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Pinot Nero Rosé Brut Metodo Classico

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
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Data degustazione:
05/2026


Tipologia: VSQ Rosé Brut
Vitigni: pinot nero
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: MONSUPELLO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 22 a 26 euro


Mentre i rosati fermi, in Italia, faticano a conquistare il mercato e soprattutto la stima dei consumatori, il mondo delle bollicine rosé a mio avviso sta pian piano incuriosendo gli amanti del genere. Il potenziale di tutte queste categorie di vini – non si contano più le volte in cui l’abbiamo scritto – è pressoché infinito. Alludo soprattutto alla duttilità nei confronti dell’abbinamento gastronomico, a mio avviso sempre necessario per comprende a fondo le potenzialità di un determinato prodotto.
Il Metodo Classico Brut Pinot Nero Rosé di Monsupello non fa eccezione, Carla, Laura e Pierangelo Boatti – gli attuali proprietari della cantina sopracitata – dedicano a questo vino le migliori uve pinot nero allevate nella prima fascia collinare dei comuni di Torricella Verzate, Redavalle e Casteggio, in provincia di Pavia, su terreni particolarmente calcarei e argillosi.
I vigneti vengono gestiti dal 1993 con l’inerbimento permanente, per creare un più equilibrato rapporto chioma-radice della vite, per evitare l’erosione dei terreni declivi e per salvaguardare gli insetti utili del vigneto; per lo stesso motivo vengono utilizzati antiparassitari a basso impatto ambientale a seconda delle esigenze dell’annata.
La vinificazione in rosa ha inizio con un breve periodo di stazionamento a freddo ed in ambiente inerte, delle uve in pressa, per l’estrazione della parte colorante dalle bucce. Segue la pressatura soffice dell’uva intera, che porta alla separazione del mosto rosato dalle vinacce; in contenitori diversi si separano il mosto fiore (ovvero il primo 45% di sgrondo liquido di pressatura, più fruttato, acido e fine) dal mosto di seconda e terza pressatura. Il primo, chiarificato e travasato dopo circa un giorno, viene fatto fermentare in vasche d’acciaio ad una temperatura controllata di 18 °C. Dopo un periodo di affinamento nel medesimo contenitore, viene fatta la cuvée. La rifermentazione avviene ad una temperatura costante di 14°C; l’affinamento sui lieviti dura per un periodo che va dai 30 mesi in su. Dosaggio: 8 g/l.
Veste un bel rosa salmone, caldo e luminoso; perlage minuto e continuo. La parte olfattiva si rivela pian piano: ribes rosso, mela renetta e un ricordo di frolla, ivi compresa una suggestione nettamente minerale che rimanda al terreno calcareo; con lenta ossigenazione e aumento di temperatura torna sensibilmente su toni dolci che ricordano la caramella geleè ai frutti di bosco. Bollicine cremosa per via del pinot nero vinificato in rosé, sensazione di rotondità, il frutto è opportunamente maturo, la sapidità e freschezza vanno di pari passo. Un vino duttile a tavola, a mio avviso l’abbinamento ideale è con un piatto di “Paccheri al Regno delle due Sicilie”, ovvero ripieni di una farcia di gamberi e ricotta, e adagiati su un letto di crema di pomodori Pachino e basilico. Quattro chiocciole ben nutrite.

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