino imponente ma dolce; è fresco e persistente; ottima la gestione del legno. Questo vino è dedicato ad Alberto Di Marzo, che durante la sua vita è stato, fra l’altro, un grande pilota automobilistico.
Cantine di Marzo Via Gaetano di Marzo, 2 – 83010 Tufo (AV) tel. +39 0825 998022 – fax +39 0825 998383 Email: info@cantinedimarzo.it Sito: www.cantinedimarzo.it
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