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Mare e Vitovska in Morje – Venerdi 18 giugno al Castello di Duino di Trieste

Mare e VitovskaL’inverno appena passato è stato lungo e freddo. L’inizio della primavera (almeno in Friuli Venezia Giulia) ci ha riservato pioggia e temperature non propriamente tipiche del periodo. A partire dalla terza decade di maggio il tempo, però ha iniziato a volgere al bello e abbiamo così potuto accogliere a braccia aperte il sole e temperature che ci hanno permesso di spogliarci dei pesanti vestiti invernali che abbiamo portato appresso per troppo tempo. Alzi la mano chi non si sente a suo agio in riva al mare, coccolato da una brezza marina, mentre sta degustando qualcosa di fresco che lo rigeneri dagli effetti calorici del sole. Penso proprio nessuno, o perlomeno solo una minoranza geneticamente più vocata alle emozioni alpestri Sono così sfrontato da permettermi di consigliarvi un vino che a mio modesto parere renderebbe perfetto il poetico quadretto balneare che vi ho appena prospettato. Che ne dite di una buona e fresca Vitovska?
Vi starete chiedendo come mai sono andato a pescare proprio questo autoctono del Carso triestino. Se vi dicessi che è la prima cosa che mi è venuta in mente sarei bugiardo. Onde evitare di dover passare la nottata a recitare un’infinita serie di “Ave Maria” per lavare un peccato degno del miglior pinocchio, confesso che ho voluto collegarmi in questo modo ad un avvenimento molto importante e assolutamente da non perdere che si terrà venerdì 18 giugno preso la suggestiva sede del Castello di Duino in provincia di Trieste. Sto parlando della quarta edizione di “Mare e Vitovska”, organizzata dal Consorzio per la tutela della Denominazione d’Origine Controllata dei Vini “Carso”, con la collaborazione della provincia di Trieste, il patrocinio del comune di Duino-Aurisina, della Camera di Commercio di Trieste e del turismo FVG, e del Comitato Rilke. “Mare e Vitovska” anche in questa quarta edizione ripropone il connubio perfetto fra la cultura della vite e quella della tavola mettendo in mostra le eccellenze che produttori di vino e ristoratori sono in grado di offrire, creando una perfetta armonia sensoriale fra i vari abbinamenti cibo-vino.
“Mare e Vitovska” è un’occasione unica per apprezzare un territorio e una cultura eno-gastronomica che trova pochi eguali nel panorama nazionale. Un “terroir” locato in una posizione strategica, porta aperta verso oriente, che ha saputo cogliere dal mix d’influenze culturali provenienti dai vari angoli del vecchio continente, le essenze migliori e presentarcele in tutte le sue forme più significative.

Una sala del Castello di Duino a TriesteLa scelta del Castello di Duino come location vuole dare una degna cornice alla manifestazione, per rendere indimenticabile l’emozione degustativa delle varie Vitovska in vetrina e altresì permettere ai visitatori di godere di tutte le opportunità culturali e turistiche che la zona è in grado di offrire. Se mi trovassi a dirigere un’agenzia turistica (premetto non è il mio caso) avrei solo l’imbarazzo della scelta nell’elencare le varie opportunità collaterali che il turista che ha deciso di presenziare a “Mare e Vitovska” può cogliere. La zona offre innumerevoli attrattive, una costa stupenda dove prendere il sole e colorare le proprie “bucce corporee” e dove fare delle belle nuotate in un mare Adriatico che qui ha mantenuto tutta la sua purezza. Il Carso triestino con le sue colline e i suoi colori è in grado di riavvicinare in modo incredibile l’uomo con la natura, e i suoi innumerevoli agriturismi e “osmizze” dove degustare i prodotti tipici, rappresentano un’obbligata tappa di ristoro.
La vicina Trieste è a soli 15 chilometri di distanza, e rappresenta una meta irrinunciabile per il fascino e la cultura che è in grado di offrire, con una Piazza Unità che in questa stagione, affacciandosi al mare, riesce a stregare i turisti che hanno la fortuna di transitarvi. Insomma un’occasione unica per fare una gita fuori porta e godere delle bellezze di questa zona.
Dimenticavo un’ultima informazione di servizio rivolta a chi nella serata andrà a vedere lo spettacolo di Fiorello allo stadio Rocco di Trieste: non preoccupatevi se il mitico “Fiore” dovesse ritardare, sicuramente sarà passato prima per Duino per non farsi mancare un buon bicchiere di Vitovska.

Banchi di assaggioPROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
Ore 16.00 Convegno dal tema: La biodiversità del vitigno Vitovska sul territorio della provincia di Trieste.
Ore 18.00 Degustazione aperta al pubblico in abbinamento con i prodotti tipici del territorio e assaggi di pesce proposti dal Consorzio ittico del Golfo di Trieste e dai ristoratori della provincia di Trieste.
Ore 22.00 Spettacolo “TerraZemlja” della compagnia teatrale Pupkin Kabarett. Un mix di comicità, musica e letteratura nel quale saranno messe in luce le eccellenze del territorio Carso e i suoi prodotti.
A fare gli onori di casa come moderatrice del convegno ci sarà la giornalista Aurora Endrici, donna del vino FVG, responsabile della guida Vini Buoni d’Italia, ed esperta di comunicazione.
Il panorama dei relatori ricco e qualificato, conterà sugli interventi di:
• Sandi Skerk, presidente del Comitato tecnico “Carso”
• Walter Godina, Vice Presidente della Provincia di Trieste e Assessore all’Agricoltura
• Mirko Bellini, Direttore dell’ERSA FVG
• Gianni Ottogalli, responsabile Guida Gambero Rosso del F.V.G.
• Veit Heinichen, scrittore tedesco, residente dal 1997 a Trieste
• Interverrà il sindaco di Duino-Aurisina Giorgio Ret e non è esclusa la partecipazione di qualche “special guest” dell’ultima ora.

PRODUTTORI PARTECIPANTI
La Vitovska e il Castello di Duino non sono i soli protagonisti della manifestazione, perché i veri artefici del miracolo produttivo che ci permette di degustare tanti ottimi vini, sono 21 bravi produttori carsolini che per l’occasione sono affiancati da 4 amici della vicina Slovenia. In stretta sinergia con i viticoltori, ci saranno i ristoratori della provincia di Trieste, da sempre i promotori più fedeli dei vini del Carso, proposti nelle liste vini dei propri locali in abbinamento con cibi prelibati.
Fondamentale come sempre la presenza dei rappresentanti dei consorzi “Tergeste d.o.p.”, con i propri oli extra vergine, di “Moisir” con i suoi formaggi rinomati e gustosi, gli Apicoltori carsolini, con i loro mieli profumati di landa e bosco e i pescatori del Consorzio Ittico del Golfo di Trieste.

Skerlj Andrej (Bajta)
Bole Andrej
Colja Jožko
Černic Nataša (Castello di Rubbia)
Ferfoglia Andrej
Grgič Igor
Kante Edi
Kocjančič Rado
Lupinc Matej
Milič Andrej (Zagrajski)
Milič Stanko
Parovel Euro
Škerlj Kristina e Matej
Škerk Sandi e Boris
Vodopivec Paolo
Zidarich Benjamin
Fabiani Giusto
Ferluga Silvano
Ostrouška Aleksij
Savron Roberto
Tretjak Alessandro (Bibc)
ČOTAR Vasja in Branko (Gorjansko,Komen- SLOVENIA)
LISJAK Boris (Dutovlje – SLOVENIA)
VINA ŠTOKA (Krajna vas, Dutovlje – SLOVENIA)
VINAKRAS z.o.o. (Sežana – SLOVENIA)

grappolo di VitovskaLA VITOVSKA
La protagonista assoluta della manifestazione è la Vitovska, vitigno a bacca bianca che ama passare le sue giornate in maniera esclusiva fra le rocce e la terra rossa del Carso triestino e in parte anche in quelle della vicina Slovenia dove quest’autoctona principessa si fa chiamare Vitovska Garganja. Non corriamo rischio di trovare altri esemplari similari in qualche sperduta regione del mediterraneo, la Vitovska è patrimonio esclusivo di queste zone, dove ha saputo adattarsi alle frustate della bora, ai freddi inverni e ai frequenti momenti di siccità che la stagione calda lascia molte volte in eredità. Il suo nome ha origini slovene e trova due correnti diverse di pensiero che la vorrebbero far risalire o al paesino di Vitovlje o (opzione maggiormente gettonata) da Vitez (cavaliere in sloveno) che ci fa ritornare con la memoria a secoli passati, quando per difendere il Carso dalle scorribande turche c’era un cavaliere che in cambio dei suoi servigi a difesa delle popolazioni locali aveva il diritto ad una certa quantità di vino.
Se vogliamo fare una piccola “risonanza ampelografica” al vitigno, troviamo fra le caratteristiche principali, foglie di grandi dimensioni, grappoli di taglia grande a forma piramidale compatti e alati, e acini di media grandezza, forma sferica e dimensioni non uniformi. La bora e le caratteristiche genetiche, permettono al vitigno di combattere molte volte vittoriosamente le principali malattie crittogamiche, dove non possiamo non menzionare la peronospora e la botrite.
I fasti e la notorietà della Vitovska non sono atavici. Originariamente era utilizzata come componente assemblante con altri vitigni a bacca bianca, poi alcuni viticoltori laboriosi e perspicaci, si convinsero che era possibile ottenere un prodotto che in purezza avrebbe dato enormi risultati e grandi soddisfazioni. Chi avrà la fortuna di assaggiare i prodotti in degustazione, si potrà rendere conto di persona come la scelta si sia rivelata vincente, e ora la Vitovska è diventato il vitigno a bacca bianca più coltivato nel Carso.
Il vitigno si presta alle interpretazioni d’ogni singolo produttore e quindi possiamo trovare dei vini che portano a risultati e sensazioni diverse a seconda della strada che si è deciso seguire. Caratteristica comune sarà la forte nota sapida dovuta alle caratteristiche del territorio e alle influenze del vicino mare Adriatico, la discreta acidità e mineralità, un buon corpo, un retrogusto amarognolo e un’alcolicità non eccessivamente prorompente. Sembra quasi un miracolo della natura che da una terra così impervia e dura da lavorare, i produttori carsolini siano riusciti a recuperare un vitigno destinato all’estinzione e che ora ci rallegra con tutta la sua freschezza ed elegante vivacità.

Castello di Duino a TriesteIL CASTELLO DI DUINO
Per la sua giornata di gala, questa principessa del Carso non poteva che scegliere una sede che desse ancor più luminosità alla sua “organolettica bellezza”. Si tratta del Castello di Duino, storica dimora privata dei Principi von Thurm und Taxis appartenenti all’omonima casata principesca e nobile ed importante famiglia cattolica tedesca, d’origine italiana(i Tasso, nativi di Bergamo). Il Castello sorge in una pittoresca e panoramica posizione, su un carsico sperone roccioso a precipizio sul mare, con una strabiliante veduta del golfo di Trieste, che riesce a donarti sensazioni uniche ed indescrivibili.
Le origini del castello risalgono al 1400 in sostituzione di quello antico d’epoca romana di cui rimangono pochi resti visibili nel promontorio adiacente. Nonostante i danni subiti durante il primo conflitto mondiale, il restauro ha tolto poco all’ancestrale aspetto dello storico maniero. Dal 2003 il Castello è aperto al pubblico che può ammirare il parco stupendo, le statue, i reperti archeologici e un bunker costruito durante la seconda guerra mondiale nella roccia a picco sul mare, ora trasformato in un suggestivo piccolo museo con numerosi cimeli d’epoca. Sono visitabili anche le stanze interne del castello, saloni ricchi di pregiate opere d’arte e straordinari richiami storici e culturali.

Stefano Cergolj

Perito informatico ai tempi in cui Windows doveva essere ancora inventato e arcigno difensore a uomo, stile Claudio Gentile a Spagna 1982, deve abbandonare i suoi sogni di gloria sportiva a causa di Arrigo Sacchi e l’introduzione del gioco a zona a lui poco affine. Per smaltire la delusione si rifugia in un eremo fra i vigneti del Collio ed è lì che gli appare in visione Dionisio che lo indirizza sulla strada segnata da Bacco. Sommelier e degustatore è affascinato soprattutto dalle belle storie che si nascondono dietro ai tanti bravi produttori della sua regione, il Friuli Venezia Giulia, e nel 2009 entra a far parte della squadra di Lavinium. Ama follemente il mondo del vino che reputa un qualcosa di molto serio da vivere però sempre con un pizzico di leggerezza ed ironia. Il suo sogno nel cassetto è quello di degustare tutti i vini del mondo e, visto che il tempo a disposizione è sempre poco, sta pensando di convertirsi al buddismo e garantirsi così la reincarnazione, nella speranza che la sua anima non si trasferisca nel corpo di un astemio.

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