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Letture istruttive

I racconti di Alda: Sant’Antonio pensaci tu!

PreghieraDon Alberto era raccolto in preghiera, il rosario tra le mani e il cuore in pace. Da quando era andato in pensione come parroco, le sue responsabilità erano diminuite dal punto di vista pratico e amministrativo. Adesso svolgeva la sua missione come ospite di una parrocchia i cui parrocchiani gli stavano molto a cuore. Era ricambiato nell’affetto e nella stima. La sua disponibilità era nota a tutti, per la confessione, per un consiglio, per una richiesta quale che fosse. Il parroco non esitava a servirsi di lui per le commissioni più noiose, spesso senza tenere conto della sua età e degli inevitabili acciacchi.
Don Alberto non protestava, ma a volte provava amarezza e anche ribellione che metteva a tacere con la preghiera e con qualche sorso di vino. Ne aveva sempre una bottiglia nell’armadio della sua stanza, poco più di un buco che lui non riusciva mai a tenere in ordine, un po’ per la mancanza di spazio e molto per la sua mania di conservare tutto. Ritagli di giornali, cartoline e libri di cui era ghiotto come del cibo. Lettura e cibo erano i suoi punti deboli. Palato e mente non erano mai sazi e lui chiedeva spesso perdono a Dio per i suoi peccati di gola. Gli chiedeva perdono anche per la scarsa simpatia che provava per il parroco che sapeva essere duro e astioso. Tuttavia traeva grande conforto dall’affetto che gli dimostravano le persone e dalla consapevolezza di volere comunque fare sempre il proprio dovere.
Umiltà e dedizione erano i tratti più salienti della sua personalità e del suo modo di esercitare il sacerdozio. A volte si chiedeva se i suoi consigli fossero sempre giusti, se le sue risposte alle domande che gli venivano rivolte in confessionale non fossero imprecise o deludenti. C’erano momenti in cui si sentiva inadeguato di fronte alle miserie, ai drammi, ai dubbi e alle paure che attraverso la confessione venivano riversati sulle sue spalle sempre più curve. Amava il suo prossimo e avrebbe voluto fare molto di più per tutte quelle persone che affidavano a lui i segreti più intimi della loro vita.
C’era una ragazza che si presentava nel confessionale ogni domenica mattina. Aveva 19 anni, era simpatica, allegra, ma terribilmente distratta, al punto di considerare peccato la sua distrazione. Perdeva sempre qualcosa: le chiavi di casa, gli occhiali da sole, il borsellino, l’ombrello. Era una continua ricerca la sua, la testa sempre altrove, agli amori immaginari o reali, alle discussioni in famiglia, all’inquietudine che comportava il dover crescere e responsabilizzarsi di fronte alla vita e alle proprie scelte.
“Ho chiesto aiuto a Sant’Antonio” confidò una domenica mattina a Don Alberto, “mi hanno detto che facendo una piccola offerta, lui fa ritrovare ciò che si perde. E’ vero padre, funziona, ora ritrovo sempre tutto”.
Don Alberto sorrideva. Chissà in quale modo e attraverso quale percorso della memoria la ragazza ritrovava realmente ciò che perdeva, ma non c’era nessun male ad affidarsi a un santo la cui cassettina si arricchiva di euro che andavano ai poveri della chiesa. Sempre più spesso Don Alberto si sentiva stanco e in alcuni momenti anche molto solo in quella stanzetta poco più grande di una cella. Momenti. Ed era allora che qualche biscotto e un po’ di vino lo tiravano su. Si era affezionato alla ragazza, quasi fosse una nipote. Una mattina arrivò da lui con un’espressione preoccupata sul viso, non ancora segnato dal tempo e dalle ferite che la vita, inevitabilmente, gli avrebbe prima o poi impresso.
“Ho perso la verginità padre” confessò dopo una breve esitazione.
Anche Don Alberto esitò prima di rispondere, infine scosse la testa.
“questa volta purtroppo Sant’Antonio non può aiutarti” disse e non poté fare a meno di pensare che in quel momento un goccetto di vino…

Alda Gasparini

Musicista e scrittrice, da sempre amante di tutto ciò che è bello e trasmette emozioni, si è diplomata in pianoforte e per un certo periodo della sua vita ha eseguito concerti. Poi si è dedicata al giornalismo, scrivendo recensioni e critiche musicali; successivamente ha iniziato a scrivere romanzi e racconti, pubblicati su numerose riviste di settore, ha collaborato con autori importanti come Scerbanenco e Morante. Ancora oggi scrive racconti, brevi e avvincenti, toccando molti aspetti della natura umana.

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