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Le Doc della Toscana: Orcia


Le Doc della Toscana: Orcia

Le Doc della Toscana: Orcia

Orcia D.O.C. (D.M. 22/11/2011 – G.U. n.294 del 19/12/2011)

zona di produzione
● in provincia di Siena: comprende i terreni vocati alla qualità, dei comuni di Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda, e parte del territorio dei comuni di Abbadia S. Salvatore, Chianciano, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena;

base ampelografica
bianco: min. 50% trebbiano toscano, possono concorrere le uve a bacca bianca, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, max. 50%;
anche riserva, rosato: min. 60% sangiovese, possono concorrere max. 40% le uve non aromatiche provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, a condizione che le uve a bacca bianca non superino il 10%;
con menzione del vitigno rosso: Sangiovese (anche riserva) min. 90%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve provenienti dalle varietà canaiolo nero, colorino, ciliegiolo, foglia tonda, pugnitello e malvasia nera, max. 10%;
Vinsanto o Vin Santo: min. 50% trebbiano toscano e/o malvasia bianca lunga, possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, max. 50%;

norme per la viticoltura
è ammessa l’irrigazione di soccorso;
i nuovi impianti e reimpianti devono prevedere un numero minimo di 3.300 ceppi/Ha;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 8 t/Ha e 10,50% vol. per “Bianco”, “Rosato” e “Vinsanto”, 11,50% vol. per “Orcia”, “Riserva”, “Sangiovese” e “Sangiovese Riserva”;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione e conservazione, ivi compresi l’invecchiamento obbligatorio e l’appassimento delle uve, devono essere effettuate nei territori amministrativi dei comuni compresi anche solo in parte nella zona di produzione. Le operazioni di imbottigliamento devono essere effettuate all’interno del territorio amministrativo della provincia di Siena;
è consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini, fatta eccezione per la tipologia “Vinsanto”, nei limiti e condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve prodotte nella zona di produzione delimitata o, in alternativa, con mosto concentrato rettificato o a mezzo di altre tecnologie consentite;
per la produzione del “Vin Santo” il tradizionale metodo di vinificazione prevede quanto segue:
   • l’uva, dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale;
   • l’appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei;
   • è ammessa una parziale disidratazione delle uve con aria ventilata e l’uva deve raggiungere, prima dell’ammostatura, un contenuto zuccherino non inferiore al 26%;
   • la vinificazione e l’invecchiamento devono avvenire in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiore a 3 hl per un periodo minimo di 18 mesi a decorrere dal 1° gennaio successivo all’anno di raccolta; dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio può essere contenuto in altri recipienti;
   • l’immissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve;
   • al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 16%;

norme per l’etichettatura
per tutte le tipologie della denominazione di origine controllata “Orcia” è obbligatorio indicare in etichetta l’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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