Prima Nicchia Metodo Ancestrale 2021
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2025
Tipologia: IGT Bianco Spumante
Vitigni: trebbiano giallo
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CANTINA DEL TUFAIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 20 euro
Per noi degustatori seriali, sempre in giro per cantine, eventi e ristoranti, la possibilità di tornare a trovare un’azienda più volte diventa piuttosto remota, a meno che, come in questo caso, si trovi a 40 minuti di macchina (con traffico regolare…).
Sto parlando di Cantina del Tufaio, di Claudio Loreti, sua moglie Maria e la figlia Nicoletta (che però era uccel di bosco), che hanno pensato bene di “rinfrescare” i nostri ricordi risalenti al 2019 invitando me e Laura, mia moglie, a una piacevolissima cena. Ho perso il conto, ma sicuramente da Claudio ci sono stato almeno 5 volte, la prima nel lontano 2004. Ventuno anni, quindi, in cui tante cose sono cambiate, la storica cantina di Zagarolo ha subito trasformazioni sia in vigna che in cantina, l’ingresso di Nicoletta ha portato, come spesso accade, una ventata di freschezza e novità, cose che ho ampiamente raccontato qui proprio nel 2019.
Oggi torno a scrivere del Prima Nicchia Metodo Ancestrale, annata 2021, la seconda ottenuta da uve trebbiano giallo (piantate nel 2017), prima era prodotta con il pinot bianco. La sboccatura è di luglio 2025, quindi recentissima, vi dico sin d’ora che sono straconvinto che più tempo passerà (senza esagerare, sei mesi sarebbe perfetto) e più questo piccolo gioiello troverà i suoi equilibri.

Parliamo di un metodo ancestrale, ovvero quello della rifermentazione in bottiglia, la prima fermentazione viene svolta senza il contatto con le bucce e dura 12 giorni alla temperatura controllata di 18 °C. La presa di spuma avviene con i propri lieviti e il proprio zucchero, aiutato da una piccola aggiunta di mosto di Pinot bianco conservato a temperatura controllata fino all’imbottigliamento. La permanenza a contatto con i lieviti dura 48 mesi.
Dato che la cantina fa già il Tufaio Brut, dove il pinot bianco ha un ruolo importante, Nicoletta e Claudio hanno pensato bene di differenziare questa etichetta, sia come metodo di vinificazione che come uvaggio, anche perché credono molto nel trebbiano giallo.
In effetti si tratta di due spumanti molto diversi, ambedue pas dosé, il Tufaio mostra la consueta eleganza, profondità e una finezza che lo pone ai vertici della categoria.
Il Prima Nicchia (che si chiama così poiché è posizionato nella prima nicchia a destra della grotta di tufo dove affinano i vini) racconta un mondo molto diverso, il colore è più acceso, intenso, possiamo dire dorato, perlage perfetto, le bollicine sono davvero finissime. Già accostandolo al naso senti un impatto deciso, esprime forza, energia, il frutto è fitto, agrumato e circondato da un manto fiorito, ma sotto si sentono anche le erbe spontanee, il fieno e una punta di crosta di pane.
L’assaggio conferma una spinta gustativa imperiosa, avvolgente, non punta all’eleganza ma al puro piacere, per molti versi richiama uno stile “ancestrale”, ma sono dal punto di vista espressivo, perché la qualità è ovviamente superiore, ora è giovane ma perfettamente definito e leggibile, personalmente lo trovo entusiasmante, ti rapisce e ti spinge al cibo, il pericolo è di finirlo senza rendersene conto…