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Chianti Classico 2022

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2024


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: FATTORIA POMONA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro
Vino BIO:


Non so se siano i quasi trent’anni che assaggio vini quotidianamente, o se stia cambiando progressivamente il modo di fare vino, puntando ad alzare la qualità di tutte le tipologie, o ancora se dipenda dai cambiamenti climatici – ma a questo credo meno – fatto sta che è già da un po’ di tempo che sto apprezzando sempre di più i vini “annata”, quelli che inadeguatamente alcuni chiamano ancora “base”. Mi riferisco a tipologie come il Rosso di Montalcino e di Montepulciano, il Valpolicella, il Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d’Alba, il Chianti Classico e molti altri. Nella speranza di non essermi completamente rimbambito, dico bene, benissimo! Ben vengano questi vini così piacevoli, sobri, digeribili, in alcuni casi eleganti come questo di Fattoria Pomona.
Si tratta di un sangiovese in purezza proveniente dai vigneti Sant’Ilario e Vigna del Termine. Il primo, impiantato nel 2004, è caratterizzato da marne, alberese e agglomerati di argille; è un terreno friabile che si sfalda. Il Termine è dello stesso anno, ma ha subito un ulteriore impianto nel 2014; il suolo è composto principalmente da calcare e argilla. Qui la vite condivide gli spazi con la roverella, la ginestra e il ginepro. Siamo a circa 350 metri di altitudine, la conduzione è biologica, 5000 piante per ettaro e allevamento a Guyot.
Il vino è ottenuto da fermentazione con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce per 18-24 giorni a 25 °C. La malolattica si svolge in acciaio, mentre l’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia da 7-20 hl per 8 mesi. Tre mesi di bottiglia ed è pronto per andare in commercio. Pochissima solforosa, la totale spesso non arriva a 40 mg/l.

Chianti Classico 2022 Pomona

Rubino dal cuore all’unghia, compatto ma non concentrato; trama olfattiva generosa di viola mammola, iris, ciliegia, ginepro, leggera liquirizia, inspirando con decisione affiorano note di macchia mediterranea.
In bocca è più sapido che acido, ampio e succoso, con un frutto maturo il giusto, figlio di un’annata calda di cui non porta traccia se non nella percentuale alcolica; il tannino ha una buona tessitura e morde solo per un breve momento, tra meno di un anno sarà in perfetta armonia con la polpa. Mi piace perché ha carattere ed è di una sincerità disarmante, aperto, diretto, terragno, ben più del cosiddetto vino “base”. Quattro chiocciole abbondanti.

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