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Le conseguenze delle gelate sui vigneti: un appello e i commenti dei produttori

Raccolgo con piacere l’iniziativa di Carlo Macchi di Winesurf, condivisa da Franco Ziliani di Vino al Vino, di coinvolgere direttamente i produttori nel raccontare la loro situazione dopo le gelate di questi giorni che hanno aggredito le loro vigne nella fase più delicata, con conseguenze in alcuni casi disastrose.

Invito quindi tutti i produttori a raccontarci la loro esperienza commentando su questo articolo o scrivendoci a lavinium@lavinium.com, sarà nostra cura dare voce ai vostri racconti, raccoglierli e diffonderli il più possibile affinché anche le istituzioni intervengano a vostro sostegno. Fatelo prima possibile perché i tempi sono stretti!

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L’APPELLO DI UN PRODUTTORE

I AM AGRICOLO news – Appello solidale
Ciao a tutti,
Questa volta purtroppo non vi scrivo per invitarvi a qualche evento o degustazione ma per rivolgere un appello a tutti gli appassionati di vino e viticoltura. Nei giorni appena trascorsi ci siamo accorti tutti di un forte abbassamento delle temperature (che di notte nelle zone più basse ha toccato i -1 C°) accompagnato da un forte vento. Queste condizioni inusuali per il periodo hanno determinato quello che in agricoltura si chiama “gelata primaverile” con danni gravissimi a piante giovani non ancora in produzione ma soprattutto alle piante produttive, con perdite anche del 100% della produzione 2017 e probabili ripercussioni anche per l’anno prossimo.
Nelle ultime 72 ore ho sentito al telefono molti produttori e hobbisti dell’alto Piemonte, dal novarese al canavese e vi assicuro che, per quanto un viticoltore possa mettere in conto accadimenti atmosferici che danneggino le colture, quando ti capita è un colpo fortissimo, non solo economico ma anche morale. Tutto l’impegno che ci metti per lavorare il meglio possibile per poi poterlo anche condividere con i veri appassionati e operatori del settore che amano questo mondo, lo vedi svanire in poche ore per un evento imprevedibile e senza nessuna possibilità di rimedio o cura.
Già da oggi però ci siamo messi tutti all’opera per rimuovere i tralci danneggiati e salvare il salvabile, forse anche per superare quel senso di impotenza e disperazione che pervade tutti noi in questo momento. Anche il vigneto del Vino del Sorriso e dei produttori di I AM AGRICOLO hanno subito danni rilevanti, con varie gradazioni ma purtroppo per alcuni la stagione è finita ancora prima di cominciare.
Vorrei quindi rivolgere un appello di solidarietà a beneficio dei produttori dell’alto Piemonte che hanno subito questa piaga. Non farò ovviamente dei nomi specifici, ma sui social (facebook e c.) ognuno di voi potrà trovare notizie precise sulle singole situazioni.
L’appello in sintesi è questo. Se nei prossimi mesi dovete acquistare delle bottiglie di vino per una cena, un regalo, una degustazione o semplicemente per voi stessi pensate magari di rivolgere l’attenzione verso i produttori locali. Questo non è solo un modo di sostenere economicamente chi in questo momento sta conteggiando il danno dal punto di vista economico, ma anche e forse di più di far sentire la vostra vicinanza agli amici produttori che durante le degustazioni sanno trasmettervi attraverso i loro vini emozioni, fatiche passione e convivialità. La soddisfazione più grossa per un vero viticoltore non è vendervi una bottiglia, ma poter condividere tutto questo con voi.
Erbaluce di Caluso, Coste della Sesia, Bramaterra, Lessona, Gattinara, Ghemme, Boca, Sizzano, Fara, Colline Novaresi, Canavese.
Tra tutte queste denominazioni c’è sicuramente il vino e il produttore che fa per voi…
Grazie. A presto
Gianni Moggio x I AM AGRICOLO project

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I COMMENTI DEI PRODUTTORI:

La settimana era incominciata benissimo, il lunedì di Pasquetta abbiamo fatto una grigliata nella vigna dei Campazzi con i bambini e tanti amici: una splendida giornata, le viti sono veramente belle con tanti grappolini che lasciano presagire una buona annata.
Le previsioni del tempo, però, annunciano un repentino abbassamento delle temperature ed infatti il martedì inizia a soffiare un vento fortissimo e gelido. Dal tardo pomeriggio inizio a monitorare le temperature e di notte ogni ora mi sveglio a controllare le capannine metereologiche sul pc e i termometri: siamo a 0°C, forse è andata bene…. il giorno dopo vado a visionare i vigneti e sono bruciati 1/3 del Motfrei e del Mottobello, però il Motziflon è salvo…. si susseguono le telefonate di amici vignaioli in cerca di notizie o di conforto per i propri danni, penso: “sono stato fortunato, il Motziflon è salvo”.
Trascorro una seconda notte agitata monitorando le temperature, certo di non lasciare trapelare la mia ansia ai miei figli Pietro, Luigi e Maria….. proprio mentre sto pensando di esserci riuscito arriva Pietro con la sua sensibilità e la sua empatia disarmanti: “papà sei triste per le vigne? posso aiutarti a scaldarle?” Fortunatamente mercoledi notte non ci sono problemi in quanto il termometro non scende al di sotto dei due gradi, le temperature si alzano, forse è passata…
Giovedi sera tutta la famiglia Brigatti esce a cena per festeggiare i brillanti colloqui con le insegnanti della scuola elementare, tornando a casa mia moglie Giulietta coglie nuovamente la mia preoccupazione e con la scusa di andare ad avvistare caprioli passiamo attraverso le vigne x controllare le temperature con il termometro dell’automobile: 11,5 ° C alle 23 di sera, non può gelare!! Purtroppo stamattina alle 5 il termometro nel cortile rileva 1°C: NO, proprio mentre ero tranquillo di aver schivato il peggio.
Venerdi mattina vado al Motziflon: mi accorgo di avere il viso bagnato, solcato da due grosse lacrime, mi vengono in mente alcuni produttori che sui social cercano solidarietà quando hanno poche viti da mostrare a giornalisti e clienti e comprano uva/vino per i propri vini e mi sale una rabbia. Poi, però, la rabbia si stempera in un sorriso pensando che solo un vignaiolo vero può ricevere dal proprio territorio e dai propri vigneti ferite profonde come questa, ma anche gioie e soddisfazioni di annate in cui le uve ci permettono di ottenere vini che sanno emozionare“.
Francesco Brigatti, vignaiolo in Suno (NO), Alto Piemonte

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“Quello che posso dire è riferito unicamente ai nostri vigneti, ove fortunatamente non abbiamo avuto gelate, la minima registrata nella giornata di ieri 20 aprile è stata di 2,5 gradi alle ore 7,00 del mattino, questo è dovuto principalmente al forte vento di ricaduta dalle Alpi che ha impedito alla temperatura di scendere sotto certi limiti, mitigando (sembra un paradosso)il tutto.
 Certamente anche la posizione dei vigneti ci ha aiutato, però il forte vento da nord con raffiche fino a settanta, ottanta km ora, ha martoriato la giovane vegetazione che era in largo anticipo per il periodo e ha causato la rottura di alcuni tralci e lo slabbramento di molte foglie soprattutto al Vigneto Castelle e nella parte più alta del San Francesco, fortunatamente nessun danno al nostro Osso San Grato dove eravamo già passati ad infilare tutti i tralci nei doppi fili e a fissarli con ganci.
 Episodi di gelate tardive, anche ai primi di maggio, erano frequenti fino alla metà degli anni novanta, ora non ci eravamo più abituati.
 Ma a parte questa considerazione, dobbiamo purtroppo farcene una ragione, il clima attuale è questo e noi non possiamo farci niente, quindi non esistono semplicemente più le stagioni oppure se preferite le mezze misure, capita che non piove per mesi e poi piove continuamente, oppure che fa caldo e troppo fuori stagione e poi repentini cambi di rotta, la natura ci ha messo milioni di anni a fare il nostro pianeta, l’uomo in poche migliaia riuscirà a distruggere il tutto”.
 Alberto Zoppis – Azienda Antoniolo – Gattinara (VC)

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“Purtroppo a San Casciano in Val di Pesa, le porte del Chianti Classico, la situazione è triste.
L’inizio della primavera quasi estiva ha ingannato il nostro sangiovese, quello esposto meglio e che cresce nel ciottolo di fiume tipico delle nostre colline sancascianesi.
Il gelo dell’alba del 20 di aprile ha tirato un rigo a quasi 300 metri di altezza sul livello, sotto il rigo un disastro completo, sopra non c’è malaccio.
Successe nella primavera del 2001, durante il Vinitaly, 16 primavere or sono; esattamente lo stesso rigo segnato con geometrica precisione anche allora.
Lo sconforto è enorme ma la natura pone rimedio, almeno a queste disgrazie”.
Duccio Corsini – Azienda Villa Le Corti – San Casciano in Val di Pesa (FI)

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“Ho affrontato queste ultime ore, cercando di monitorare la situazione in tutte le mie aziende, fortunatamente al Sud e nello specifici Vulture, Irpinia, Daunia, Pollino le temperature sono scese di molto, sfiorando lo 0° ma i giovani germogli non sono totalmente avvizziti, solo alcuni apici vegetatiti leggermente “bruciati” dal freddo.
In Toscana e nello specifico a Fiesole, la situazione è rimasta serena, molto freddo ma niente danni.
Invece nel Lazio, zona Colli della Sabina, la vigne ed in particolar modo dei bianchi sono state molto danneggiate, la vendemmia 2016 e’ stata compromessa.
Inizieremo subito con l’utilizzo di biostimolatori per far attivare subito le gemme latenti, lo scopo è quello di far partire queste gemme per cercare di recuperare 1/ 2 grappoli per germoglio.
Bisogna avere calma, ragionare applicando tecnica e biotecnologie.
Resto a completa disposizione verso tutti i contadini, vignaioli, imprenditori”.
Fabio Mecca – enologo

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Per quanto riguarda le gelate, ci sentiamo fortunati in quanto è stata colpita solo il 5% della superficie vitata.
La maggior parte dei vigneti, essendo terrazzati e ben esposti quasi tutti oltre i 300 metri, hanno avuto solo un rallentamento nella crescita per colpa delle temperature scese repentinamente la scorsa settimana. La piccola parte delle vigne colpite infatti, sono quelle situate a fondo valle e con esposizioni più ridotte. Purtroppo il caso più eclatante è proprio su una vigna giovane, non ancora in produzione, coltivata a Pinot Nero e Riesling Renano.
Il clima sta mettendo a dura prova il reparto agronomico delle produzioni che si trova continuamente a fare i conti con delle condizioni mutevoli e di difficile interpretazione. Grazie alla collaborazione che si è creata nel nostro Consorzio ed alla supervisione di grandi professionisti però, si cerca di affrontarle sempre nel modo migliore possibile.”
Marco Riva – Terre Lariane (CO-LC)

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Ciao Roberto. Finalmente trovo il tempo di scriverti due righe dopo una settimana di lavori intensi in vigna e di tensione per le temperature impazzite del meteo. Fortunatamente gran parte delle nostre vigne, soprattutto le Maggiorine e anche la nuova nata del Pettirosso, non hanno subito danni da gelo, tranne un po’ di piante (barbatelle e viti più giovani) al Motto che per conformazione risente maggiormente le correnti fredde.
Siamo solo all’inizio della stagione, quindi fatico a fare tante parole perché come dice il proverbio familiare: “non dire vino finché non è nel tino”.
Elena Conti – Cantine del Castello Conti – Maggiora (NO)

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…che dire? La stagione non è ancora partita del tutto e stiamo già facendo le nostre conte.
Ieri sera con Alfonso (Rinaldi) e Tiziano (Mazzoni) ci sentivamo già privilegiati: Alfonso non ha avuto danni e anch’io sono stata fortunata, Tiziano conta qualche danno nelle vigne di Cavaglio mentre a Ghemme le cose sembrano essere andate meglio.
Ma non possiamo non pensare ai tanti amici a cui è andata diversamente e al tuffo al cuore nell’aprire il messaggio con il video che scorre piano sui germogli bruciati dal gelo, o nel leggere delle due lacrime che scorrono sul viso al mattino presto mentre ti rendi conto di quanto è andato perso.
La fatica dell’essere viticoltore o comunque contadino sta qui, non certo nelle braccia e nella schiena che si piega inchinandosi alla terra!
Ciao e un incoraggiamento a tutti quanti.
Francesca Castaldi – Briona (NO)

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Silenzio scaramantico, caro Roberto. Scampati alla grandinata che ha letteralmente distrutto alcune zone, abbiamo subito danni anche noi in una vigna giovane ed alle barbatelle di rimpiazzo delle altre, ma nel quadro generale non possiamo lamentarci. Siamo ad aprile, la strada è assai lunga per la vendemmia e questo inizio ci lascia col fiato sospeso e dita incrociate. Dal profondo del cuore un abbraccio carico di affetto e comprensione a tutti i colleghi“.
Giovanna Rizzolio – Cascina delle Rose – Barbaresco (CN)

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Qui in Alto Monferrato ovadese situazione piuttosto grave, anche se non uniforme..noi abbiamo perso per quest’anno la produzione della vigna di albarossa, e il 60% almeno di quella di nebbiolo, entrambi impianti giovani… sono partiti anche tutti i rimpiazzi degli ultimi anni nelle vigne vecchie..il grosso, per fortuna, sembra aver resistito: tutte le vigne vecchie o adulte, dai 25 ai 60 anni, sembrerebbero a posto… vedremo meglio nei giorni prossimi, ora che questa maledetta ondata di gelo pare essersene andata… qui tutti dicono che a memoria d’uomo non si era mai visto qualcosa di simile a fine aprile…“.
Lidia Carbonetti – Rocco di Carpeneto – Carpeneto (AL)

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Bollettino di oggi ore 16:23. Tre giorni fa tra le 3:00 alle 6:30 -0,2 c°, poi Ieri mattina -2,4°, stamattina – 1,8°. Domattina vedremo. Tre giorni fa, allertato, mi sono organizzato con fuochi e presse di paglia dalle 4:45 alle 6:30, qualcosa avevo fatto con dispendio di energie e soldi (operai, lavoro notturno, legna ecc.). Poi ieri sera sono andato ad una degustazione a Prato di annate degli anni ’90 (Io avevo il Doccio a Matteo 1999) e sono tornato alle due di questa mattina. Voglia di fare zero, per cui mi son detto: al diavolo, lascio!. Ma stamattina il 25% di danno si è evidenziato nelle parti più basse dei vigneti. Colpa mia? Non lo so, non si può lasciare mai evidentemente, ma abbiamo solo una vita, per Dio! Comunque in fondo rimango positivo per passione e poi perché la vite ha una straordinaria capacità di ripresa e solo dai dolori nascono le migliori cose. Ricordo il 1997 che poi si rivelò un’annata fantastica proprio per le riduzioni naturali delle produzioni da brinata.
Domattina dovrebbe essere un poco meglio, speriamo.
Comunque ragazzi, fare il vignaiolo è un mestiere dove occorre davvero molta resistenza, anche se mi rendo conto che è per tutti così: la natura comanda. Un’ultima considerazione: sicuramente questo problema si ripercuoterà sui prezzi dei vini, in aumento“.
Paolo Cianferoni, Az Agr Caparsa, Radda in Chianti, Siena

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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