Alsace Riesling Classic 2021 Famille Hugel

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 ebbi occasione di girare tutta la Francia, preparai dei percorsi a tappe sfruttando la catena “Logis et Auberges de France”, che oggi non credo esista più. Prenotavo il pernottamento giorno per giorno, senza avere mai avuto difficoltà, pur essendo agosto, tranne il 15 nella zona dei Castelli della Loira, una delle più frequentate dai turisti di tutto il mondo.
Fu un’esperienza bellissima che mi permise di approfondire le differenti abitudini da regione a regione; una delle mie ultime tappe fu in Alsazia, per la precisione a Riquewihr, un piccolo comune che, almeno allora, aveva mantenuto vive le proprie tradizioni, come le insegne in ferro battuto dei numerosi locali. Proprio in un’enoteca di quella località decisi di acquistare qualche bottiglia, sugli scaffali notai che ce n’erano molte con la tipica forma allungata, detta appunto alsaziana, fra queste anche un Riesling della Maison Hugel, il prezzo invitante mi spinse ad acquistarlo. Ecco, il mio primo assaggio di un vino della famiglia Hugel avvenne proprio a Riquewihr, dove dimorano circa 30 ettari vitati di proprietà della cantina.

La storia di questa importante realtà ha origine nel 1639 grazie allo svizzero Hans-Ulrich Hugel, che decise di trasferirsi in Alsazia, dove sapeva di poter produrre vini di notevole qualità.
Oggi sono Jean-Philippe, Marc ed Etienne, tredicesima generazione, a portare avanti la storica azienda, con metà del parco vigneti classificata Grand Cru e una parte delle uve acquistate dai migliori conferitori del territorio circostante. Qui si lavora nel rispetto dell’ambiente, niente fertilizzanti né chimica di sintesi, rese basse, viti di almeno 35 anni; le uve che arrivano in cantina devono essere perfette, le pressature sono sempre delicate, l’attenzione è meticolosa e punta ad estrarre solo la parte migliore per ottenere vini di livello in qualsiasi fascia di prezzo.
Una curiosità, anzi due: nella cantina aziendale dimora la più antica botte da vino ancora in attività, è una botte in quercia che risale al 1715 e si chiama S. Caterine; l’altra particolarità sta nella scelta dei colori che ritroviamo in tutte le etichette, dovuta a Jean Hugel, che nel 1918, durante un periodo di formazione presso la Maggi in Svizzera, nota per la produzione di dadi da cucina, scoprì che le tonalità giallo, oro e rosso sono quelle che meglio restano impresse nella mente del consumatore.

In Italia i vini della Famille Hugel sono distribuiti da Compagnia del Vino (CdV), fondata nel 1997 da Giancarlo Notari in società con la Marchesi Antinori, che ha all’attivo numerose aziende vinicole come Col de’ Salici, Grillesino, Jean Pierre Marniquet, Tenuta di Biserno, Campo di Sasso, la neozelandese Mount Nelson, l’ungherese Baron Bornemisza, Champagne Pol Roger, Villa S. Andrea, Cupano, Konrad Oberhofer.
Oggi, sabato 12 novembre, è stato scelto come #HugelDay, un’occasione per brindare insieme con i vini di questa storica famiglia.
Io lo faccio raccontandovi questo Alsace Riesling Classic 2021, figlio di un’annata davvero complicata, come racconta Marc Hugel: “Il 2021 è già noto come l’anno buio per l’agricoltura francese. Un gelo senza precedenti ha colpito il Paese nella notte tra il 7 e l’8 aprile seppure l’Alsazia ne sia uscita miracolosamente illesa. Purtroppo ciò che non ha distrutto il gelo, lo ha fatto la Peronospora: si parla del peggior focolaio della storia moderna… Abbiamo visto la nostra uva mangiata viva. Un agosto secco e fresco ha fortunatamente salvato ciò che era rimasto in pianta, ma i danni erano già stimabili in rese tra il -20 e il -80% all’inizio di agosto. I volumi per Hugel nel 2021 saranno i più bassi dal 1947. A completare questa annata impossibile si è aggiunta la siccità di settembre che ha ulteriormente ridotto le rese in fase di spremitura. Il fresco e il clima asciutto hanno permesso comunque alle uve superstiti di essere in condizioni ottime. Nessuna traccia di muffa grigia e livelli di acidità che ricordano molto il 2010. Saranno vini molto densi e concentrati. I rari 2021 saranno grandi vini degni di una cantina!”.
Le uve sono state portate in piccole vasche alle presse, che sono state riempite per gravità, senza alcun rimontaggio o altro intervento meccanico. Dopo la pigiatura, il mosto è stato travasato per alcune ore, quindi fatto fermentare in botti o tini a temperatura controllata (da 18 a 24°C). Il vino ottenuto è stato travasato una sola volta, prima della naturale chiarificazione nel corso dell’inverno. La primavera successiva il vino ha subito una leggera filtrazione poco prima dell’imbottigliamento, alcuni mesi di affinamento in azienda e poi la messa in commercio. L’intera produzione di questo vino è stata chiusa con tappi DIAM 5 (emulsione di cera d’api e come legante un composto di polioli 100% di origine vegetale).
La gradazione alcolica contenuta (12%) rende questo Riesling particolarmente fruibile: ha colore giallo paglierino chiaro e luminoso, il bouquet ricorda il fiore di sambuco, il lime, il cedro, la scorza di limone, la mela verde, il mughetto e altre sensazioni vegetali piacevoli; la componente che genera l’idrocarburo è ancora in fase iniziale, è un vino giovanissimo, fresco e stimolante.
Bocca in perfetta corrispondenza, con la parte agrumata in bella evidenza, vino non complesso ma caratterizzato da una digeribilità e bevibilità notevoli. Un altro anno di bottiglia gli farà un gran bene.
Il prezzo online si attesta fra i 15 e i 20 euro.
Roberto Giuliani




