|
Capita di andare in vacanza e di non smettere di portarsi appresso, oltre alle valigie, anche quella sana attenzione e curiosità verso l’affascinante mondo del vino che diventa storia, cultura, passione. Mettiamoci un’isola, dove già gli antichi romani producevano il vino. Mettiamoci, ancora, un giorno di pioggia. Il vagare fra strette viuzze e lo scoprire, con piacere, in un angolo quasi nascosto, una piccola enoteca di recente apertura.

Siamo nell’isola di Krk, Croazia, più precisamente a Baska, meta ogni anno di moltissimi turisti, gran parte dei quali nostri connazionali. Dietro al bancone troviamo un giovane carico di entusiasmo: Dino Soldo. Non parla italiano eppure il suo nome, il suo sorriso ed i suoi colori ce la dicono lunga. I vini esposti sono tutti prodotti dell’isola, da sempre vocata al vino. Ed è a Vrbnik, località più a nord di Baska, che sorgono le cantine e gli ettari di terra coltivata a viti che si perdono nello sguardo. Assaggio del vino bianco che mi entusiasma ed un rosé che mi sorprende. Decido che è doveroso spostarmi. Prendo appuntamento telefonico con il titolare dell’enoteca, il Sig. Željko Juranić che mi attende per il mattino successivo. In auto, sono un po’ meno di trenta minuti. A farmi decidere di andare a curiosare, molte ragioni, fra le quali una bottiglia esposta. Piuttosto costosa, racchiusa in un cofanetto foderato di raso ed il vetro scuro pieno di molluschi appiccicati chissà da quanto tempo.

Vrbnik è una stupenda cittadina antica, tutta in salita. Anche qui, piante di fichi rigogliose un po’ ovunque ed arrivando da Baska, la facile intuizione di una terra da vino, visti i filari ben allineati. L’abitato si erge su una sporgenza rocciosa, a cinquanta metri sopra il livello del mare, sui resti di abitazioni preistoriche. A Vrbnik non si associa soltanto il vino ma anche un particolare aspetto che la rende unica al mondo. La cittadina, infatti, diviene scrigno discreto contenente una delle viuzze più strette al mondo, tanto da fare concorrenza sgarbata alle calli di Venezia. La sua larghezza è di appena 43cm. collocata in un incantevole dedalo di vicoli ciechi, volte antiche e percorsi che si aprono improvvisi a viste mozzafiato sul mare al tramonto.

Al ristorante Nada incontriamo finalmente Željko Juranić con la moglie Milica ex cantante di musical, ed il vero intenditore di vini, il figlio Ivan sposato con Clementina, quest’ultima appartenente alla minoranza italiana che rappresenta il 12% circa degli abitanti dell’isola. Prima di iniziare la passeggiata verso la cantina, fa il suo ingresso anche Nada (Speranza), la nonna materna alla quale si deve il nome del locale di lunga tradizione familiare, aperto nel lontano 1974. Proprio nel giorno della mia visita c’è allegria per la grande festa degli ottant’anni della signora.

E’ Ivan a portarmi alla cantina capace di lavorare 1.000 hl. di vino, con annessa taverna con 100 posti a tavola e la possibilità di degustare i vini e la grappa di produzione propria. Da fuori sembra una bella casa con una cascata rigogliosa di fiori inebrianti, anche se le botti ornamentali messe qua e là, già ci raccontano una storia di vini.

La cantina Nada di Vrbnik, 6 ettari di terreno, produce 60mila bottiglie l’anno, 600 ettolitri oltre a distillati ed olio extravergine d’oliva. I vitigni autoctoni sono prevalentemente due: Žlahtina (Nobile) e Bradica. Un’occhiata alla scheda tecnica ci dice che il primo è un famoso vitigno autoctono, ideale per il microclima dell’ isola di Krk. La vinificazione di Žlahtina conferisce al vino finezza ed eleganza, mantenendone aroma e freschezza. Žlahtina è uno dei vini bianchi D.O.C. croati più conosciuti. La raccolta avviene manualmente: l’uva viene delicatamente pressata in modo soffice ed il mosto ottenuto viene chiarificato tramite decantazione. Il mosto, quindi, fermenta a temperatura controllata bassa in recipienti di acciaio inox. Affinamento: a fine fermentazione il vino viene mantenuto sui lieviti nei recipienti di acciaio inox per sei mesi. Il vino imbottigliato viene normalmente conservato in locali termocondizionati. Il colore del vino è giallo paglierino, con profumo aromatico, armonioso, note di agrumi, albicocca. Il gusto è pieno ed equilibrato. Particolarmente indicato per i piatti di pesce, antipasti di molluschi, risotti e sformati di verdure.

Dal vitigno Bradica si ottiene del vino rosso, che se tenuto a vinificare per un solo giorno diventa rosato, frizzante super richiesto dai turisti italiani. Una decina di etichette fra le quali anche il Prošek che a differenza di quanto potrebbe evocare, si tratta di vino passito. Le caratteristiche dell’uva sull’isola sono un’alta acidità e il basso concentramento di zuccheri. I problemi fondamentali da risolvere per fare del buon vino e per un corretto processo di vinificazione, sono sostanzialmente tre: la temperatura, la luce, il contatto con l’aria. Ecco comparire, anche nelle cantine Nada, come già accennato, le botti in acciaio con azoto e la maestria di Ivan, l’enologo, nell’assaggiare e decidere il giusto tempo di imbottigliamento.

Giro per la cantina e mi riappare davanti una bottiglia del tutto simile a quella che tanto mi aveva incuriosito in enoteca. I molluschi stavolta sono diversi, ma l’impressione che venga dagli abissi marini è la stessa. 140 euro il costo per un vino lasciato invecchiare nelle profondità marine dove, proprio per un discorso di temperatura, luce e contatto con l’aria tutto sembra perfettamente studiato ad hoc, in un patto segreto ed eterno con la natura. Le bottiglie vengono riempite, messe una sopra l’altra in capienti gabbie di ferro e calate in fondo al mare. L’invecchiamento avviene a 15 metri di profondità e le bottiglie vi rimangono per un periodo che varia dai due ai sei mesi. Attualmente, un po’ per scommessa, sotto al mare di Vrbnik, vi sono da ben 7 anni, 500 bottiglie della cantina Nava. Tutte pronte per essere assaggiate!

Le bottiglie che vengono accarezzate dall’acqua, contengono lo Spumante NADA Brut che è simile allo Žlahtina DOC, in quanto la vinificazione avviene allo stesso modo, con l’uva che ha l’acidità più alta: fermentazione in acciaio e presa di spuma secondo il “metodo classico”. Per quanto riguarda la maturazione possiamo dire che abbisogna di almeno 36 mesi sui propri lieviti in bottiglia. Le caratteristiche sono: colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumi di crosta di pane e scorza di lievito, sapido ed equilibrato in bocca. Abbinamenti: perfetto come aperitivo, con crostacei e ostriche, abbinato soprattutto con antipasti di mare e primi piatti tipici dalla isola di Krk.

Dallo scorso anno la Croazia è diventata il 28esimo paese dell’Unione Europea. Questo significa anche controlli più severi in cantina, come ci spiega Ivan Juranić che non pare affatto preoccupato di questo. Egli ama il proprio lavoro e deve la sua formazione di enologo alla sua lunga esperienza in paesi come l’Italia con la quale collabora, la Svizzera, la Germania, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Una passione che lo porta a continue ricerche e stimoli sempre nuovi, affinché il turista che mette piede nell’isola di Krk, possa tornare dalla sua vacanza, con un piacevole ricordo in più.

|