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Crociani: vini dal cuore Nobile


Susanna CrocianiC‘è chi farebbe carte false (ed è probabile che l’abbia pure fatte) per essere premiato da una guida. C’è chi, invece, i campioni alle guide non li manda perchè ancora convinto che fare vino non sia un concorso a premi. C’è chi come Susanna Crociani ha scelto, perfino, di non partecipare neanche alla presentazione che, ogni anno, durante la settimana delle anteprime toscane, vede per protagonisti i campioni della denominazione a cui appartiene. Una denominazione che evoca “nobiltà” ma che ha visto in questi ultimi anni un crescente numero di aziende imboccare una strada, meno nobile, orientata e deviata al mercato, sempre più distante da un’interpretazione sincera del terroir e delle varietà che vi dimorano. I vini di Crociani resistono, specchio fedele dei territori in cui nascono, dove l’argilla si mischia alla sabbia seguendo le migliori esposizioni possibili. Lì dove si coltivano solo le varietà tradizionali: il sangiovese grosso, localmente chiamato prugnolo gentile, il canaiolo nero, il mammolo, la malvasia del Chianti, il grechetto bianco (chiamato pulcinculo) ed altre uve a bacca bianca locali. Dieci ettari di vecchie vigne, sulle colline in località Caggiole, alla cui produzione dallo scorso anno si sono aggiunte le uve di impianti più recenti.
Susanna, musicologa prestata alla vigna, è venuta a Napoli per raccontarci la storia dei suoi vini che coincide con quella della sua famiglia. La serata è stata inserita nel ciclo di “Enolaboratori” in corso presso l’enoteca Divinoinvigna di Mauro e Roberto Erro in collaborazione con la delegazione cittadina dell’Associazione Italiana Sommelier. Una verticale entusiasmante che ci ha restituito un’idea semplice quanto troppo spesso dimenticata: “il vino deve essere, innanzitutto, vino”. Calice in trasparenzaNel solco della tradizione e del non interventismo Susanna continua a produrre il suo Nobile seguendo la filosofia del babbo Arnaldo e del fratello Giorgio, di recente, improvvisamente, scomparso. Solo botti grandi e lieviti naturali, due anni di affinamento in botte per il base e tre per la riserva. I vini di Crociani sono (un po’ come Susanna) semplici quanto complessi. La semplicità strutturale e costruttiva di questi vini non corrisponde, infatti, ad una naturalezza espressiva di facile approccio ed immediata comprensione. Sempre di sangiovese, pur nell’accezione clonale del prugnolo gentile, si tratta. Il naso offre una persistenza sussurrata, un’ampiezza che va ricercata prestando massima attenzione al bicchiere. Purtroppo, come ha fatto notare l’amico Mauro, i vini hanno una bevibilità trascinante che non sempre consente di soffermarsi il giusto tempo sul bicchiere prima che questo venga, repentinamente, svuotato. Il Nobile di Crociani, come hanno fatto notare altri, non è mai autoreferenziale, è un vino che ama la convivialità, pretende, letteralmente, di stare a tavola col cibo. Non voglio dilungarmi oltre e passo direttamente ai vini degustati.

Bottiglie Nobile di Montepulciano CrocianiVino Nobile di Montepulciano 2005
Colore rubino scintillante e luminoso. L’olfatto è sfuggente, delicato. Elegante nei suoi flebili rimandi floreali. Al palato conferma una certa diluizione imputabile all’annata che si traduce in positiva snellezza gustativa. Eppure questo vino si distingue per la sua irresistibile capacità di farsi bere. Una piacevolezza non ruffiana e mai banale resa particolarmente dinamica da un’acidità sostenuta e da tannini levigati ma ben presenti. Si fermerebbe di fronte alla fredda legge dei numeri a tre chiocciole ma ho comunque deciso di assegnarne quattro, premiando il suo leggiadro minimalismo. Perfetto sugli involtini di pollo ripieni di pancetta e sugli affettati.
@@@@ (86/100)

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2004
Colore rubino scuro, di bella concentrazione e rassicurante trasparenza. Austero nella sua veste olfattiva dove la nota floreale si fonde perfettamente ad un frutto integro e maturo. Finezza e purezza minerale spingono questo rosso verso un futuro di empirea bellezza. Il palato è ancora una volta supportato da gran nerbo e nobili tannini. Splendidamente abbinato ad una pizza (in realtà un po’ tortilla ed un po’ frittata) di patate.
@@@@@ (92/100)

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2003
Il calore dell’annata mi sembra più avvertibile e penalizzante rispetto al 2004. Il naso è ridondante di frutta sotto spirito che tende a sovrastare le più classiche sensazioni floreali. La prospettiva terziaria sembra essere scollegata e non del tutto definita. Anche al palato sembra alla ricerca di un’auspicabile quadratura tra acidità e tannini ancora in divenire. Su un’ottima parmigiana di melanzane in una non felicissima combinazione.
@@@ (82/100)

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2001
Il pubblico si è diviso tra questo millesimo ed il 2004 per individuare la miglior performance della serata. Un impostazione impeccabile sotto ogni punto di vista. Colore rubino dai riflessi granata. Naso rigoroso e preciso nella sua definizione organolettica. Viola mammola sugli scudi e poi una bella progressione olfattiva giocata tra piccoli frutti rossi, mineralità terrosa ed una speziatura sottile e ben integrata. In bocca evidenzia freschezza ed un tannino vibrante. Finale lungo. Anche da solo si esalta da meditazione.
@@@@@ (91/100)

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2000
Sicuramente il più evoluto della serie. Colore granato deciso. Mostra un carattere quasi scorbutico al naso dove sentori di terra bagnata e terziari, di spezie ed animali, ne prevaricano la dimensione olfattiva. Al palato non ha una acidità scattante. La tensione gustativa è sicuramente meno apprezzabile che in altri bicchieri. L’abbinamento riuscito è con dei funghi semplicemente saltati in padella.
@@@ (85/100)

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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