Barbera d’Asti Superiore Litina 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2025
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 18 euro
Il secondo vino presentato da Mariuccia Borio, alias Cascina Castlet, è il Barbera d’Asti Superiore Litina 2020. L’unico vino della gamma aziendale che propone in etichetta il marchio della casa rappresentato graficamente da tre C: Cascina, Castlet, Costigliole. Ci troviamo nell’astigiano, a Costigliole d’Asti per l’esattezza.
Anche questa etichetta mostra quanto la nostra protagonista sia legata alle tradizioni tanto quanto all’innovazione, alla lungimiranza, caratteristica – quest’ultima – cha da cinquantacinque vendemmie la contraddistingue. Litina è la prozia di Mariuccia, colei che portò in dote il vigneto che oggigiorno porta il suo nome. Ulteriore riprova di quanto la figura femminile sia importante per l’azienda.
Da viti che hanno oltre trent’anni d’età, ben esposte e con dislivelli non indifferenti, ogni ettaro ha una densità d’impianto di circa 5.000 ceppi con una produzione media di 70 quintali di uva. Vendemmia manuale a partire dalla prima quindicina di ottobre, selezione in vigna. Fermentazione a contatto delle bucce per circa 12 giorni a temperatura controllata di 28° C, segue malolattica. Il vino affina in botti di rovere di media capacità per circa otto mesi e in bottiglia per oltre un anno.
La 2020 è stata un’annata tutto sommato regolare, generosa, pur tuttavia priva di eccessivi fenomeni siccitosi o lunghi periodi torridi. Il vino si presenta in veste rubino con unghia porpora, ed è dotato di buona consistenza. Ritrovo un naso esuberante, ricco di vitalità, orientato sui frutti rossi ancora croccanti, spigliati, che dai toni di ribes e ciliegia matura vira ben presto su note floreali di rosa e geranio selvatico. Con lenta ossigenazione fanno capolino anche il pepe nero e la liquirizia, ivi compresa una chiusura dai toni terrosi e financo boschivi.
In bocca la rotondità non manca, ben contrastata da tanta freschezza che richiama in parte i frutti dolci/acidi descritti al naso; è un vino che mi ha convinto particolarmente per le sue doti di equilibrio e grande digeribilità nonostante i 15% Vol. Motivo – quest’ultimo – che mi spinge ad attribuire sin da ora la quinta chiocciola. Pollo alla cacciatora.