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Oggi non me la sento proprio di parlare di vino e cibo. Guardo quello che succede intorno a me e il mio stomaco si contrae, non è possibile che nemmeno di fronte a centinaia di morti per l’ennesima tragedia nei nostri mari, si senta il bisogno di fermarsi dalle nostre consuetudini, dai nostri articoli intrisi di piaceri decisamente futili e del tutto avulsi dalla realtà (non mi riferisco certo a chi si spacca la schiena in vigna per fare un buon vino, penso invece a quanti ettolitri di vino e quintali di cibo vanno perduti ogni anno semplicemente per “degustazioni”, mentre gran parte del pianeta non ha neanche da bere acqua…). Una realtà in cui si muore fuggendo dalla guerra, una guerra che non nasce mai per caso, ma grazie ad un commercio di armi che producono proprio quei Paesi che affermano di essere per la pace, e fra i quali ci siamo anche noi. No, non posso proprio parlare di vino e cibo, cose che mi posso permettere di raccontare perché sono privilegiato, ho l’acqua potabile, posso mangiare tutti i giorni, ho una casa, una famiglia, una vita che mi consente di non lamentarmi di nulla. Invece si vive in un mondo dove hai sempre l’impressione che ti manchi qualcosa, un circo Barnum fondato sui falsi bisogni, sul bombardamento pubblicitario, improntato a farci consumare ogni giorno cose che spesso non ci servono, non ci fanno stare meglio, ma funzionano molto bene come palliativo, come effetto placebo per non guardarci dentro. Ci vogliamo fare un tattoo? Vogliamo riempirci di piercing o acquistare IPad, Ipod e compagnia bella? Lo possiamo fare, certo, magari ci indebitiamo pure per poter fare ciò che crediamo ci serva o ci dia un’illusoria soddisfazione di avere dato un senso alla nostra vita. Intanto milioni di bambini muoiono di fame e di sete ogni giorno, mentre noi con l’acqua corrente ci laviamo i piatti, ci facciamo il bagno caldo, magari riusciamo anche a farci l’auto nuova, altrimenti possiamo sempre comprarci bei vestiti, che vanno a rimpiazzarne altri che non usiamo solo perché ci sembrano fuori moda, e poi c’è il televisore, ormai necessario solo per chi si vuole abbonare a Sky per vedersi le partite; ogni tanto dobbiamo andare al bar, altrimenti il bar chiude, ogni tanto dobbiamo andare al ristorante, altrimenti il ristorante chiude, ogni tanto dobbiamo andare a spendere, ci piaccia o no, altrimenti il sistema fallisce. E poi dicono che siamo liberi di scegliere… E ora centinaia di morti, molti dei quali non verranno mai ritrovati, il mare non è tenuto a restituirceli. Tutto per una coperta, usata per tentare di farsi vedere da un popolo con la pancia piena, incapace di andare incontro a chi non ha più niente, per paura di perdere i suoi vacui privilegi. Non riesco a dare la colpa a qualcuno in particolare, perché la colpa è di tutti, noi contribuiamo ogni giorno con il nostro comportamento e le nostre scelte ad alimentare questo sistema di vita che non ha mai reso felice nessuno, ma sembra ritorcersi contro un pianeta arrivato alla frutta. La razza umana ha fallito il proprio percorso evolutivo, ha troppi cadaveri sulla coscienza, il pianeta stesso sta perdendo ogni giorno un pezzo di sé, risucchiato da un’idrovora che non si arresta, che per sopravvivere crea deserti, ingaggia guerre spietate per strappare le risorse ad altri esseri umani, senza alcuna crisi di coscienza. Si specula persino sulle malattie e sulle sofferenze. Non c’è un solo politico che si renda conto che “la ripresa” NON è l’obiettivo per un futuro diverso, dove tutto quello che sta accadendo non si ripeta più. Non ci sono propositi nuovi ma un’infinita aridità, siamo miliardi eppure è come se fossimo soli, ognuno chiuso nel proprio piccolo mondo, nella propria quotidianità, alla ricerca di una distrazione che gli permetta di svoltare la giornata, ma nessuno si pone la domanda se oggi è davvero giunto il tempo di voltare pagina, di cambiare registro, di smetterla di giocare con le vite nostre e degli altri, di ridare il giusto valore alle cose, prima che sia davvero troppo tardi. I politici che abbiamo al governo sono lo specchio fedele della nostra mancata coscienza e responsabilità. E’ così comodo delegare, basta una crocetta e poi posso tornare a farmi i cazzi miei. Beh, non ha funzionato, mai scesi così in basso. Intanto bambini e giovani donne incinte sono morti in una situazione inimmaginabile, che ha messo in ginocchio Lampedusa e i suoi abitanti e che non si arresterà, poiché una gran parte degli abitanti del pianeta è disperata e farà di tutto per salvarsi andando incontro a chi sta meglio. Lo abbiamo fatto anche noi, ma sembra che ce lo siamo del tutto dimenticato.
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