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Sorsi di birra

Old Foghorn Barleywine Style Ale


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Barley Wine
8-10%
Anchor Brewing Company
35,5 cl
A (fino a 5 euro)

 

Old Foghorn® Barleywine Style AleIl barley wine (letteralmente vino d’orzo, nel caso della Anchor è scritto una sola parola per evitare possibili problemi con la legislazione californiana in materia di definizione di vino) è uno degli stili britannici che più hanno contaminato la produzione statunitense nel corso dei decenni. Uno stile di difficile approccio destinato al consumo da meditazione durante i mesi più freddi dell’anno. Per intenderci è la classica birra da centellinare davanti ad un bel camino acceso come si farebbe con un cognac.
La Oldfoghorn è prodotta dal 1975 alla Anchor Brewing Company di San Francisco in California. Si tratta di una birra ad alta fermentazione sottoposta ad un periodo di circa 10 mesi di maturazione in botte prima dell’imbottigliamento. Il pericolo insito nella tipologia è quello di risultare in un liquido piuttosto stucchevole esagerandone la tendenza dolce e sciropposa. Per cercare di evitare ciò alla Anchor viene applicata la tecnica del dry hopping, cioè l’aggiunta di lievito fresco (per la Old Foghorn è previsto durante la maturazione in botte), pratica comune per i barley wine statunitensi ma decisamente più rara in quelli britannici. Di solito questa tecnica esalta i profumi ed imprime aromi molto intensi ma richiede l’impiego di quantità più elevate di luppolo (nello specifico il luppolo utilizzato è il Cascade).
Altra caratteristica importante della tipologia è data dall’impossibilità dei lieviti naturali di trasformare tutti gli zuccheri di cui è ricca a seguito di ben tre diversi successivi ammostamenti. La maggiore presenza di luppolo serve, allora, a controbilanciare e mitigare le sensazioni dolci accentuando l’amaro. Il colore è bruno dai riflessi rosa in controluce. La schiuma scompare rapidamente incalzata dalla carbonica che risale dal basso. Al naso si avvertono sentori di frutta sotto spirito, frutta secca, sciroppo di zucchero di canna, rum e caramello (stile Jack Daniel’s per capirci) ed, ancora, cola e liquirizia. Mi aspettavo, sinceramente, pensando alle cugine britanniche, un tipo di complessità diversa di maggiore eleganza ed austerità. Le sensazioni dolci ritornano al palato anche se il finale grazie all’intervento delle note luppolate riesce a trovare una chiusura più asciutta ed equilibrata. Ad un passo dalla quarta chiocciola, mancata più per una preferenza di tipo mio personale che oggettiva.
Voto: @@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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