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FATTORIA POMONA

Logo Fattoria PomonaIndirizzo: Località Pomona, 39 – 53011 Castellina in Chianti (SI)
Tel.: +39 0577 740473
Cell: +39 348 8223737
Sito: fattoriapomona.it
Email: info@fattoriapomona.it
Azienda BIO:


laVINIum – 12/2024

Monica Raspi
Monica Raspi

I fulmini non sono sempre un fenomeno deleterio, a volte, se colpiscono due cuori possono dare vita a una bellissima storia. È quello che è accaduto a Enzo e Inge, che si sono conosciuti durante una vacanza sulle Dolomiti nel 1957, lui di Siena lei di Stoccarda. Fu proprio un colpo di fulmine, tanto che dopo neanche due anni si sono sposati.
Perché vi racconto questa storia? Perché sono loro ad aver raccolto il testimone dell’azienda, ormai in stato di abbandono, che il nonno di Enzo, Giovanni Bandino Bandini aveva acquistato nel 1890. Si trattava della Fornace Ricceri, in fallimento, Giovanni la rilevò e accorpò alla sua azienda che al tempo era Sornano, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Cambiò il nome in Pomona, dalla dea della fertilità e dei frutti, 90 ettari tra vigneti, oliveti, grano e pascoli, più una decina di ettari di bosco, utile per mandare avanti la fornace.
In fattoria vivevano quattro famiglie di mezzadri, quasi 70 persone.

Vigneto Pomona

Giovanni imbottigliava il vino in fiaschi da un litro, partecipò anche alla Mostra Mercato dei Vini tipici d’Italia vincendo il premio di qualità nel 1933 e nel 1939.
Poi le cose cambiano, la figlia di Bandino, Anna Maria, eredita l’azienda ma decide di non portarla avanti, i mezzadri sono costretti ad andare via; oggi a Sornano è rimasto il bosco con un bellissimo rudere.
Ma Enzo, che era nipote prediletto e passava tutte le estati con il nonno Bandino, aveva conservato il sogno di riprendere quella attività. Così, morta la mamma, divide la proprietà con le sorelle e dei due ettari rimanenti ne tiene uno, con cui riprende a fare vino.

Monica in cantina
Monica in cantina

Pianta un altro ettaro il primo imbottigliamento arriva nel 1982. Con quelle poche centinaia di bottiglie Enzo e Inge riempiono la macchia e partono verso la Germania alla ricerca di clienti.
Per inciso, nessuno dei due aveva esperienza in campo commerciale, lui medico e lei interprete, così si sono affidati all’enologo Franco Bernabei ed è passata la paura.
Anche perché in cuor suo Enzo avrebbe preferito che fosse suo figlio Piero a seguire l’azienda, che aveva già le mani in pasta in vigna e cantina, ma purtroppo nel 1990 è deceduto.
Nel frattempo cresceva Monica, che a quel tempo non aveva alcuna attrazione per il mondo del vino, viveva a Firenze e si era iscritta a veterinaria, convinta che quello fosse il suo destino; nel 1991 si laurea e si trasferisce a Pomona. Papà Enzo viene a mancare nel 1994 e Inge riesce con le sue forze a tenere duro, portando avanti l’attività.

La vendemmia
La vendemmia

Intanto Monica lavora come chirurgo veterinario, ma quando la mamma le dice di non riuscire più ad andare avanti da sola, che il mercato è cambiato, che rischia di vendere l’azienda, decide di vendere l’ambulatorio e darle una mano per salvare Pomona.
Oggi la affianca il figlio Cosimo di 28 anni, laureato in enologia ma poi attratto più dal lato agronomico, che ha approfondito con Ruggero Mazzilli, molto ferrato sulla conduzione in biologico e perfetto supporto per la conversione dei vigneti aziendali. A Pomona si è da subito pensato di lavorare con i monovitigni, sangiovese, colorino e cabernet sauvignon. Il Chianti Classico annata ha un piccolo contributo del colorino, mentre la riserva è sangiovese in purezza.

Cosimo in cantina
Cosimo in cantina

Gli ettari vitati sono 6 e mezzo circa, situati nei comuni di Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga (UGA Vagliagli, vedi), a circa 350 metri s.l.m., incastonati tra la Via Chiantigiana e il Borro del Termine. Il sangiovese ha il ruolo principale, con diversi portinnesti in base alla composizione dei terreni. Più che altro sono le percentuali a cambiare tra argilla, calcare e sabbia, sempre presenti, si vede bene dal colore: dal grigio al rossastro a Castellina in Chianti, giallo e sabbia a Castelnuovo Berardenga.

Gli "orecchini" di Andrea
Gli “orecchini” di Andrea

Come racconta Monica “Le vigne si possono suddividere in tre distinti blocchi più o meno omogenei per le loro caratteristiche: l’Omino, Sant’Ilario e Termine. L’esposizione prevalente dei versanti è Est/Sud-Est. Fattore di importanza centrale per la produzione dei nostri vini che, ricevendo molto sole al mattino e meno il pomeriggio, garantisce la conservazione di una freschezza gustativa vibrante e decisa. Fa eccezione soltanto un vigneto con esposizione Sud-Ovest, il più anziano dell’azienda, la cui produzione viene interamente dedicata alla Gran Selezione L’Omino”.

Il sovescio
Il sovescio

Entrando nello specifico dei suoli la tessitura è a prevalenza calcareo-marnosa, che tende progressivamente a cambiare con un maggiore apporto di sabbie e ghiaie man mano che dall’Omino si va verso il confine.
Altra caratteristica importante è la buona profondità dei suoli, ricchi di scheletro, utilissimo per rendere il terreno drenante. Qui le viti riescono ad andare in profondità con le radici, fenomeno che, manco a dirlo, porta enormi benefici, soprattutto nelle annate più siccitose, ma anche longevità alle piante.
Tra le particolarità di Pomona c’è una particella appena piantata che è esposta a Est, è la Vigna delle Bezzughe, situata su un crinale che guarda a Siena e sulla quale Monica ha grandi aspettative.
La vendemmia si svolge in modo classico, manuale e in cassette; in cantina niente pressatura soffice ma gli acini vengono lasciati integri in vasca. Fermentazione spontanea e naturale con un controllo della temperatura che eviti di superare i 25 °C.

Monica a Terre di Vite 2024
Monica a Terre di Vite 2024. Foto di Giovanna Bortoli

Rimontaggio leggero una volta al giorno, delestage e maturazione dipendono dalla condizione delle bucce, che può variare secondo l’andamento climatico di ogni annata.
Si lavora mantenendo separate le masse per vigneto, sempre.
Per i vini solo legno grande: 8 mesi i Chianti Classico e 15 mesi il Gran Selezione, ma mai in modo rigido, è l’assaggio a far capire se si può allungare il tempo di permanenza oppure no.
Prima dell’imbottigliamento le masse vengono trasferite in cemento vetrificato per 6-12 mesi, utilissimo per far decantare le impurità ed equilibrare i vini.
Nella famiglia Pomona c’è anche la compagna di Cosimo, Andrea Giorgini, che affianca Monica nella gestione e presto prenderà il suo ruolo.
Per lei è ora di prendersi dello spazio per riposare, viaggiare, divertirsi, largo ai giovani!

Roberto Giuliani

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Chianti Classico2017da 15 a 25 euro@@@@
Chianti Classico2022da 20 a 25 euro@@@@
Chianti Classico Gran Selezione L’Omino Vigna Pomona2021da 34 a 38 euro@@@@@

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