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Cena romantica, ma anche storia, cultura, tradizione, arte e un pizzico di genialità all’Antica Dimora di Mauro Carrazza

Antica Dimora

Era tempo che meditavo di andare a cena con mia moglie in un posto che trasmettesse qualcosa di diverso, speciale, unico; tempo fa avevo letto di un locale del tutto particolare situato a Capranica, un comune che ho più volte visitato, facilmente raggiungibile percorrendo la Via Cassia, poco importa se da Roma o da Viterbo, ci si passa per forza. Così, in occasione del nostro anniversario di matrimonio, ho deciso di regalarle un momento magico, ben conoscendo i suoi gusti e cosa può suscitarle emozione, portandola all’Antica Dimora, un locale dove non è protagonista solo la buona cucina, ma tutto ciò che circonda l’unico tavolo che Mauro Carrazza ha disposto al centro dell’ambiente, perché qui c’è spazio solo per l’amore o l’amicizia, l’indifferenza non è ammessa, è la ragione stessa del suo progetto.

Mauro Carrazza

Ma facciamo un passo indietro, di quasi dieci anni, quando Mauro, proprietario di un negozio di ferramenta a Capranica e persona piena di passioni e fantasia, decide di iniziare una nuova avventura rilevando una vecchia cantina in Via Romana 60, interamente da ristrutturare, piena di calcinacci e oggetti abbandonati. Chiunque al suo posto avrebbe chiamato una ditta per farlo, lui no, ciò che questo appartamento doveva diventare poteva essere realizzato solo da lui, meticolosamente, anno dopo anno, per oltre sei anni, partendo da una situazione praticamente vergine e trasformandolo in un ambiente che smuove antichi ricordi, rurale e medievale, dove ogni oggetto è legato all’altro, nulla è lasciato al caso: è il mondo dei materiali di una volta, dalle pietre in cotto agli utensili da cucina, dalle travi di legno alle serrature di un tempo, dall’impianto di luci agli oggetti più disparati, persino reperti bellici riadattati a diverse funzioni. Un lavoro difficile e lungo, frutto di una ricerca ad ampio spettro che non ha mai fine, attraverso mercatini, fabbriche abbandonate, rapporti con rigattieri, fabbri, artigiani, per ricuperare oggetti che altri avrebbero sicuramente buttato.

La cucina

Basta varcare la soglia per rendersi conto che si sta entrando in un mondo antico e incredibilmente avvolgente, si scendono le scale, illuminate da candele, e subito ci si trova di fronte ad una scritta lapidaria: “Se le braccia avessero avuto la stessa paura degli occhi tutto questo non ci sarebbe”, più chiaro di così…

cartello

L’ambiente si sviluppa in tre parti: la sala principale, dove si trova la cucina, anch’essa completamente “costruita”, pezzo dopo pezzo; al centro il tavolo, da un lato un “divano”, il virgolettato è d’obbligo visto che è del tutto particolare, ovvero fatto con una base di legno praticamente grezzo su cui è collocato un materasso, di quelli di una volta, rivestito di una tela a righe. Intorno luci soffuse, in parte candelotti di cera, in parte un impianto di ceramica a vista, perfettamente intonato all’ambiente, e musica, delicata, unico suono in un’atmosfera totalmente lontana da qualsiasi rumore esterno.

Il letto matrimoniale

Sopra, in quello che avrebbe potuto essere un soppalco, c’è un accogliente letto matrimoniale, per chi desiderasse rimanere anche la notte a dormire, provvisto di un materasso che ha la bellezza di 80 anni, ovviamente completamente rimesso a posto, donato da una sua amica orgogliosa di esserci nata, lei e le due sorelle. E poi ci sono vecchi giochi e libri, uno persino autografato da Gabriele D’Annunzio.

Il divano

Ma uno dei motivi d’orgoglio di Mauro è il bagno, un luogo quasi mistico, intimissimo e caldo, in fondo al quale appare una bellissima e ampia vasca da bagno, anch’essa concepita per accogliere almeno due persone; proprio in questo ambiente delizioso non puoi fare a meno di notare che alcune candele sono avvolte da proiettili di cannone inesplosi e mangiati dalla ruggine.

Il bagno

Il terzo ambiente è la cantina, dove Mauro ha sistemato vini da bere ma anche bottiglie storiche semplicemente da esposizione.
Una delle tante cose che ti stupiscono è l’assenza a vista di qualsiasi elettrodomestico, in realtà Mauro ha un frigo-ghiacciaia perfettamente nascosto e integrato nella cucina, assolutamente indispensabile per garantire la freschezza dei prodotti che utilizza per le proprie pietanze.

Mauro Carrazza mentre cucina

E’ un piacere vederlo preparare i piatti, lo fa con maestria e quasi senza far rumore, le lunghe cotture le fa rigorosamente nel coccio, solo con questo materiale puoi cucinare una zuppa per oltre tre ore esaltandone i sapori.
Inutile dirvi che abbiamo mangiato benissimo, a partire dagli antipasti, la cosa di cui ti accorgi subito è la qualità assoluta delle materie prime, come la ricotta (spettacolare) e i formaggi provenienti da un allevamento di pecore immerso nella campagna locale e raggiungibile solo con una jeep. Mauro è bravissimo anche a preparare le marmellate da accostare ai formaggi, particolare quella con melanzane e nocciole.

l'antipasto

Abbiamo provato due primi: “Regine con ricotta freschissima, pachino e guanciale” e “Ravioli di cicoria e pecorino ripassati con pachino e guanciale“; un trionfo di sapori ma sempre in perfetto equilibrio, segno di una grande sensibilità e misura nella cucina di Mauro.

Regine

Come secondi abbiamo provato “Cosciotti di pollo disossati al vino bianco e zenzero” e “Arrosto di maiale con prugne e pancetta“, cotto nella pentola di coccio con carota, sedano, cipolla, brodo vegetale e vino bianco. Il pollo era uno spettacolo, carne quasi croccante, lontano anni luce da quello che si trova normalmente nei supermercati, ma anche in molte macellerie; il maiale aveva un’aromaticità spiccata e la carne non era per nulla secca, la salsa ottenuta ci stava benissimo.

Arrosto di maiale

I due piatti sono stati accompagnati da due diversi contorni: “Caponata di zucchine, patate, melanzane, pachino e cipolla” e “Scarola, lattuga, radicchio stufati al vino bianco con uvetta e mandorle”, difficile dire quale dei due fosse più buono, davvero gustosi e particolari entrambi.
Un piccolo spazio per i dolci era d’obbligo, Mauro ci ha portato la pasticceria secca a base di nocciole, tipiche della Tuscia viterbese, avremmo voluto provarli tutti ma eravamo davvero sazi.
E da bere? Su suo consiglio ci siamo orientati sull’ottimo Veste Porpora 2011 della Tenuta Ronci di Nepi, a base sangiovese e cabernet sauvignon. Non poteva mancare, per chiudere in bellezza, un buon spumante Alarosa, chardonnay e pinot nero, di Vigne del Patrimonio, altra azienda del viterbese, che si trova ad Ischia di Castro, piacevolmente speziato con rimandi al legno di liquirizia.

Il caffè

Non poteva certo finire qui, Mauro ci ha portato due sue creature, un limoncello e un liquore di liquirizia, infine uno spazio tutt’altro che secondario per il caffè, per il quale Mauro ha trovato un piccolo fornitore che vende solo a privati, pregiate confezioni monovarietali provenienti da Burundi, Colombia, Guatemala, Etiopia, Costarica, El Salvador, Kenya e Messico. Noi abbiamo bevuto il Burundi, davvero ottimo e per nulla amaro, tanto che non abbiamo sentito la necessità di aggiungervi zucchero.
Peccato non poter rimanere a dormire, sono certo che sarebbe stata un’esperienza davvero piacevole, lontano da televisioni, cellulari, computer e da rumori fastidiosi. Ma ci saranno sicuramente altre occasioni, l’Antica Dimora ci è ormai entrato nel cuore, bravo Mauro!

Roberto Giuliani

Mauro Carrazza

Antica Dimora
Via Romana, 60 Capranica (VT)
Tel. 380 3231250
www.viaromananticadimora.it

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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