Enjoy Collio Experience 2017, la forza del territorio e il passaggio della denominazione a Docg

Davvero un bel lavoro quello che sta svolgendo il consorzio del Collio, che sta puntando a far conoscere e valorizzare il proprio territorio. Tra le tante iniziative promosse su buona parte del territorio nazionale, nella seconda decade di Giugno, si è svolto “Enjoy Collio Experience”, manifestazione pensata per far conoscere da vicino le bellezze e le peculiarità territoriali, oltre che per far degustare le nuove annate e soprattutto raccontare i nuovi progetti del Consorzio, sottolineando in particolar modo la questione e i cambiamenti che si avranno con il passaggio dalla Doc alla Docg.

Questa prima edizione di “Enjoy Collio Experience” si è svolta dal 14 al 18 giugno, 5 giornate che hanno visto coinvolte persone e territori; le prime tre giornate hanno visto la partecipazione di giornalisti italiani e stranieri per una serie di seminari, degustazioni, visite in cantina e momenti d’incontro con i produttori. Tra gli obiettivi prioritari vi è stato quello di rendere il Collio Bianco il portavoce della denominazione, un vino che sia espressione del territorio e della sua storia. Oggi il Collio Bianco può essere prodotto con molti vitigni, l’idea è di ricondurlo ai tre vitigni più rappresentativi: Ribolla, Malvasia e Friulano; si vuole quindi cercare di ripensare al passato in chiave moderna, per poter valorizzare l’unicità di questa terra. Questa è una delle tante novità previste dal nuovo disciplinare, che prenderà il nome di Collio Gran Selezione Docg e che darà vita a questa nuova etichetta, dove vi sarà una percentuale di friulano dal 40% al 70%, integrato da un massimo di malvasia del 30% e da un massimo di ribolla gialla sempre del 30%. Le rese per ettaro saranno ridotte a 90 rispetto ai 110 quintali attuali e il periodo di affinamento vedrà tempi più lunghi prima della sua messa in commercio.

Oltre all’indicazione Collio Gran Selezione, sarà anche possibile inserire in etichetta la menzione del comune di provenienza delle uve; in questo modo si darà maggiore valore alle peculiarità e alle micro differenze di ciascuna micro area, in modo da portare in futuro ad una vera e propria zonazione, fino ad arrivare ad introdurre le Menzioni Geografiche Aggiuntive. In aggiunta alla macro denominazione, si è voluto puntare anche al rafforzamento del Pinot Grigio, proponendo per questo vitigno una nuova denominazione il Pinot Grigio Superiore Docg. Ne deriverà un vino prodotto con rese inferiori ai 90 quintali per ettaro e che necessiterà di un periodo d’affinamento più lungo prima della messa in commercio.
Attualmente la fama dei vini del Collio è comunque piuttosto affermata nel patrimonio vitivinicolo nazionale ed internazionale, soprattutto se si tratta di vini bianchi, grazie anche alla Ponca o “flysch di Cormòns”, che come è stato più volte sottolineato dagli stessi produttori, diventa elemento unico e distintivo dell’area che comprende la provincia di Gorizia, tra le Alpi Giulie e il mar Adriatico e che lambisce i confini con la Slovenia. Il terreno è quindi caratterizzato da queste profonde stratificazioni sedimentarie di marne e arenarie generate dal sollevamento di fondali marini, suoli ricchi di minerali e piuttosto drenanti.

Il Consorzio, capitanato dal giovane Robert Princic, ha quindi intrapreso con il Ministero per le politiche agricole, il procedimento per il passaggio alla Docg, includendo tutta l’area del Collio, che si estende su una superficie di circa 1500 ettari vitati, collocati all’interno di otto comuni della provincia goriziana
Questo cambiamento servirà da stimolo per migliorare sempre di più il livello produttivo e per nobilitare il territorio, rendendo ancora più forte il legare tra la terra e i suoi vini. Ulteriore proposta di valorizzazione è stata la candidatura ufficiale del Collio-Brda, presentata a Bruxelles per entrare nella Tentavive List del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.



