VIGNIS DI MARIAN
Indirizzo: Via dei Conventi, 21 – 34072 Farra d’Isonzo (GO)
Cell: +39 375 6302439
Sito: vignisdimarian.it
Email: vignisdimarian@gmail.com
Capita a volte che da una dolorosa perdita si possano prendere delle decisioni che cambino profondamente la propria vita, in positivo. Certamente la scomparsa di papà Aurelio nel 2000, per Franco Visintin, è stato un forte stimolo a riprendere le redini dell’attività di famiglia, allora cerealicola, zootecnica e viticola; un processo meditato e fortemente voluto, anche perché Franco ha sempre amato l’agricoltura e in particolare il vino, sebbene il suo lavoro fosse legato fondamentalmente al legno per una produzione artigianale.

L’azienda di papà Aurelio è nata nel 1969, per tutto il periodo il vino si produceva per la vendita sfuso e in damigiane. Dal 2001 al 2014 le vigne furono affittate all’azienda Vie di Romans.
Così, a fine 2014, Franco decide di riprendere in mano l’azienda, alla quale dà il nome di “Vignis di Marian”, ovvero “Vigne di Mariano” in friulano; la sede aziendale è a circa 6 chilometri, a Farra d’Isonzo, ma quei 2,1 ettari vitati (prima erano 1,5) dove alleva friulano (0,2 ha impiantati nel 1990, più 0,3 ha clonato dalle vecchie viti nel 2022), chardonnay (0,8 ha impiantati nel 1990), merlot (0,35 ha impiantati nel 1969 e 0,3 ha clonati nel 2024 a copertura delle fallanze) e cabernet sauvignon (0,15 ha impiantati nel 1990), si trovano a ridosso di Mariano del Friuli, dove lui è nato, in frazione Corona (l’unica del Comune di Mariano).

Franco ha deciso da subito di impostare il lavoro nel modo più naturale possibile, “come si faceva una volta”, riducendo al massimo qualsiasi intervento in vigna e cantina, l’obiettivo principale è riportare nel calice vini che rispecchino al massimo le caratteristiche delle uve e del territorio, aver mantenuto i cloni originali è un bell’aiuto.

Il 2015 è la prima annata imbottigliata e messa in commercio, oggi i vini realizzati sono cinque; la produzione attuale (i nuovi impianti devono ancora entrare i produzione) si attesta tra i 4500 e i 5500 esemplari secondo l’annata, ripartiti tra Bianco (ultimo nato, circa 500 bottiglie) Chardonnay (2000/2500 bottiglie), Friulano (1000 bottiglie), Rosso (blend di merlot e cabernet sauvignon, circa 1200 bottiglie) e Merlot circa 600 bottiglie. Una produzione piuttosto bassa dovuta alle scelte di Franco, che preferisce diradare molto (tra inizio giugno e fine luglio e in pre-vendemmia) per avere pochi grappoli per pianta.

Dal punto di vista tecnico, Franco opera in prima persona, a parte in fase di vendemmia, lavora il vigneto in proprio, non usa concimi chimici né diserbanti, raramente irrigazione di soccorso, ma sempre in quantità minime per far sì che le piante lavorino in profondità con le radici; in cantina si avvale della consulenza dell’enologo Mauro Bressan in cantina; la scelta è quella di intervenire il minimo possibile, infatti la solforosa viene utilizzata solo in fase di imbottigliamento ed è decisamente bassa.

I vini bianchi fanno solo acciaio mentre i rossi fanno macerazione di 10 giorni, un anno in acciaio e poi due-tre mesi in barrique di secondo passaggio. Chi è stato a Terre di Vite quest’anno, avrà avuto sicuramente modo di degustare e apprezzare i suoi vini. Io ve li racconto nei prossimi giorni.
Roberto Giuliani
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Friuli Isonzo Bianco Il Blanc di Vignis | 2024 | da 18 a 22 euro | @@@@@ |
| Friuli Isonzo Merlot Chel di une volte | 2023 | da 20 a 25 euro | @@@@ |
| Friuli Isonzo Chardonnay | 2021 | da 18 a 22 euro | @@@@@ |