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PARASOLE

logo ParasoleIndirizzo: Via Vittorio Emanuele, 25 – 58012 Giglio Castello (GR)
Cell: +39 331 4583866
Sito: www.cantinaparasole.it
Email: milena.danei@gmail.com


laVINIum – 10/2022

Una delle cantine che ho potuto visitare durante il mio breve soggiorno agostano all’Isola del Giglio è quella di Milena Danei, gigliese trasferitasi a Grosseto a 15 anni per studiare Agraria, poi a Firenze per laurearsi nel 2006 in viticoltura ed enologia, e ancora a Torino nel 2009 dove ha ottenuto la laurea in scienze viticole ed enologiche. Da quel momento intraprende esperienze di vendemmia come assistente enologo a Bolgheri, nell’azienda di Angelo Gaja (Ca’ Marcanda), dopodiché viaggi in Alsazia (Mure), Nuova Zelanda (Te Awa) e Cile (Lapostolle). Dal 2012 al 2017 svolge il ruolo di enologa a Montalcino. Ma nel cuore c’era sempre il Giglio, il bisogno di tornare nel luogo dove la sua famiglia è vissuta per generazioni la spinge nel 2018 a fare una scelta decisiva.

Milena Danei
Milena Danei con i suoi due vini: Strulli e Dolce Cote

In attesa del secondo figlio, Leone, inizia l’attività produttiva in quell’anno, con la vigna che le consegna babbo Biagio, siamo nella parte nord-occidentale dell’isola, a pochi chilometri da Giglio Campese, luogo di villeggiatura che vanta la spiaggia più grande e una storia legata all’estrazione di pirite, ne è la prova la vecchia miniera situata nel promontorio che contribuisce alla formazione del golfo.

vigneti azienda Parasole
La roccia granitica domina sul vigneto

Come ho scritto in un precedente articolo, dei 1500 ettari vitati che anticamente erano distribuiti in quasi tutta l’isola, ne sono rimasti poco più di 15, recuperati da produttori locali o provenienti dalla vicina Toscana, un lavoro oneroso ma fondamentale per ridare vita a qualcosa di veramente unico, perché qui l’ansonaco (come viene chiamata l’ansonica al Giglio) ha alle spalle secoli di adattamento e una ricchezza espressiva che ha pochi eguali fra le uve bianche.

Scorcio su Punta Faraglione
Panorama su Punta Faraglione dalle vigne dell’azienda Parasole

Il Giglio non è un’isola dai dolci declivi, testimoniato dal fatto che si passa dal livello del mare a oltre 400 metri (Giglio Castello) in una manciata di chilometri. Prima dell’arrivo degli automezzi c’era solo l’asino amiatino con cui si lavorava e ci si spostava, l’isola era una specie di paradiso, centinaia di specie di piante e un’aria che più profumata e pulita non poteva essere. Poi è arrivata la “civiltà”, il turismo, poco alla volta tutto è cambiato e il vigneto del Giglio è quello che ha pagato il prezzo più alto, anche perché le nuove generazioni non erano più disposte a lavorare di zappa e sudore.

Biagio e Leone, speranza del futuro di Parasole
Biagio e Leone, speranza del futuro di Parasole

Al Giglio c’è la sabbia, l’argilla, ma anche tanto granito, rocce toste da rompere, eppure bisogna farlo perché le greppe, i muretti a secco, sono fondamentali per poter coltivare la vite, e la materia prima non può che essere quella fornita dall’isola stessa, mentre il sistema di allevamento adottato è da sempre l’alberello “bidimensionale” basso, che si sorregge su canne raccolte a valle dell’isola, la potatura è sempre più spesso a guyot.
Insomma nel 2018 nasce Parasole, come veniva chiamato affettuosamente Scipione, nonno di Milena, oggi dispone di 6500 metri di vigna distribuiti in 7 parcelle, a breve ne arriveranno altri 2000, questo può farvi capire ancora meglio cos’è la viticoltura al Giglio, i produttori che ne hanno di più sono Giovanni e Simone dell’azienda Fontuccia, che arrivano a 5 ettari, ma la media è decisamente inferiore.

Le vigne nuove a maggio del 2019
Le vigne nuove a maggio del 2019

Il lavoro di Milena è ad ampio spettro, pur avendo a disposizione quella piccola vigna lasciatale dal babbo Biagio, deve ristrutturare i vari appezzamenti e piantare nuovi calzi (così si chiamano le piante di vite sull’isola) negli spazi liberi e mettere a dimora nuove barbatelle in due vigne che necessitano di reimpianto.
Il 2018 è caratterizzato da due nascite, quella di Strulli (toponimo della vigna, ansonaco in purezza, 900 preziosissime bottiglie), il primo vino, e quella di Leone, il secondo figlio.
La fatica si sente, ma l’entusiasmo per la nuova avventura enoica e la collaborazione di tante persone di nuova e vecchia generazione contribuiscono a forgiare Parasole.

Babbo Biagio e l'equipe che ha contribuito alla vendemmia 2021
Babbo Biagio e l’equipe che ha contribuito alla vendemmia 2021

Nel 2021 arriva il secondo vino, Dolce Cote, un uvaggio misto di uve rosse e bianche prelevate dalle vigne più vecchie (oltre 30 anni), solo 250 bottiglie da 375 ml.
Ovviamente sono quantità che via via cresceranno, lo Strulli 2021 infatti è stato prodotto in 2500 esemplari.
Come potete immaginare si lavora esclusivamente a mano, non si usano né prodotti chimici (solo zolfo e prodotti vegetali quando e ove strettamente necessario) né diserbo (è il sovescio a nutrire il suolo), buona parte degli appezzamenti guardano a ovest, prendono il sole fino a quando non tramonta a mare, la qualità unica del terreno e la brezza marina consentono ai vini di Milena Danei di esprimere al meglio tutte le caratteristiche qualitative dell’ansonaco e di questa piccola meravigliosa isola.

Roberto Giuliani

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Strulli Ansonaco2021da 26 a 30 euro@@@@
Dolce Cote2021da 28 a 34 euro@@@@@

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