Le Doc della Sardegna: Mandrolisai

Mandrolisai D.O.C.
(D.P.R. 6/6/1981 – G.U. n.44 del 15/2/1982, ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito Ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Nuoro: comprende per intero il territorio dei Comuni di Atzara, Desulo, Meana Sardo, Ortueri, Sorgono e Tonara;
● in provincia di Oristano: comprende per intero il territorio del Comune di Samugheo;
► base ampelografica
● rosato, rosso, rosso superiore: min. 35% bovale Sardo, 20-35% cannonau, 20-35% monica, possono concorrere le uve degli altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Sardegna, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 10%;
► norme per la viticoltura
● è consentita l’irrigazione di soccorso;
● la resa massima di uva in coltura specializzata non deve superare 12 t/Ha e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale deve essere di 11% vol.;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione;
● il vino “Mandrolisai” Rosso ottenuto da uve con una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 11,5, qualora venga sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni, di cui almeno uno in botti di legno, e immesso al consumo con una gradazione alcolica complessiva di gradi 12,5, può portare in etichetta la menzione aggiuntiva “Superiore“. Il periodo d’invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;
► norme per l’etichettatura
● sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino “Mandrolisai” invecchiato deve figurare l’indicazione dell‘annata di produzione delle uve;
► legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
● Fattori naturali rilevanti per il legame
Il vino “Mandrolisai” prende il nome storico dall’omonima zona geografica di produzione, situata nella parte centro occidentale della Sardegna, con terreni in posizione favorevole allo sviluppo della vite, in cui ricadono i territori dei Comuni di Ortueri, Atzara, Sorgono, Tonara, Desulo, Meana Sardo e Samugheo.
La vegetazione naturale è costituita principalmente da macchia mediterranea (cisto, corbezzolo, lentisco, ginestra, mirto, leccio, ecc.), a tratti degradata o evoluta verso vere e proprie formazioni boschive, alternata a pascoli e colture. Il territorio viticolo si presenta distribuito su pianori e medie colline.
Dal punto di vista pedologico i terreni sono costituiti da terre brune e litosuoli su graniti e porfidi e su scisti cristallini e quarziti. Generalmente i terreni di disfacimento granitico presentano un’ottima dotazione di potassio scambiabile, mentre è tendenzialmente scarsa la dotazione di azoto e fosforo. La reazione risulta quasi sempre acida o sub-acida.
Sotto il profilo climatico la zona è caratterizzata da una temperatura media annua molto vicina ai 10°C. La quantità media di pioggia annua varia da 700 a 900 mm.
● Fattori umani rilevanti per il legame
Secondo accreditati autori il Bovale sardo, localmente denominato “Muristellu”, che costituisce la base ampelografica del Mandrolisai con Monica e Cannonau, sarebbe stato coltivato prima che in Sardegna, in Spagna e in Francia. Il Prof. Sante Cettolini, già direttore della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia di Cagliari sostiene che il “Muristellu” sardo provenga dal “Morastel” spagnolo, che quindi dalla Spagna sia stato importato in Francia e in Sardegna.
Il Muristellu quindi potrebbe essere stato introdotto in Sardegna dalla Penisola Iberica, nel periodo della dominazione aragonese e quindi a tale epoca almeno risale la sua coltivazione da parte dei viticoltori sardi.
In epoca successiva il Gemelli nel suo Rifiorimento della Sardegna (anno 1776) fa menzione del Muristellu, considerandolo come un vitigno in grado di fornire un vino di qualità.
Il vitigno Muristellu ha sempre goduto di buona fama tra i viticoltori isolani al punto che, dopo il flagello della fillossera abbattutosi in Sardegna a cavallo dei secoli XIX e XX, è stato ricoltivato su piede americano in misura almeno pari che in passato, andandosi maggiormente a concentrare nel Sassarese e al centro dell’Isola nella regione del Mandrolisai.
I vini a DOC “Mandrolisai” sono ottenuti da uve provenienti dai vitigni presenti nei vigneti secondo la seguente percentuale: Bovale sardo non meno del 35%; Cannonau dal 20% al 35%; Monica dal 20% al 35%. Possono concorrere alla produzione di detti vini anche uve di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione per la regione Sardegna presenti nei vigneti fino a un massimo del 10%.
La vite è allevata “ad alberello tradizionale” o modificato con l’ausilio di tutori, o in forme a spalliera poco espanse, con basse rese per pianta e per ettaro.
I viticoltori della zona nel 1950 decisero di unire le forze per migliorare la produzione e l’immagine del loro vino e costituirono la Cantina del Mandrolisai, che ha determinato un significativo sviluppo dell’industria enologica della zona tradizionale della Sardegna centrale interessata dalla produzione della DOC “Mandrolisai”.
Recentemente sono sorte aziende vitivinicole private che, nel trasformare le aziende di tradizione familiare e consorziandosi tra loro, promuovono il vino a DOC Mandrolisai in un’ottica di marketing territoriale.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Le caratteristiche chimiche e organolettiche proprie del vino DOC “Mandrolisai” sono strettamente connesse e influenzate dall’ambito geografico di produzione. I vigneti sono generalmente ubicati in terreni di alta collina, soleggiati, ben esposti, con temperature ottimali e buone escursioni termiche, ideali per la produzione delle uve delle varietà che concorrono alla formazione di questo
caratteristico vino.
Le caratteristiche pedoclimatiche del territorio concorrono a determinare la qualità del vino, di bel colore rosso intenso fino al granato, che esprime carattere, forza e contemporaneamente un’armonia gustativa morbida ed elegante, tipica del vino prodotto in questo territorio.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Il pregio e la qualità del vino a DOC “Mandrolisai” è la risultanza della vocazionalità ambientale e pedologica del territorio, dei pregi dei vitigni con cui è prodotta, dall’applicazione di una sana tecnica colturale ed enologica.
Il clima favorevole insieme ad una buona tecnica agronomica ed enologica hanno quindi permesso ai vini di affermarsi per la loro identità e originalità.
L’interazione tra l’ambiente e l’uomo ha portato alla specializzazione della coltura della vite in questo territorio, consentendo nelle diversità ambientali e tradizioni locali, di ottenere produzioni di qualità.
Questa interazione è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite e della vinificazione, che ai giorni nostri sono state migliorate e affinate grazie all’indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino a ottenere gli eccellenti vini prodotti attualmente con la DOC “Mandrolisai”
