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Cannonau di Sardegna Omphalos 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2024


TipologiaDOC rosso
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CANTINA DEL MANDROLISAI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 11 a 14 euro


Omphalos (ombelico) deriva dalla lingua greca. In antichità questo termine veniva utilizzato per sottintendere una pietra o un oggetto sacro dal valore fortemente simbolico, lo stesso che segnalava il centro del mondo. Recenti scoperte a carattere prettamente tecnico/scientifico evidenziano che “l’ombelico del mondo” potrebbe coincidere proprio con il centro esatto della Sardegna. Da queste parti dimorano le vigne del Mandrolisai della cantina cooperativa omonima di Sorgono (NU). La linea Omphalos è un omaggio a questa tesi, e ad una terra dove da sempre si respira aria buona, si consumano ottimi cibi ed eccellenti vini.
Il primo che illustreremo, dei due previsti, appartiene alla Doc Cannonau di Sardegna ed è figlio del millesimo 2021. Fatta eccezione per le perdite dovute alle gelate primaverili, l’annata in questione è stata giudicata ottima tanto nei vini rossi quanto nei bianchi. L’uva cannonau è forse quella che identifica maggiormente la viticultura sarda un po’ in tutto il mondo. Altrimenti detta cannonao o garnacha in spagnolo, grenache in francese, fu protagonista di un ritrovamento di vinaccioli accaduto 1200 anni a.C. proprio in Sardegna.
L’accaduto, di fatto, testimonia dunque la tradizione millenaria dell’isola in termini di viticoltura. Le uve vengono raccolte mediante una vendemmia tradizionale che, salvo annate particolari, si svolge durante la prima decade di settembre. I terreni, perlopiù derivati da disfacimento granitico, contribuiscono a rendere il vino particolarmente equilibrato già a pochi mesi dall’imbottigliamento, ed è proprio ciò che ricerco in un Cannonau che si rispetti. La sua capacità di adattarsi a svariate pietanze, non solo sarde, ma dell’intera cucina italiana a mio avviso non ha pari. In cantina viene effettuata la classica macerazione a cappello sommerso, l’affinamento avviene in botti di rovere per 24 mesi.
Veste rubino intenso con tonalità calda, profonda, medio estratto. Al naso ritrovo gran parte dei descrittori che caratterizzano l’uva in questione: susina nera matura, mirtillo e geranio selvatico, suggestioni salmastre e di macchia mediterranea; con lenta ossigenazione grafite e una spezia dolce, sinuosa, a suggellare l’insieme.
Sorso caratterizzato da una buona pienezza gustativa, la trama tannica è praticamente cucita a mano; risulta un vino sapido, mediamente lungo e appagante, così come la vena acida che non manca e in chiusura deterge il palato. Quattro chiocciole. Malloreddus alla campidanese.

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