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Vallée d’Aoste Torrette Superiore 2019

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
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Data degustazione: 07/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: petit rouge 70%, cornalin, fumin e mayolet 30%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LES CRÊTES
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 18 a 20 euro


Dietro alle origini incerte del petit rouge si cela un certo fascino: protagonista indiscusso della Valle d’Aosta in tema di vini rossi – assieme al fumin e al pinot noir – il suddetto vitigno, chiamato anche oriou picciou, picciou oriou, picciou rozdo, sin dal suo esordio è riuscito a dimostrare che le colline simbolo del Monte Bianco sono in grado di regalare vini ipnotici sin dal colore.
Dotati di grazie e leggiadria, nell’accezione nobile del termine s’intende, molti Torrette sono assai più vicini stilisticamente ai cugini d’Oltralpe rispetto a gran parte dei vini italiani; del resto la Francia è a un tiro di schioppo e da sempre influenza gran parte della Valle d’Aosta. L’etichetta proposta da Les Crêtes di Aymaville (AO) conferma ampiamente la mia tesi, in un’annata che a mio avviso sta regalando tante soddisfazioni, soprattutto a livello di profumi, aromi, compostezza stilistica, poi dipende dalla Cantina s’intende.
Mi sono soffermato a parlare di petit rouge perché è il protagonista di quest’etichetta in parti pari al 70%, tuttavia a saldo troviamo cornalin, fumin e mayolet, vitigni autoctoni largamente diffusi tra queste colline dominate dalla montagna. Le vigne sono ubicate all’interno del comune di Sarre (AO) in una zona storica, e dunque vocata, che prende il nome di Les Toules. Terreni di tipo morenico, sciolto, sabbioso e in forte pendenza con esposizione sud e a un’altitudine di 750 metri sul livello del mare. Dodicimila bottiglie prodotte, la prima annata è stata la 2014.
La vendemmia manuale viene effettuata a metà ottobre, circa la vinificazione si inizia da una pigiadiraspatura delle uve, fermentazione di 8 giorni in acciaio inox a temperatura di 26 °C con rimontaggi giornalieri. L’affinamento avviene in acciaio inox per una durata di 8 mesi, più ulteriori 5 di riposo in bottiglia.
Bel rubino carico, vivace, acceso, implementato a livello cromatico da lampi violacei piuttosto incisivi, medio estratto. Al primo approccio disegna un quadro floreale ricco di violetta e rosa rossa leggermente appassita; continua su percezioni di visciole, caramella – sempre alla violetta – liquirizia dolce, pepe nero e un accento balsamico piuttosto incisivo, mentolo in primis.
In bocca la leggiadria oltre ad essere una vera e propria arma vincente, perché sostenuta da un buon corpo e una lunghezza di tutto rispetto, è il motivo per cui non smetteresti mai di berlo, soprattutto ad una temperatura di 14-16° e accompagnato ad una buona pizza alla marinara con aggiunta di acciughe. Il tannino è ricamato a mano, contrasta alla perfezione il piatto, così come la freschezza del sorso che deterge e appaga.
Quattro chiocciole ben nutrite e strameritate.

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