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Sorsi di birra

Aecht Schlenkerla Rauchbier Marzen


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Rauchbier (birra affumicata)
5%
Schlenkerla
0.33 cl
A (fino a 5 Euro)

RauchbierAssaggiare una “Rauchbier” cioè una birra affumicata rappresenta, sicuramente, un’esperienza sensoriale unica sia per i degustatori più smaliziati che per i neofiti. Avevo assaggiato per la prima volta questa birra nella sua versione in bottiglia che è facilmente reperibile in Italia sia nei negozi specializzati che in qualche supermercato ben assortito. E’ stato un amico che ha partecipato al mio primo corso sulle birre a portarne qualche bottiglia in occasione dell’ultima lezione. Devo riconoscere che, allora, non mi ero entusiasmato più di tanto pur non avendo potuto fare a meno di apprezzarne l’assoluta originalità: il gusto davvero speciale e la peculiarità del prodotto. Quando mi sono recato, di recente, come ogni anno, per lavoro, a Norimberga, ho scoperto che la “Schlenkerla” viene prodotta nella vicina città di Bamberg. Non c’è stato bisogno di recarmi fin lì per poterne assaggiare la versione alla spina dal momento che anche all’interno della cinta muraria dello splendido centro antico di Norimberga esiste una mitica “Schlenkerla” Tavern (o meglio Gastatte per dirla, più correttamente, in tedesco). Qui la Schlenkerla viene spillata, seguendo l’antica tradizione, direttamente da botti in legno di quercia. Il nome è tutto un programma: Schlenkern, in una vecchia espressione germanica, significa barcollare. Come tutte le birre bavaresi viene prodotta rispettando la legge della purezza del 1516: solo malto, lievito, luppolo ed acqua. Il malto, però, viene ottenuto attraverso un processo del tutto particolare. “Il malto verde, l´orzo germogliato, viene versato nella malteria della casa su una rete metallica a maglia stretta e seccato dal calore proveniente dal forno sottostante alimentato con legno di faggio stagionato per almeno tre anni. Il fumo che si forma durante la combustione passa attraverso l´essiccatoio conferendo al malto verde il suo gusto caratteristico trasformandolo in malto affumicato”. Il suo aroma ed il colore scuro derivano dal malto ottenuto in questo modo. La Marzen è la versione che ho preferito e che ritroviamo in bottiglia. Per la cronaca ho assaggiato anche la Urbock (più alcolica e pesante) ma non la Weiss. La versione alla spina, naturalmente, si avvantaggia di una freschezza che non permette di paragonarla al 100% con la versione in bottiglia. Ed è per questo che mi sono fermato a quattro chiocciole. Il colore è un bel mogano dalla testa bianca. Il cappello di schiuma diventa rapidamente sottile e compatto. Al naso il primo impatto è molto intenso e quasi fastidioso per l’insistenza delle sensazioni affumicate. E’solo una questione di tempo che il naso si abitui iniziando a scorgerne le sfumature più fini e complesse mentre il palato prende le misure con il suo sapore deciso ma più accessibile. L’acidità gioca un ruolo fondamentale nel riequilibrare il tutto e condurre in un finale fresco ed asciutto piacevolissimo anche se non esageratamente persistente come dall’olfatto si potrebbe presagire. E’una birra che chiama il cibo. Lo stinco di maiale è l’abbinamento imprescindibile.
Voto: @@@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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