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Schietta, vivace, bevibile, mandorlata e minerale: è la garganega di Brunelli, coniugata nelle versioni “andante” del Pa’ Riondo, e “con brio” del Carianum, bianco secco di punta aziendale. Veste gialla vivace per ambo le versioni, più paglierina nel Pa’ Riondo, più carica nel Carianum, in entrambe caratterizzata da riflessi verdolini. Fiori di sambuco e acacia nel primo vino; più maturi di acacia e gelsomino nel secondo. Tendenza sauvignon nel Pa’ Riondo, foglia di pomodoro, salvia e lieve frutto della passione; intriganti nuances moscate, di rosa tea, nel Carianum. Mandorla netta, franca, in entrambi. Nel primo più amaricante, d’albicocca, nel secondo più matura, che si fa dolce e nocciolata con l’ossigenazione, accompagnata da frutto in quantità, da uva quasi masticabile, da sentori agrumati. Più agile il Pa’ Riondo; più strutturato, complesso, il Carianum. Sapidi, decisamente minerali, entrambi. Finale coerente e fine. Dulcamaro per il Pa’ Riondo, di nettare d’acacia e mandorla; fruttato, mandorlato e nocciolato per il secondo, che rasenta l’eccellenza. Ostriche, antipasti di mare e risotti marinari col primo; secondi di pesce, crostacei e, da non mancare, ottimo salmone scozzese affumicato con il Carianum. Dieci-dodici gradi centigradi la temperatura di servizio per entrambi; calice medio-piccolo per il Pa’ Riondo, anche ballon per il Carianum, lo merita. Valutazione: @@@@ per entrambi. Raggiunte appena dal Pa’ Riondo (86/100), tendenti a cinque per il Carianum (89/100), raggiungibili senz’altro negli anni a venire, con la maturazione in bottiglia, che lui non teme.
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