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Area di produzione – comprende i seguenti comuni della Regione Friuli Venezia Giulia posti a livello altimetrico compreso tra 0 e 1.000 metri s.l.m.: PROVINCIA DI UDINE: Aiello del Friuli, Amaro, Ampezzo, Aquileia, Arta Terme, Artegna, Attimis, Bagnaria Arsa, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Bordano, Buia, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo al Torre, Carlino, Cassacco, Castions di Strada, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cividale del Friuli, Codroipo, Colloredo di Montealbano, Comeglians, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Drenchia, Enemonzo, Faedis, Fagagna, Fiumicello, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Gemona del Friuli, Gonars, Grimacco, Latisana, Lauco, Lestizza, Ligosullo, Lusevera, Magnano in Riviera, Majano, Malborghetto, Manzano, Martignacco, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Montenars, Mortegliano, Moruzzo, Muzzana del Turgnano, Nimis, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Preone, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Prato Carnico, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Pulfero, Ragogna, Ravascletto, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resia, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano, Ronchis, Ruda, San Daniele del Friuli, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Leonardo, San Pietro al Natisone, San Vito di Fagagna, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa, Sauris, Savogna, Sedegliano, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Talmassons, Tapogliano, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teor, Terzo d’Aquileia, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Trasaghis, Treppo Grande, Treppo Carnico, Tricesimo, Trivignano Udinese, Udine, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villa Vicentina, Visco, Zuglio; PROVINCIA DI PORDENONE: Andreis, Arba, Arzene, Aviano, Azzano Decimo, Barcis, Brugnera, Budoia, Caneva, Casarsa della Delizia, Castelnuovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Chions, Cimolais, Claut, Clauzetto, Cordenons, Cordovado, Erto e Casso, Fanna, Fiume Veneto, Fontanafredda, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Morsano al Tagliamento, Pasiano di Pordenone, Pinzano al Tagliamento, Polcenigo, Porcia, Pordenone, Prata di Pordenone, Pravisdomini, Roveredo in Piano, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sacile, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Travesio, Valvasone, Vajont, Vito d’Asio, Vivaro, Zoppola; PROVINCIA DI GORIZIA: Capriva del Friuli, Cormons, Doberdò del Lago, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Fogliano/Redipuglia, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Monfalcone, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Canzian d’Isonzo, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino, San Pier d’Isonzo, Savogna d’Isonzo, Staranzano, Turriaco, Villesse; PROVINCIA DI TRIESTE: Duino Aurisina. Legame con l’ambiente – Gli elementi distintivi che differenziano la “Mela del Friuli Venezia Giulia” DOP da quelle provenienti da altre zone geografiche sono di carattere sia fenologico che organolettico. La combinazione irripetibile delle componenti pedoclimatiche come la mitezza delle temperature primaverili, l’ampiezza delle escursioni termiche (mediamente di 10°), la quota altimetrica contenuta combinata con la latitudine, la conseguente elevata quantità e uniformità di irraggiamento solare sul territorio, la natura asciutta e la composizione chimico fisica dei suoli interagiscono in maniera determinante sul metabolismo dei fruttiferi, sul rendimento della fotosintesi clorofilliana e sulla produzione dei fitoregolatori endogeni. I livelli di intensità di questi processi metabolici condizionano in maniera diretta le caratteristiche fisiche e la qualità dei frutti. In particolare, essi agiscono sulla sintesi degli zuccheri, degli acidi organici, sulla colorazione dell’epidermide, sulla durezza della polpa, sulla forma del frutto e soprattutto sulla produzione di precursori aromatici che insieme creano una combinazione fenologico-organolettica unica e rendono la polpa dolce e saporita con uno spettro aromatico molto ampio ed originale, ove emergono sentori di vaniglia, banana, melone e susina acerba. La fine combinazione fra questi descrittori, la dolcezza mai eccessiva ed il grado di acidità rendono la produzione denominata “Mela del Friuli Venezia Giulia” molto caratteristica e differente dalle mele di altra provenienza geografica. Anche il ciclo vegetativo risente delle componenti inizialmente descritte in quanto il periodo di raccolta delle mele friulane è sensibilmente anticipato rispetto a quello che si verifica in altre aree geografiche situate alla stessa latitudine. La forma dei frutti è tendenzialmente tondeggiante (globosa), le dimensioni sono elevate sia in termini di peso che di diametro, le lenticelle sull’epidermide sono caratteristicamente più fitte ed evidenti; la lunghezza del picciolo è ridotta, la colorazione di fondo dei frutti tende al verde sfumato o al giallo-verde; la rugginosità dell’epidermide è quantomeno assente. La saggia tecnica colturale e la scelta del momento ottimale della raccolta consentono di ottenere un prodotto di alta qualità per cui le mele prodotte in Friuli Venezia Giulia (indipendentemente dalla varietà) posseggono un elevato indice di sapidità differenziandosi da quelle di altra origine geografica per l’ampiezza e la ricchezza del gusto, del retrogusto e la combinazione unica dei descrittori sensoriali (profumi, sapori, aromi, consistenza della polpa e succulenza). Fra tutti i descrittori organolettici (studiati ed evidenziati grazie agli studi condotti dal laboratorio di analisi sensoriale dell’Università degli Studi di Udine) spiccano in particolare le seguenti casistiche: la varietà Golden Delicious evidenzia un gusto/retrogusto di melone e/o vaniglia e/o banana; la varietà Red Delicious evidenzia un gusto/retrogusto di vaniglia e/o banana; la varietà Gala evidenzia un gusto/retrogusto di banana e/o melone; la varietà Morgenduft evidenzia un gusto/retrogusto dolce con tenue aroma di limone; la varietà Granny Smith evidenzia un gusto/retrogusto erbaceo, di limone e/o susina acerba; la varietà Zeuka evidenzia un gusto della polpa che richiama il limone e la susina acerba. La reputazione della Mela del Friuli Venezia Giulia è indiscutibile, infatti la coltivazione del melo è presente sul territorio del Friuli Venezia Giulia da oltre duemila anni. Varietà – Zeuka, Golden Delicious, Red Delicious, Morgenduft, Granny Smith, Gala. Forma – da appiattito globosa a conico globosa, anche asimmetrica oppure conica. Colorazione – per le varietà Zeuka, Red Delicious, Morgenduft e Gala, sovracolore da rosso arancione a rosso intenso più o meno uniforme e da sfumato a striato; colore di fondo da verde a giallo. Per la Golden Delicious da giallo-verde a giallo. Per la Granny Smith verde. Metodo di ottenimento – il prodotto deve essere ottenuto applicando le tecniche tradizionali in uso nel territorio di origine assieme a metodi di produzione integrata. MATERIALE VIVAISTICO: gli astoni di melo da utilizzare nei nuovi impianti devono essere prodotti nella zona di origine. Tecnica di impianto e sistema di allevamento. I frutteti dovranno essere disposti su filari singoli; i sistemi di allevamento ammessi sono: forma libera, semilibera, a spalliera oppure a fusetto; densità massima d’impianto: 5.000 piante per ettaro. E’ ammesso l’impiego di astoni innestati. L’impianto di un nuovo frutteto dovrà essere eseguito a partire dal mese di ottobre e fino al successivo mese di aprile. GESTIONE DEL TERERENO: gli interfilari dovranno essere sempre inerbiti e le infestanti dovranno essere controllate con metodi riconosciuti di lotta integrata. E’ ammessa la pacciamatura lungo i filari. RISTOPPIO E CONSERVAZIONE DELLA FERTILITA’ DEL SUOLO: in caso di ristoppio, il nuovo sesto d’impianto dovrà essere sfalsato rispetto a quello precedentemente applicato. Solo nel caso del ristoppio, sarà possibile lavorare l’interfilare durante il primo anno dall’impianto ed eseguire l’inerbimento a partire dal secondo anno. CONCIMAZIONE E FERTILIZZAZIONE: l’apporto di concimi e fertilizzanti in fase di impianto, mantenimento e produzione dei frutteti dovrà essere effettuato con l’applicazione di metodi riconosciuti di produzione integrata. POTATURA: Sono ammesse la potatura secca (dalla caduta delle foglie al successivo mese di aprile) e la potatura verde (dal mese di maggio al successivo mese di settembre). Le potature dovranno essere eseguite manualmente o con l’ausilio di attrezzature agevolatrici. Regolazione della produzione e diradamento. Nei nuovi impianti dovranno essere intercalati con frequenza diversificata, filari di diverse varietà. Nei casi di impianti monovarietali, dovrà essere previsto l’impianto di impollinatori scelti fra i seguenti gruppi varietali: Zeuka, Golden Delicious, Red Delicious, Morgenduft, Granny Smith, Gala; il carico produttivo del frutteto deve essere regolato con operazioni di potatura e/o di diradamento. Quest’ultima pratica colturale potrà essere svolta con mezzi manuali oppure secondo metodi di produzione integrata riconosciuti. IRRIGAZIONE: è ammessa, sopra o sotto chioma, secondo le seguenti tipologie: irrigazione di soccorso (dalla primavera fino alla raccolta), irrigazione antibrina (ogni qualvolta si verifichi la necessità), fertirrigazione (dalla primavera alla raccolta). Gli interventi irrigui devono essere registrati in ordine alla data di effettuazione ed al volume di adacquamento impiegato. La gestione delle concimazioni, della lotta fitosanitaria e dei diserbi dovrà essere effettuata con metodo integrato a basso impatto ambientale applicando i criteri contenuti nel Codice di Buona Pratica Agricola, ovvero nelle Misure Agroambientali contenute nel PSR della Regione Friuli Venezia Giulia, ovvero in altre procedure riconosciute di produzione integrata. L’impiego dei prodotti dovrà essere opportunamente registrato. RACCOLTA: non potrà iniziare prima della terza decade di luglio e protrarsi oltre la terza decade di ottobre. Lo stacco delle mele dovrà essere eseguito solo manualmente. La produzione massima ammissibile è di 65 ton/ha. OPERAZIONI POST-RACCOLTA: le mele dovranno essere immesse in cella frigorifera entro 48 ore dalla raccolta rispettando i seguenti parametri di conservazione che dovranno essere raggiunti entro 96 ore: temperatura compresa fra – 1° e +3,0°C; umidità relativa: compresa fra il 40 e il 45%. Le tecniche di frigoconservazione ammesse sono: Atmosfera Controllata – AC (frigoconservazione tradizionale), atmosfera modificata. La durata della conservazione non potrà superare: il 31 gennaio successivo alla data di raccolta quando conservate in “AC”; dodici mesi dalla data di raccolta quando conservate in “atmosfera modificata”. Le fasi di lavorazione, conservazione e confezionamento dovranno essere effettuate esclusivamente nella zona di origine allo scopo di ridurre al minimo la durata dei trasferimenti del prodotto dai frutteti agli impianti di lavorazione e la movimentazione del prodotto stesso che possono provocare lo scuotimento dei frutti e l’ammaccatura della polpa con grave danno qualitativo. L’ammaccatura comporterebbe infatti la rottura dei tessuti cellulari, il versamento dei liquidi vacuolari (ricchi di zuccheri, sali minerali e acidi organici) e il conseguente innesco di ossidazioni, fermentazioni e la proliferazione di muffe che porterebbero alla rapida distruzione dei frutti. A questo scopo il confezionamento verrà effettuato utilizzando esclusivamente confezioni alveolate o monofrutto che permettono di immobilizzare le singole mele evitando il contatto fra esse. Questo metodo di lavorazione permette di evitare il decadimento chimico fisico delle mele, garantendo la freschezza e quel livello superiore di qualità organolettica, chimico fisica ed estetica che deve distinguere e caratterizzare il prodotto con la denominazione “Mela del Friuli Venezia Giulia”.
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