Famiglie Storiche dell’Amarone, in vetta al monte Baldo per celebrare il valore della Valpolicella

Scelta davvero singolare, ma di indubbio fascino, la degustazione in alta quota voluta da Le Famiglie Storiche dell’Amarone, per la promozione dell’eccellenza del territorio della Valpolicella, il prestigioso Amarone ed il suo intenso legame con la straordinaria natura del monte Baldo.

L’evento “Amarone in vetta”, organizzato, insieme all’Antica Bottega del Vino, Simone Montagnoli di Soluzioni vino e il prof. Andrea Sbarbati docente di Neuroscienze all’Università di Verona ed esperto di biodiversità, come piacevole gita enogastronomica sul Rifugio Chierego, ai piedi della cima Costabella, tra Val d’Adige ed il lago di Garda, ha inteso realizzare anche un obiettivo di lungo periodo: attirare l’attenzione di istituzioni, media ed appassionati sul Monte Baldo per farne riscoprire l’alto valore paesaggistico e naturalistico, determinandone l’estensione del progetto di tutela di uno dei territori vitivinicoli italiani più prestigiosi al mondo ed al suo prodotto di eccellenza: l’Amarone.

La scelta del Monte Baldo non è stata casuale. Concentrato di tutti i climi europei e, quindi, di tutte le vegetazioni del mondo, l’austero Monte veronese è un’oasi naturalistica di grande bellezza, una terrazza affacciata ad ampio respiro sulle Alpi nonché il più grande esempio di biodiversità d’Europa: in pochi metri d’altitudine, infatti, si passa dai paesaggi sub mediterranei tipici della Sicilia con uliveti e limoneti, alla tundra norvegese, tra 200 diverse specie di farfalle, 60 varietà di orchidee, anemoni, peonie, stelle alpine e molte altre specie. Non a caso il Baldo è chiamato il “Giardino d’Europa”: la felice posizione tra il Lago di Garda e le grandi catene montuose alle spalle ha determinato caratteristiche pedoclimatiche significative per l’agricoltura di questo territorio della Valpolicella, con produzione di vini di grande complessità tra i quali spicca indubbiamente l’Amarone.

Il successo di “Amarone della Valpolicella” ha attraversato, indenne, secoli di Storia che inizia nel IV secolo d.C, con un’esplicita richiesta di Cassiodoro, ministro di re Teodorico, ai proprietari terrieri della Valpolicella di avere per la mensa regale il vino chiamato Acinatico, ottenuto da una speciale tecnica d’appassimento delle uve, definito “mosto invernale, freddo sangue delle uve”. Pene severe, poi, si rinvengono anche nell’Editto di Rotari a chi arrecava danno alle viti o ne rubava i grappoli. Addirittura, negli anni successivi al 1000 d.c., l’ “Amarone della Valpolicella” era considerato al pari del denaro per pagare i diritti feudali. In epoca illuministica, Scipione Maffei ha proposto la dizione “amaro” ad indicare il vino «d’una grazia particolare prodotto in Valpolicella».

Una passeggiata di circa due ore ha condotto, tra valli serene, silenzi ed una natura straordinaria, i produttori delle Famiglie Storiche, lo staff dell’Antica Bottega del Vino di Verona, giornalisti e appassionati di montagna, a 1.911 metri della cima Costabella, nel Rifugio Chierego, costruito nel 1962 in onore del medico e alpinista veronese Giovanni Chierego, punto di riferimento per l’accesso e la traversata del maestoso Monte Baldo, palcoscenico naturale dell’inedita degustazione ad alta quota di 13 Amarone delle Famiglie Storiche.


Alla suggestiva conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa Maria Sabrina Tedeschi, presidente delle Famiglie Storiche, ha rimarcato l’intento celebrativo del legame importante fra la Valpolicella, il suo prestigioso Amarone e la grandiosa natura del monte Baldo per esaltare e valorizzare le infinite ricchezze del nostro territorio”. Luca Speri, Presidente dell’Antica Bottega del Vino, ha sottolineato “La Bottega è un punto di riferimento per i grandi amanti del vino di tutto il mondo, ma è anche un luogo dove vivere un’esperienza assolutamente veronese. Eventi come questo ci permettono di allargare le vedute arricchendoci di esperienze”. Tra i più antichi e prestigiosi locali storici italiani, l’Antica Bottega del Vino dal 2011 è proprietà delle Famiglie Storiche e vanta una lunga storia fin dal XVI secolo, periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, quando era Osteria lo Scudo di Francia. In seguito, è diventata la Biedemeier nel XVIII secolo con gli austriaci a Verona e dal 1890 Bottega del Vino.

“Il Monte Baldo è un concentrato di tutti i climi europei e quindi di tutte le vegetazioni – ha spiegato il prof. Andrea Sbarbati, docente di Neuroscienze dell’Università di Verona e grande esperto di biodiversità, soprattutto sul Baldo – si tratta di qualcosa di unico al mondo. Dal lago di Garda alla cima troviamo limoni, ulivi, conifere, latifoglie, boschi di conifere, pini e mughi e poi la prateria alpina, come fossimo dalla Sicilia alla Norvegia in pochi chilometri. Baldo e Valpolicella sono accomunati da medesime origini geologiche; durante le glaciazioni, per migliaia di anni l’unica montagna con solo la punta fuori dagli immensi ghiacci che coprivano tutta l’area è stato il Baldo che sviluppò una particolarissima flora autoctona (per questo è chiamato il giardino d’Europa). Anche la Valpolicella è stata per un lungo periodo sommersa, poi emersa: il risultato sono depositi calcarei bianchi, gialli, rosati e ricchi di fossili marini uniti ai successivi depositi calcareo-marnosi e ai tufi basaltici”. Certamente il passato e la geologia hanno creato le condizioni ideali per una viticoltura di altissima qualità”.

La Valpolicella è un territorio ricco di biodiversità ai piedi del Monte Baldo, di cui costituisce precipua identità orografica. Escursione termica, osmosi tra il sottostante Lago di Garda e le grandi catene montuose, caratteristiche del suolo, esposizione, diverse altimetrie e venti, sono fattori determinanti per la produzione di uve di qualità dalle caratteristiche complesse e sensibilmente diverse tra la collina e la pianura e dalle differenti produzioni anche in termini di rese. Proprio tali diversità inducono ad auspicare l’opportuno riconoscimento di un’identità precisa del territorio, storicamente vocato a vini di altissima qualità– ha sottolineato Sabrina Tedeschi –.

La degustazione delle 13 interpretazioni di Amarone delle Famiglie è stata in sodalizio a piatti curati dalla brigata di cucina di Luca Nicolis dell’Antica Bottega del Vino di Verona: risotto al Monte Veronese Dop e tartufo, guancia brasata all’Amarone e cheesecake ai mirtilli.

In abbinamento: l’Amarone della Valpolicella Classico 2013 di Allegrini, Amarone della Valpolicella Classico Monte Ca’ Bianca 2013 di Begali, Amarone della Valpolicella Case Vecie 2012 di Brigaldara, Amarone della Valpolicella Classico Villa Rizzardi 2011 di Guerrieri Rizzardi, Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Costasera 2012 di Masi, Amarone della Valpolicella Riserva 2011 di Musella, Amarone della Valpolicella Classico Vigneto Monte Sant’Urbano 2013 di Speri, Amarone della Valpolicella Classico Capitel Monte Olmi Riserva 2011 di Tedeschi, Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2013 di Tenuta Sant’Antonio, Amarone della Valpolicella Classico Ca’ Florian Riserva 2010 di Tommasi, Amarone della Valpolicella Classico 2015 di Torre d’Orti, Amarone della Valpolicella Classico 2012 di Venturini e Amarone della Valpolicella Classico 2013 di Zenato.
Carmen Guerriero




