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Trenta anni fa nasceva Azienda Agricola Salcheto, specializzando le sue pregresse attività da multicolturale ad attività prevalentemente vitivinicola e con l’obiettivo di privilegiare qualità ed innovazione, producendo vini di territorio a base di sangiovese, con vinificazioni senza solfiti ed utilizzando lieviti indigeni. “Salco” è il nome con il quale in Toscana viene identificato il Salice, un albero del quale alla fine dell’inverno si utilizzano i rami giovani (il “vinco”) per legare le viti durante la potatura. E Salcheto è il nome del ruscello che nasce ai piedi di Montepulciano e traccia una vallata dove i salici un tempo abbondavano.

La prima volta che ho incontrato Michele Manelli è successo ad un Vinitaly, credo 4 anni fa, e mi fece assaggiare, alla cieca, due vini: uno molto giovane e fruttato, l’altro maturo ed austero. Si trattava, mi svelò poi, dello stesso vino; il primo imbottigliato con tappo a vite, l’altro con normale tappo di sughero.

Sono andato due volte a visitare la sua azienda e si coglie sempre qualche aspetto interessante. E’ un’azienda condotta in regime biologico e biodinamico non per retaggi atavici, bensì per scelta ideologica: l’azienda è stata progettata, sviluppata e condotta seguendo criteri ecosostenibili e nel rispetto dell’ecosistema ambientale. Per capire appieno la filosofia ispiratrice del progetto aziendale, sono andato a rivedermi i concetti base e le differenze tra “GREEN ECONOMY” e “BLUE ECONOMY”. La Green Economy o più propriamente “Economia Ecologica”, è un modello teorico di sviluppo economico, dove, oltre ai benefici di tipo economico, si prende in considerazione anche l’impatto ambientale, cioè i potenziali danni ambientali prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione, passando per il loro trasporto e trasformazione in energia e prodotti finiti, fino ai possibili danni ambientali che produce la loro definitiva eliminazione o smaltimento. La Blue Economy, invece, è l’economia della responsabilità, individuale e collettiva, che si basa sul classico concetto di sviluppo sostenibile il quale dovrebbe soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future a soddisfare i propri bisogni. Il progetto di rinnovamento e trasformazione dei processi aziendali verso l’autonomia energetica è iniziato nel 1997 ed è stato il primo in Italia; e, date le scarse conoscenze ed esperienze, ha seguito un approccio necessariamente prototipale; è stato suddiviso in tre filoni, condotti rispettivamente da un ingegnere civile, da un ingegnere idraulico e da un architetto. Michele Mannelli, con un passato da economista-fiscalista, oltre a dettare requisiti ed obiettivi, ne è stato il coordinatore.

Il progetto, quindi, ha organizzato le tutte le attività in modo da ridurre al massimo l’utilizzo di energia convenzionale e di materie prime ed ha investito e potenziato il riutilizzo delle risorse che esistono già in natura, che altrimenti andrebbero perse tra i rifiuti. La prima regola adottata è stata quella del ripristino totale del contesto ambientale generale prima dell’inizio dei lavori.

La cantina è stata costruita sfruttando un falsopiano del terreno antistante il fabbricato: lì è stata interrata ed il suo tetto è diventato il piazzale dove arrivano le uve appena vendemmiate. Su questo piazzale affiorano dei tubi di acciaio, ricoperti con una calotta trasparente, che lo rende surreale. Quei tubi affondano nella cantina e nella bottaia e, attraverso un sistema di prismi e specchi, portano la luce diurna nei due vani sovrapposti. L’illuminazione è, quindi, naturale di giorno; di notte non serve illuminazione (raramente si lavora); ci sono, comunque, luci di sicurezza. Raffreddamento adiabatico e brezza per climatizzare la cantina: la parete esterna, infatti, è un giardino pensile: quei fiori rappresentano una allegra macchia colorata ed il loro innaffiamento regola la temperatura ed il grado di umidità.

Sarmenti ed altre biomasse legnose alimentano alcune caldaie che producono 150 Kw di energia elettrica. L’anidride carbonica che si sviluppa in fase di fermentazione delle uve viene immagazzinata e utilizzata per alimentare le pompe necessarie durante i travasi dei vini. Le pratiche di efficientamento e razionalizzazione (che oggi verrebbero inglobate sotto la dicitura di “spending revue”), portano al seguente PIANO ENERGETICO: il Risparmio Energetico rappresenta il 54% del Fabbisogno Il Calore da Biomasse fornisce il 29% del Fabbisogno Con il Freddo da Geotermico si soddisfa un ulteriore 15% del Fabbisogno ELETTRICITA da FOTOVOLTAICO: 2% Fabbisogno. Naturalmente in certe giornate e di notte si ha bisogno di energia elettrica convenzionale, fruibile dalla rete di distribuzione nazionale, ma ampiamente compensata da quella prodotta in loco. Costi del progetto: 350 mila Euro, recuperabili con i risparmi effettuati in pochi anni di nuova conduzione. E tutti i processi aziendali sono parte di una Filosofia di Vita di Michele; il quale non si è fermato a quanto già descritto. Ha adottato una nuova bottiglia, la Bordolese-Toscanella, con spalla molto dolce come si usava nel passato, ma anche la più leggera ed ecologica bottiglia disponibile sul mercato perché offre notevoli risparmi sul trasporto. Le bottiglie utilizzate, vengono poi tagliate ed utilizzate come bicchieri. I bancali di legno diventano cassette regali con bottiglia, vasetto di miele biologico e… bustina di semi di salvia e rosmarino da piantare nella cassetta una volta svuotata: basta riempirla di terriccio.

L’azienda ha una proprietà estesa 65 Ha in totale, di cui 50 vitati. I vigneti sono distribuiti in tre località e sono condotti in regime biologico: 28 ettari a Montepulciano intorno alla cantina, denominata “Salcheto”; 11 ettari destinati al Chianti Colli Senesi in quel di Chiusi e denominato si chiama “Poggio Piglia”; il terzo vigneto è situato in Vald’Orcia: 11 ettari di “alberello” denominato “La Bandita. Tutti i vigneti sono ad un’altitudine compresa fra 450 ed i 600 metri slm.
I Vini Ed ora passiamo agli assaggi. Tutti i vini assaggiati hanno un filo conduttore: puntano tutto sulla bevibilità e sulla precisione aromatica.

Obvius Rosato 2013 Le uve provengono dalle tre tenute e vengono selezionati i migliori grappoli da tutte le tipologie di varietà coltivate: sangiovese (90%) e saldo con canaiolo, mammolo, merlot, cabernet franc e petit verdot. Nessuna aggiunta di solfiti, né lieviti selezionati, nessun additivo, matura in acciaio e non è filtrato. Con una macerazione di circa 36 ore ha assunto un colore rosa antico con qualche riflesso aranciato. E’ un vino che, sia al naso che in bocca, ben rappresenta e ricorda le caratteristiche olfattive ed aromatiche di tutti gli atri vini aziendali. Dal calice arrivano intensi profumi floreali di rosa, viola e ciclamino; la componente fruttata più immediata offre profumi di lamponi, melagrana, ciliegie e prugne; poi arrivano profumi di erbe aromatiche. Anche in bocca offre la stessa dinamicità; la base fissa è la freschezza sulla quale poggiano aromi di frutta fresca e croccante, note di caffè, una piacevole struttura ed una leggerezza di beva per comporre un sorso molto lungo. E’ il compagno ideale per piatti estivi-autunnali non molto strutturati. Valutazione: @@@@ Prezzo enoteca: C (da 7,51 a 10,00 Euro)
Rosso di Montepulciano 2012 Questo vino è prodotto con uve Sangiovese 85%, Canaiolo (8%), Merlot (7%) provenienti dai vigneti più giovani di Salcheto in Montepulciano; matura solo in acciaio e gioca tutto su freschezza e frutto. Ha colore rosso rubino chiaro e trasparente. Molto immediato al naso con profumi di ciliegia, prugna, lauro, foglie di nocciola e noce ed anche qualche nota di fumo. In bocca è fruttato, fresco, consistente, buona struttura, ha un ottimo tannino e note di caffè accompagnano le sopraggiunte note di visciole acidule in un lungo finale. Valutazione: @@@@ Prezzo enoteca: C (da 7,51 a 10,00 Euro)
Obvius 2012 E’ un “Vino Nobile” prodotto con Prugnolo Gentile in purezza, seguendo, in cantina, lo stesso metodo del rosato: nessuna aggiunta di solfiti, lieviti selezionati, tannini od altri additivi né durante la fermentazione, né in fase di maturazione, che avviene in acciaio. Ne viene fuori un vino giovane, fresco, fruttato, dalla beva molto agile e dinamica. Nel calice si presenta in una smagliante veste rubino intenso; frutta rossa in abbondanza al naso; note affumicate, carruba e lauro denotavano una buona evoluzione. In bocca porta tanta frutta, arancia rossa, prugna, molta acidità; la materia è proprio tanta, i tannini rotondi e vellutati; ottimo l’equilibrio. Valutazione: @@@@+ Prezzo enoteca: D(da 10,01 a 15,00 Euro)

Nobile di Montepulciano 2010 Prugnolo Gentile in purezza proveniente dal vigneto Salcheto. Vinifica in legno ed invecchia 18 mesi in botti grandi e piccole, per poi affinare almeno 6 mesi in vetro. Classico color rubino carico; pulizia ed intensità sono la sintesi olfattiva e gustativa. Al naso profumi di ciclamino, frutta rossa croccante, mirtilli, erba aromatica e note affumicate e minerali; il passaggio in legno si percepisce, ma non è invasivo. Ottima beva: fresco, fruttato, armonico, tannini ben presenti ma levigati e nel finale lungo e concentrato si arricchisce di una nota di cacao. Valutazione: @@@@ Prezzo enoteca: E (da 15,01 a 25,00 Euro)
Salco 2010 Ed ecco un “cru” aziendale; le uve provengono dalle vigne più vecchie dell’azienda; Prugnolo Gentile in purezza ed in leggera surmaturazione. Dopo 2 anni di legno (parte in botte grande e parte in tonneaux), affina fino a 4 anni in bottiglia prima di essere messo in commercio. Il colore è rubino concentrato; frutta rossa, piccoli frutti di bosco, marasca e lauro sono i profumi che si apprezzano al naso. In bocca tutti i sapori che si alternano, sembrano seguire una cronologia predeterminata, con l’onnipresente freschezza ed un ottimo tannino a braccetto; bevibilità, concentrazione e persistenza sono i descrittori più adatti. Valutazione: @@@@@ Prezzo enoteca: F (da 25,01 a 50,00 Euro)
Nobile di Montepulciano Riserva 2010 Per questo vino importante si fa un salto nel passato e nella tradizione: il metodo del “Governo Toscano”. Le uve sono di Prugnolo Gentile ed una piccola percentuale di colorino; una parte dell’uva viene conservata per un leggero appassimento e viene aggiunta al vino a fine novembre. Invecchia per 24 mesi in botti grandi e piccole, per poi affinare almeno 12 mesi in vetro. Rubino netto è il suo colore; al naso si apre subito con profumi di viola, ciliegia, lauro e carrube; sapori fruttati ed una piacevole freschezza si schiudono in bocca e danno spazio ad un ottimo tannino; le note minerali ed una piacevole speziatura regalano un bell’allungo al sorso. Valutazione: @@@@@ Prezzo enoteca: F (da 25,01 a 50,00 Euro)

Pigliatello 2009 Questo vino viene prodotto in base al metodo “sauternes”; le uve a bacca bianca provengono dalla vigna vecchia nel Chianti, a Poggio Piglia. Le uve vengono raccolte dopo essere state attecchite da muffe nobili; fermenta e matura in “tonneaux”. Il colore è oro intenso; una folata alcolica viene assorbita da sentori di frutta fresca mista a frutta secca. In bocca si apprezzano sapori di frutta passita ed un vago sapore di visciola; ottimo l’equilibrio tra freschezza e dolcezza; lunghissimo e mai stucchevole. E’ un vino molto equilibrato ed è ottimo in abbinamento ai formaggi. Valutazione: @@@@ Prezzo enoteca: F (da 25,01 a 50,00 Euro)
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