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Sorsi di birra

Westmalle Tripel


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Trappista
9,5%
Abdij der trappisten van Westmalle
0.75 cl
C (da 7,51 a 10,00 euro)

 

Birra Westmalle TripelIl motto attribuito a San Benedetto “Ora et labora” (preghiera e lavoro) non è un semplice incoraggiamento ma una fondamentale regola della vita monastica. I monaci cistercensi devono, pertanto, essere in grado di provvedere al proprio sostentamento. Il surplus viene donato in opere caritatevoli. A questo scopo hanno, da sempre, svolto tradizionali attività d’artigianato ed industriali. Nell’Abbazia di Westmalle c’è una fattoria, un laboratorio per la produzione di formaggio ed un birrificio. La versione Tripel (ne vengono prodotte anche una “Dubbel” ed una, per me sconosciuta, “Extra”) viene prodotta secondo una ricetta del 1956. Le Tripel sono solitamente birre chiare ad alta fermentazione così denominate per indicare la loro supremazia nella gerarchia qualitativa della produzione trappista. La Tripel svolge una seconda rifermentazione in bottiglia con risultati abbastanza differenti quando ciò avviene nel formato da 75 cl. In questo caso acquista aromi più fruttati e maturi con una delicata nota di vaniglia. Dal colore giallo caldo e dorato evidenzia una volta versata nel bicchiere un effervescenza particolarmente sottile e persistente. La schiuma è fine ed abbondante. E’ una birra dai profumi di erbe aromatiche e dalle delicate sfumature sia luppolate che maltate. Abbisogna di qualche mese di bottiglia per raggiungere il giusto equilibrio tra le sue componenti olfattive. L’alcol è decisamente importante e ne definisce in qualche modo il carattere. Soffice e cremosa al palato chiude con una lieve nota amarognola. Un trappista di grande struttura ed eleganza. Il finale è lungo ed appagante. L’abbiniamo a succulente preparazioni di carne di maiale. Vedo bene un filetto di porco saltato in padella con patate e “papaccelle” (peperoni tondi piccoli e conservati nell’aceto).
Voto: @@@@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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