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Barbera d’Asti Superiore Passum 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@@

Data degustazione:
09/2026


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15,5%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 24 a 28 euro


Può un vino che contiene alcol pari a 15,5% Vol., prodotto mediante uve barbera – che in parte hanno subito appassimento in apposite cassette traforate – risultare fresco, slanciato, dotato altresì di bevibilità? La risposta è sì. Dipende dalla mano di chi lo fa. Dalla sensibilità di chi sceglie i tempi giusti di maturazione delle uve, prima in pianta, e poi in appositi locali condizionati e ventilati. La durata dell’appassimento. come racconta Mariuccia Borio, varia di anno in anno – e di questi tempi più che mai – ed è legata alle condizioni meteorologiche. La nostra protagonista è la titolare di Cascina Castlet, azienda vitivinicola di riferimento del territorio astigiano. Ci troviamo per l’esattezza a Costigliole d’Asti.
L’affinamento del Barbera d’Asti Superiore Passum 2020 avviene parte in barriques di rovere francese e parte in botti tradizionali di media capacità. Dopo circa un anno, il vino passa in bottiglia dove riposa almeno altri sei mesi prima della messa in vendita. Il termine Passum – spiega Mariuccia – con la “P” direttamente serigrafata e cotta sul vetro, rappresenta una sorta di simbolo: forse un mandala o forse un sole che ha l’ambizione di restare indelebile come il ricordo di questo vino nel tempo, soprattutto considerando la longevità dello stesso.
Le uve barbera vengono allevate su ripide colline, a circa 300 metri sul livello del mare, nelle posizioni più soleggiate; quelle destinate alla produzione del Passum provengono da vecchi vigneti ad elevata densità di impianto la cui produzione media è di circa 60- 65 quintali per ettaro. In realtà, a seguito di un’accurata selezione, soltanto 40-45 quintali sono destinati a questo vino, con una resa di 25-27 ettolitri. La vendemmia viene conclusa entro la metà di ottobre.
Rubino profondo, tonalità calda; estratto da vendere. Il suo respiro è intenso, i profumi disegnano linee curve, dov’è facile perdersi. Apprezzo la dolcezza del frutto maturo, pur tuttavia non esasperato, che rimanda a ricordi di amarena, mora selvatica, prugna disidratata; con lenta ossigenazione spezie dolci quali chiodo di garofano, cannella ed un floreale che diviene protagonista palesando sfumature appassite di geranio selvatico e rosa rossa. In bocca la concentrazione è notevole. L’alcol percepito è assolutamente privo eccessi; il frutto ritorna prepotentemente ma ben supportato dalla giusta freschezza e da una sapidità notevole. Lunghissimo. Penetrante. Cinque chiocciole conquistate grazie alla capacità di tradurre potenza, garbo, profondità e soprattutto digeribilità nonostante i 15,5% Vol. Ben si presta all’abbinamento con un piatto di spezzatino d’asino, anche chiamato tapulòn nel novarese, con polenta bramata.
o in cantina e troverà maggior equilibrio. Quattro chiocciole. In abbinamento ad un piatto di agnolotti gobbi astigiani sa il fatto suo.

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