Statistiche web

Strulli Ansonaco 2021

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: ansonica
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PARASOLE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 26 a 30 euro


La storia di Milena Danei e della Cantina Parasole la potete leggere qui, la sua è una delle aziende più recenti dell’Isola del Giglio, nata nel 2018, anche se la famiglia coltiva la vite da diverse generazioni.
Lo Strulli nasce nello stesso anno dalla prima vigna su cui Milena ha lavorato, ereditata dal babbo Biagio, solo 900 bottiglie. Nel 2021 sono salite a 2500 utilizzando anche altre parcelle confinanti (l’intero parco vigneti non arriva a 1 ettaro).
Qui la terra è un misto di sabbia, argilla e ciottoli di granito, pendio importante che necessita di un sistema di greppe (terrazzamenti) per supportare le viti e consentire di lavorarle, inevitabilmente a mano. L’allevamento è ad alberello bidimensionale, con potatura a guyot.
La raccolta dell’ansonaco, secondo le annate, può durare diversi giorni, le uve devono essere ben mature; in cantina la fermentazione è spontanea, si usano solo lieviti indigeni presenti sulle bucce. Viene effettuata una macerazione di 5-7 giorni per estrarre tutte le caratteristiche delle uve, la maturazione avviene in acciaio, nessuna filtrazione o chiarifica.
Da subito ho imparato che i vini bianchi del Giglio non vanno bevuti freddi, ma freschi, l’ideale è 13-14 gradi, poiché hanno struttura, buona alcolicità e una presenza tannica non indifferente, e i profumi emergono molto meglio a una temperatura leggermente superiore ad altri bianchi.
Il colore ricorda quello dei vini di una volta, un oro intenso e caldo, il bouquet è subito avvolgente, con note di albicocca, camomilla, iodio, salsedine, lavanda, petali macerati, una punta agrumata, cenni di mango e susina gialla, richiami vegetali di bosso, melissa e salvia selvatica.
Al palato è generoso, pieno, intenso, con quel velo tannico che fa parte del corredo varietale, viaggia tra sensazioni salmastre e fruttate, il finale lascia una sensazione che riporta all’uva d’origine, tannino e acidità ci ricordano che il vino è fatto per accompagnare il pasto, e questo ci riesce magnificamente, sia con i crostacei che con zuppe di legumi, provatelo con il baccalà in vasocottura da Santi a Giglio Castello. Quattro chiocciole abbondanti.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio