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Sorsi di birra

Menabrea 3.5 Top Restaurant


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Blonde Ale
3.5%
G.Menabrea e Figli
0.75 cl
A (fino a 5 euro)

 

Menabrea 3.5 Top RestaurantUna birra che quasi quasi mi verrebbe di consigliare a chi consuma solitamente birra analcolica. Se, in effetti, il vostro problema non è quello di dover guidare e rischiare la patente ma, più semplicemente, una scelta ragionata per limitare l’assunzione d’alcol questa birra potrebbe fare al caso vostro. Solo 3.5 di volume percentuale d’alcol è davvero poca cosa. Il risultato è una birra leggerissima, a dire il vero, non solo dal punto di vista della gradazione alcolica ma anche nei profumi e nella beva. Un profilo a tratti talmente impalpabile da lasciare perplessi. Sarà un caso ma penso proprio che il suo profilo sfuggente e sfuggevole sia dovuto, invece, alla particolarità di un suo ingrediente “speciale”.
Viene, infatti, prodotta seguendo un’antica ricetta a base di riso. Una vera novità nella lunga storia della birreria biellese, forse alla ricerca di legami con il suo territorio sfruttando il fascino di un prodotto che, da sempre, si identifica con questo. Le risaie del sud della provincia possono vantare, probabilmente, una fama maggiore rispetto alla produzione brassicola (nonostante Menabrea sia un nome storico).
Bionda, a bassa fermentazione, esibisce alla vista un bel colore dorato ed un cappello di schiuma discreto e ben compatto. Al naso risulta evanescente così come al palato, dove si percepisce un delicato aroma di malto per poi chiudere su un finale altrettanto, delicatamente, amarognolo. Può essere una valida alternativa per accompagnare piatti particolarmente semplici come un branzino cotto al naturale (vapore o bollito) ed insaporito con un condimento molto modesto o limitato, preparazioni che troverebbero difficoltà a farsi apprezzare se accompagnati da vini o birre più strutturati.
Mi ha fatto pensare, in questo senso, al noto chef Gualtiero Marchesi che qualche anno fa consigliava di bere solo acqua su alcuni dei suoi piatti per non rovinare la “gentilezza” della preparazione!
Voto: @@      (degustazione in data: 10/2012)

Fabio Cimmino   

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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