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InvecchiatIGP: Lacrima di Morro d’Alba Rùbico 2004 Marotti Campi

Panorama azienda Marotti Campi
Panorama azienda Marotti Campi

Esistono bottiglie che non si limitano a essere buone: fanno domande. Il Rùbico 2004 di Marotti Campi è una di queste, e la domanda che pone riguarda un vitigno intero – il Lacrima di Morro d’Alba DOC – e il pregiudizio silenzioso che lo accompagna, quello di essere un vino dell’immediato, bello e fragrante ma poco incline a invecchiare con dignità.
Per capire come sia possibile che un’etichetta del genere rimetta in discussione questa lettura, vale la pena partire da chi la produce. I Marotti sono a Morro d’Alba dalla metà dell’Ottocento: non una startup del vino naturale, non un progetto di ritorno alla terra, ma una famiglia che conosce questi suoli argillosi da generazioni.

Lorenzo Marotti Campi
Lorenzo Marotti Campi

Oggi l’azienda conta circa 50 ettari e dalla fine degli anni ’90 – con la costruzione della nuova cantina – ha scommesso con decisione sulla qualità degli autoctoni marchigiani, cercando un equilibrio tra identità territoriale e precisione espressiva che non sempre il mercato sa apprezzare subito.
Il Lacrima, in questo contesto, non è mai stato un ripiego. È un vitigno raro, confinato in un areale ristretto della provincia di Ancona, plasmato da suoli argillosi e dalla vicinanza del mare: uno dei pochissimi rossi aromatici italiani, con quella firma olfattiva di rosa, viola e spezie che lo rende immediatamente riconoscibile. Ed è proprio questa seduzione immediata a condannarlo, nell’immaginario comune, a una dimensione di gioventù, come se la bellezza esplicita escludesse la profondità.

vitigno lacrima

Il Rùbico nasce da uve Lacrima in purezza, vinificate prevalentemente in acciaio per preservarne la fragranza. Un vino pensato, nelle intenzioni, per essere bevuto presto. Vent’anni dopo, quella intenzione racconta solo metà della storia.
Il colore è ancora rubino, percorso da riflessi granata che suggeriscono evoluzione senza cedimento. Al naso la centralità floreale si è ritirata per lasciare spazio a qualcosa di più oscuro e interessante: cola, radici, liquirizia, tamarindo, erbe officinali, una balsamicità che ricorda gli amari.

Lacrima di Morro d'Alba Rùbico 2004 Marotti Campi

Non è un vino che ha perso il filo, è un vino che ha cambiato discorso mantenendo la stessa voce. In bocca si muove con una leggerezza quasi ingannevole, sorretto da un’acidità integra e da tannini che il tempo ha levigato completamente: gioca di tensione più che di massa, e chiude lungo, speziato, pulito, con una vitalità che non ti aspetti.
È qui che il Lacrima di Morro d’Alba rivela qualcosa che raramente gli viene riconosciuto: la capacità di attraversare il tempo senza dissolversi, di trasformarsi senza tradirsi. Una faccia nascosta di un vitigno che il mercato ha frettolosamente catalogato, e che bottiglie come questa continuano, pazientemente, a smentire.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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