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Verticale di Pomino Bianco Riserva Benefizio: la luce di un cru toscano

Vigneto Benefizio Castello Pomino

Se un bambino di Firenze disegna il cielo con un pastello celeste, a Pomino lo colora di blu intenso”, ama sottolineare Nicolò D’Afflitto, enologo Marchesi Frescobaldi e Castello di Pomino, evocando la limpidezza del microclima di questo angolo di Toscana. Fine marzo 2025, e al Ristorante Enoteca La Torre di Villa Laetitia, a Roma, si celebrano i cinquant’anni del Pomino Bianco Riserva Benefizio, lo Chardonnay in purezza che dal 1973 scrive la storia dei grandi bianchi italiani. Quattro annate – 2023, 2014, 2009 e 1990 – compongono questa verticale, guidata dallo stesso D’Afflitto: un viaggio che attraversa il tempo e il terroir unico di Pomino, tra altitudini montane e suoli minerali.

Vigneto Benefizio Castello Pomino
Vigneto Benefizio

Frescobaldi e il Benefizio: visione e terroir
Marchesi Frescobaldi ha fatto di Pomino un laboratorio di innovazione. La Doc, riconosciuta nel 1983, nasce da un’intuizione pionieristica: nel 1855, Leonia degli Albizi piantò barbatelle di Chardonnay su suoli miocenici di marne, arenarie e scisti, a 707 metri s.l.m.

Benefizio in mescita

Il vigneto del Benefizio, esposto a sud, gode di un microclima fresco, con intense escursioni termiche e un’insolazione ricca di raggi UV. Vinificato in barrique (50% nuove, 50% di secondo e terzo passaggio), con fermentazione parzialmente malolattica e affinamento sulle fecce, il Benefizio è un bianco da lunga maturazione, come voluto da Leonardo Frescobaldi nel 1973. “Un vino che nasce dall’ascolto del territorio,” come sottolinea nel comunicato stampa Lamberto Frescobaldi, presidente della maison.

Verticale Benefizio, postazione

La degustazione: quattro annate, un racconto
La verticale, ospitata in una sala affacciata sul Lungotevere, rivela l’evoluzione del Benefizio attraverso quattro calici di altrettante, rappresentative, annate.

Verticale Benefizio

Pomino Bianco Riserva Benefizio 2023
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5% vol.
Cristallino, giallo paglierino con riflessi verdolini, la vendemmia 2023 è pura energia. Al naso, mela golden, litchi e nocciola verde si fondono con pera Kaiser matura e un accenno di spezie dolci. In bocca è secco, abbastanza caldo, morbido, con freschezza vibrante e sapidità minerale.
Un’annata calda ma equilibrata, con un profilo aromatico complesso, persistente e strutturato, promette una grande evoluzione.
Valutazione: @@@@

Pomino Bianco Riserva Benefizio 2014
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5% vol.
Giallo oro, cristallino e consistente, il Benefizio 2014 offre mela cotogna, frutto della passione, burro di arachidi e vaniglia. Cremoso, abbastanza caldo, con freschezza e sapidità che chiudono un sorso elegante.
La primavera fresca dell’annata ha donato equilibrio e vivacità ad un vino che è al suo apice, ideale con crostacei o formaggi a pasta dura.
Valutazione: @@@@@

Verticale Benefizio retroetichette

Pomino Bianco Riserva Benefizio 2009
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5% vol.
Oro antico, l’annata 2009 svela frutto della passione, papaia, frutta secca e note di timo e rosmarino. Un sorso di struttura, morbido ma egregiamente equilibrato da una freschezza ancora viva e una sapidità persistente. Annata favorevole, che continua a evolversi con grazia. Un vino complesso, che ben dimostra il potenziale di invecchiamento del Benefizio.
Valutazione: @@@@@

Pomino Il Benefizio 1990
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Oro antico, consistente, il Benefizio 1990 porta i segni del tempo, con un tappo che ha sofferto il tanto tempo trascorso, influenzando l’olfatto. Eppure, frutta esotica e secca emergono, accompagnate da un sorso secco, quasi di distillato, con freschezza e sapidità residue.
Valutazione: non classificato… ma prezioso per il suo valore storico, testimone della visione originaria.

Conclusioni
La verticale rivela la versatilità del Benefizio: il 2023 brilla per freschezza e potenziale, il 2014 e il 2009 incantano con cremosità e complessità, mentre il 1990, pur segnato dal tempo, ricorda le radici di questo cru. La mineralità dei suoli di Pomino e la freschezza del microclima attraversano ogni annata, rendendo il Benefizio un bianco capace di sfidare il tempo.

Maurizio Taglioni

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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