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Clelia Romano, la signora del Fiano di Avellino: arriva la 2010


Clelia RomanoNuntio vobis gaudium magnum: habemus Fiano! Sì, perchè dai primi assaggi fatti in giro vede con piacere un bel bianco in promessa: alte acidità, buona frutta, corpo. E’ il tema di ogni anno in Irpinia, se il Fiano sale il Greco scende e viceversa. Il motivo è soprattutto nei tempi di maturazione, sfalsati di una decina di giorni in media, tra le due grandi uve bianche del Sud, per cui è difficile che procedano appaiati. Ci sono ovviamente eccezioni, come la 2008 dove entrambi si sono presentati in modo equilibrato.
Per tutti gli appassionati, la signora del Fiano è Clelia Romano e la sua bottiglia è sempre un riferimento, la si aspetta per vedere come sarà l’annata. Ne parliamo anche per celebrare la nascita dei Viticoltori di Lapio, un piccolo paesino il cui territorio ricade anche nell’areale del Taurasi oltre che, ovviamente del Fiano. Cinque ettari di fiano, piantati negli anni ’80 sotto la spinta di Mastroberardino, che dal 1994 sono diventati una delle etichette di bianco più conosciute dagli appassionati.
Gli appezzamenti sono divisi in tre zone: a Scarpone, Stazzone e ad Arianello dove c’è la cantina, esposti fra i 500 e i 550 metri su una collina a cavallo tra i fiumi Calore e Sabato, dove l’uva, nutrita dai terreni argillosi e calcarei, soffre l’escursione termica e diventa elegante in bottiglia.
La cantina di Colli di LapioIl Fiano di Clelia, adesso affiancata dai figli Carmela e Federico prossimo al matrimonio, nasce dal rapporto con Angelo Pizzi, uno dei primi enologi della Campania, impegnato soprattutto nel Sannio con la Falanghina e l’Aglianico. Ma in questa azienda irpina, l’unica della quale è consulente, Angelo ha mostrato di avere una mano felice sul bianco.
La grande freschezza è bilanciata dalla polpa bianca dai sentori dolci e in bocca diventa appagante e dinamica. Si beve una bellezza, ripetutamente, senza fine. Un fiano da abbinamento, ma anche da conservare per molti anni e goderne così l’evoluzione. L’ho scritto altre volte e lo ripeto, il mio Fiano del cuore, per questa semplicità nel porgersi, il continuo invito ad essere scoperto, l’essere lontano dalla banalità e da tematiche monocordi.
L’annata migliore? La 1999 sicuramente, ma questa 2010 ha molta stoffa da vendere: le uve sono state raccolte ben mature dopo una stagione sostanzialmente equilibrata prima dell’arrivo delle piogge che hanno reso difficile la vita al greco e rovinato l’Aglianico che registra una delle sue annate peggiori di sempre.
Le richieste premono, Clelia sta per uscire in commercio. Ma il nostro consiglio è di iniziare a berlo alla fine del prossimo anno.

Colli di Lapio
Sede a Lapio (Av), contrada Arianello 47.
Tel. 0825.982184, fax 0825.982184
Enologo: Angelo Pizzi. Bottiglie prodotte: 56.000
Ettari: 5 di proprietà. Vitigni: fiano, aglianico.

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Luciano Pignataro

Laureato in Filosofia e giornalista professionista, lavora al Mattino dove da anni cura una rubrica sul vino seguendo dal 1994 il grande rilancio della viticoltura campana e meridionale. Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell'agricoltura ecocompatibile. È autore per le Edizioni dell'Ippogrifo delle uniche guide, sponsor free, sui vini della Campania e della Basilicata andate ripetutamente esaurite oltre che del fortunato Le Ricette del Cilento giunto alla terza edizione. Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani, 101 vini da bere almeno una volta nella vita. Ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano nel 2008. Dal 1998 collabora con la Guida ristoranti Espresso, è impegnato nella nuova guida Vini d'Italia di Slow Food. Fa parte del gruppo Garantito Igp.

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