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Le DOC della Lombardia: Garda Colli Mantovani

Le Doc della Lombardia: Garda Colli Mantovani


❂ Garda Colli Mantovani D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 30/4/1976 – G.U. n.224 del 25/8/1976; ultima modifica D.M. 22/11/2022 – G.U. n.277 del 26/11/2022)


zona di produzione
in provincia di Mantova: comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino e Volta Mantovana;


base ampelografica
bianco (anche passito, vendemmia tardiva, riserva): garganega max. 40%, trebbiano (trebbiano di Soave o turbiana e/o trebbiano giallo, e/o trebbiano toscano) e/o chardonnay, da soli o congiuntamente, max. 60%, possono concorrere anche le uve di altri vitigni anche aromatici, a bacca bianca o a bacca nera vinificati in bianco, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, max. 20%;
rosso (anche superiore, riserva), chiaretto: cabernet (cabernet franc e/o cabernet sauvignon e/o carmenère), merlot, rondinella da soli o congiuntamente min. 85%; possono concorrere alla produzione le uve provenienti da altri vitigni, a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, max. 15%;


norme per la viticoltura
per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei ceppi per ettaro dovrà essere non inferiore a 4.000, calcolati sui sesti d’impianto;
le forme di allevamento ammesse sono il Guyot semplice e doppio, il Casarsa e il G.D.C.. Le forme di allevamento consigliate nei nuovi impianti sono il Guyot, la Cortina semplice e doppia e il Cordone speronato;
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere i seguenti:
▪ Garda Colli Mantovani Bianco e Bianco Riserva: 14 t/Ha e 10,50% vol.
▪ Garda Colli Mantovani Bianco Vendemmia Tardiva: 10 t/Ha e 12,00% vol.
▪ Garda Colli Mantovani Rosso, Rosso Riserva e Chiaretto: 13 t/Ha e 11,00% vol.;
▪ Garda Colli Mantovani Rosso Superiore: 10 t/Ha e 11,50% vol.;
per la produzione dei vini “Garda Colli Mantovani” bianco passito, si dovrà attuare la cernita delle uve in vigneto, secondo gli usi tradizionali mettendo a riposo un quantitativo di uve non superiore al 65% della produzione massima ad ettaro. I rimanenti quantitativi di uva fino al raggiungimento del limite massimo previsto, potranno essere presi in carico per la produzione dei vini Garda Colli Mantovano bianco;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione. Inoltre, tali operazioni di vinificazione, possono essere effettuate in stabilimenti situati nei territori delle limitrofe province di Mantova, Brescia e Verona;
per i vini “Garda Colli Mantovani” rosso superiore e bianco passito è consentito in tutto o in parte l’appassimento delle uve sulla pianta, o, dopo la raccolta, su stuoie, graticci, cassette o appositi contenitori in ambienti idonei. Per tali vini è consentito un periodo di fermentazione e rifermentazione delle uve fino al 30 giugno successivo all’anno di produzione delle uve;
i vini a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” rosso superiore e “Garda Colli Mantovani” bianco passito, devono essere immessi al consumo non prima del 1° gennaio del secondo anno successivo all’anno di produzione delle uve;
i vini a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” seguiti dalla menzione riserva, devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento minimo di 2 anni, di cui almeno 6 mesi in bottiglia per la tipologia rosso e minimo di 1 anno per la tipologia bianco. Il periodo di invecchiamento per i vini di cui sopra, decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;
per tutte le tipologie di vino a denominazione di origine “Garda Colli Mantovani” è ammessa la vinificazione congiunta o disgiunta delle uve;
è consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini ad esclusione delle tipologie Garda Colli Mantovani bianco vendemmia tardiva e passito;
per i vini “Garda Colli Mantovani” bianco passito, le uve dopo l’appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 13,00% vol.;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi dell’art. 31, comma 10, della legge n. 238 del 12 dicembre 2016;
nella presentazione e designazione del vino “Garda Colli Mantovani” rosso superiore è consentito l’uso della menzione tradizionale “Rubino;
nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” è obbligatorio riportare l’annata di produzione delle uve;
i vini della denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” devono essere immessi al consumo in bottiglie di vetro del volume nominale massimo di 3 litri. Da questa limitazione sono escluse le bottiglie di forma tradizionale bordolese, borgognotta, renana fino alla capacità massima di 9 litri.;
per i vini a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” bianco e rosso non accompagnati dalle menzioni “Superiore”, “Riserva”, “Rubino”, “Vigna”, “Passito” e “Vendemmia Tardiva” è consentito l’uso di contenitori alternativi al vetro, costituiti da un otre in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro materiale rigido, nei volumi non inferiori a 2 litri e non superiori a 6 litri;
sono ammesse tutte le chiusure consentite dalle vigenti leggi, escluso il tappo a corona;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica di produzione è compresa nell’Anfiteatro Morenico del Garda, con quote che arrivano a 200 m. slm.
Le colline moreniche sono costituite da sedimenti di origine fluvio-glaciale. I suoli sono sciolti e permeabili, consentono uno spiccato drenaggio superficiale e la formazione di un vero e proprio regime idrico sotterraneo. La prima falda è a 10-30 metri di profondità e al livello di campagna nelle zone depresse.
Il Mincio costituisce l’asse idrologico principale.
Il clima è mite e ventilato per la presenza del lago di Garda. Il clima è da considerare intermedio tra quello mediterraneo e quello oceanico, causa la continentalità, è un clima caratterizzato da temperature medie estive elevate.
Le precipitazioni medie annue superano i 700 mm concentrandosi maggiormente in autunno e in primavera.
Fattori umani rilevanti per il legame
Fondamentali i fattori umani legati al territorio che hanno contribuito in modo determinante all’ottenimento del vino a denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani”. La coltivazione della vite in provincia di Mantova ha origini antiche, gli scavi archeologici nelle colline moreniche hanno portato alla luce una ciotola di vinaccioli databile al Neolitico delle palafitte. Successivamente la civiltà etrusca portò la cultura del vino. Testimonianza importante per i vini e le uve dei colli ci viene fornita dalla corrispondenza di Isabella d’Este nel suo viaggio a Cavriana e sul lago di Garda nel settembre del 1535, e nella “Descrizione in compendio del castello di Solferino” un documento dell’Archivio di Stato di Mantova del 1588.
Anche il mantovano Teofilo Folengo descrive i gesti secolari di una mitologica vendemmia avendo probabilmente sotto gli occhi ciò che accadeva nelle sue terre.
Possiamo affermare che tutto il territorio di produzione della denominazione di origine controllata “Garda Colli Mantovani” ha vocazione viticola e l’uomo è stato determinante a caratterizzare la produzione vitivinicola in particolare a determinare:
▪ la base ampelografica dei vigneti è frutto di una lunga selezione operata dall’uomo in funzione di una produzione di qualità. I vitigni più idonei alla specificità dei terreni e alle caratteristiche climatiche sono quelli tradizionalmente coltivati nelle aree di produzione.
▪ le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura sono tali da perseguire la migliore e razionale disposizione delle viti e gestire in modo razionale le operazioni colturali e la qualità della produzione, mantenendo la tradizione. Queste cambiano in funzione dell’ambiente di coltivazione (collinare o di pianura).
▪ le pratiche relative all’elaborazione dei vini sono quelle consolidate sull’eredità della tradizione per l’ottenimento dei vini previsti dal disciplinare.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
I vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate e corrispondenti ai vitigni utilizzati. La tipicizzazione legata al territorio è evidente e necessaria per raggiungere le caratteristiche descritte nel disciplinare. La vitivinicoltura collinare è legata strettamente ai fattori pedoclimatici in particolare al terreno di origine morenica, all’esposizione collinare e alle brezze. Queste oltre a favorire la qualità delle uve creano circuiti interni di ventilazione determinando la fermentazione e la conservazione dei vini.
Le caratteristiche sopra enunciate sono attribuibili a questi precisi ambienti geografici.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
La specificità dei vini è legata al territorio. Le zone moreniche variano sia come altimetria che come esposizione al sole. I venti provenienti dal lago di Garda sono un ulteriore fattore condizionante la qualità delle uve. Solo l’esperienza tramandata da generazioni consente di conoscere i punti migliori per l’impianto del vigneto e ottenere le caratteristiche desiderate.
La coltura contadina si tramanda le tecniche enologiche e di coltivazione della vite, migliorate e affinate ma pur sempre legate alla tradizione.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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