Statistiche web
Doc e Docg

Le Doc della Puglia: Rosso di Cerignola


Le Doc della Puglia: Rosso di Cerignola

Le Doc della Puglia: Rosso di Cerignola

Rosso di Cerignola D.O.C. (D.M. 26/6/1974 – G.U. n.285 del 31/10/1974 – Modificato con D.M. 12/07/2013 Pub. sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)

zona di produzione
in provincia di Foggia: comprende il territorio del Comune di Cerignola, salvo la parte non idonea a produzioni vinicole con le caratteristiche previste dal presente disciplinare; l’intero territorio dei Comuni di Stornara e Stornarella; le isole amministrative del Comune di Ascoli Satriano intercluse nel territorio del Comune di Cerignola;

base ampelografica
(anche riserva) 55-85% uva di Troia, 15-30% negroamaro, possono concorrere sangiovese e/o barbera e/o malbech e/o montepulciano e/o trebbiano toscano max. 30%;

norme per la viticoltura
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata non deve essere superiore a 14 t/Ha e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 11,50% vol. (12,50% vol. per la versione Riserva);

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni di Stornara, Stornarella, Ascoli Satriano e Canosa di Puglia;
i vini a denominazione di origine controllata “Rosso di Cerignola” che intendano utilizzare l’indicazione della menzione Riserva devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni in botti di legno e, al momento dell’immissione al consumo, devono avere una gradazione alcoolica complessiva minima di 13%. Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio