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Esino Rosso Tabano 2001

tabanorossoDegustatore: Maurizio Taglioni
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2003


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: montepulciano, piccole percentuali di vitigni a bacca rossa
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: MONTECAPPONE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Due novità in un solo vino, un grande rosso da una Doc marchigiana inconsueta, di relativamente recente riconoscimento, poco conosciuta agli stessi addetti ai lavori, enotecari, giornalisti del settore o accaniti lettori di guide vinicole che siano; in più un nuovo modo di interpretare il vitigno Montepulciano, nuove metodologie di vinificazione scarsamente ossidative per ottenere un tonico, entusiasmante quanto sorprendente risultato… non tutto il nuovo viene per nuocere. Coloro che a Jesi, patria del celebre vino bianco a base di uve verdicchio, producono un rosso da uve Montepulciano in purezza, hanno a disposizione una sola Doc per tutelare il loro lavoro: Esino. Una denominazione vasta, forse troppo, e per questo ancora in cerca d’autore, che comprende l’intera provincia di Ancona e vari comuni della provincia di Macerata. Una Doc che geograficamente ne racchiude al suo interno altre, tutte più celebri: oltre a quella del Verdicchio dei Castelli di Jesi troviamo il Verdicchio di Matelica, la Lacrima di Morro d’Alba, il Rosso Conero, una parte dei Colli Maceratesi ed una parte del Rosso Piceno, denominazione ancora più vasta. Autore dell’Esino di cui parliamo è l’azienda Montecappone, appartenente alle famiglie Bomprezzi – Mirizzi, vinai in Roma già dal 1954, e dal 1997 proprietari di ben 60 ettari di vigne in Jesi, tra cui quelle allevate a Montepulciano in Contrada Tabano. Esino Rosso Tabano è appunto il suo nome, ottenuto da tali uve con piccole aggiunte di altri vitigni a bacca rossa. Un vino dal vivace colore rubino violaceo, dall’unghia corta poiché concentrato, ma che non esagera in struttura né difetta di eleganza. Un vino che si preannuncia polposo già all’olfatto, intenso, fruttato e fragrante di ciliegie rosse e nere frante tra le dita, di more di rovo e di prugne, lievemente sorvolate da soffio alcolico, accompagnate da sensazioni speziate di pepe rosa e tostate di cacao appena torrefatto. Di esemplare continuità e corrispondenza sotto al palato, dove esprime vivacità, polpa ed insieme succo di frutti rossi-viola-blu-neri, ha tannino ben presente ma magistralmente controllato, vellutato, paradossalmente dolce. Durante la masticazione vi si ritrova la concentrata dolcezza della ciliegia e della mora, la tonicità del frutto appena colto, il felice connubio di corpo e sensualità, la gioventù e la spalla per sostenere l’ossidazione che verrà. Ha finale coerente, privo di intrusioni amare o fumose, ricco, pieno, elegante, persistente ed invitante. Un Montepulciano senza i limiti del Montepulciano, che non cede alle sensazione sciroppate, né a quelle troppo evolute, né a quelle della frutta sotto spirito, in genere più spirito che frutta, che hanno storicamente caratterizzato i vini ottenuti da questo vitigno. L’enologo Lorenzo Landi si è prodotto in un controllo quasi maniacale dell’ossigenazione, pochissima in fase di vinificazione, per regalarci un vino dal frutto maturo e polposo, appena colto e da cogliere subito, nella sua gioventù, ma anche da farci cantina e da seguire nel suo futuro, che si preannuncia radioso, lungo ed interessante.

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