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Con i suoi 600 ettari vitati, di cui solo un terzo, 207,81, iscritti all’albo Doc, posti tra i 350 metri della Bassa Valle e gli oltre mille metri della zona di Morgex, ai piedi del maestoso Monte Bianco, la Valle d’Aosta, costituisce una delle più piccole zone vinicole italiane. La superficie vitata media per azienda non supera la quota, irrisoria, di 0,25 ettari e la produzione, assolutamente di nicchia, parla (stime 2004) di 32000 quintali di uva, ovvero di 20400 ettolitri, di cui 10713 Doc (per il 40% riferiti a vini bianchi e per il 60% a rossi e rosati), pari a 1.700.000 bottiglie (riferito ai vini Doc e ai vini da tavola) in larga parte non distribuite al di fuori della provincia di Aosta.
Una zona che si caratterizza per una viticoltura veramente “di montagna”, con vigneti a forte pendenza e terrazze di roccia costruite e conservate nei secoli con un faticoso ed “eroico” lavoro dell’uomo. La produzione, proposta da 6 cantine cooperative, dall’Institut Agricole Régional e da circa 35 piccoli viticoltori (vedi il sito dell’Associazione Viticulteurs Encaveurs Vallée d’Aoste), ricade completamente nella Doc Valle d’Aosta e prevede sia indicazioni geografiche sul modello francese (Blanc de Morgex, Enfer d’Ervier, Donnas, ecc.), sia vini con indicazione delle diverse varietà coltivate, vitigni internazionali quali Chardonnay, Gamay, Müller Thurgau, Pinot noir, ma soprattutto originali varietà locali a bacca rossa quali Fumin, Cornalin, Mayolet, Petit rouge, Vien de Nus o, in bianco, il Prié blanc di Morgex o la Petite Arvine, successivamente portata in Svizzera. Varietà, queste, vinificate in purezza, oppure in blend con il contributo di uve quali Dolcetto, Nebbiolo, Freisa, (provenienti dal vicino Piemonte) e altre.
Grazie a questa compresenza di uve antiche e autoctone, la Valle d’Aosta può oggi contare su vini di assoluta personalità e vitigni sui quali, in particolare il Fumin, il Cornalin, esportato in Svizzera nel Vallese (dove è diventato Humagne Rouge) intorno agli anni Quaranta e poi riscoperto in patria, ed il Mayolet, senza dimenticare il Vien de Nus, la Vallée a mio avviso deve assolutamente puntare. Questo anche se le superfici vitate sono ancora ridotte: meno di 10 ettari per il Fumin, circa due per il Cornalin e poco più di uno per il Mayolet. Da oltre un centinaio di vini degustati ad Aosta a fine agosto nell’ambito della nona edizione dell’Esposizione dei Vini Doc de la Vallée d’Aoste, (vini che si esaltano sulla gustosa cucina locale), ho selezionato questi 11 vini. Vini introvabili, se non in zona, perché prodotti in poche migliaia di bottiglie.
Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de la Salle 2004 Maison Albert Vevey Da vigneti a 1000 metri d’altezza un tipico bianco stile Morgex, colore paglierino brillante traslucido, dall’elegante bouquet floreale sapido e minerale e dal nerbo preciso, incisivo, con un finale lungo e un’acidità fresca e viva. Un piccolo grande vin de terroir. mariovevey@tiscalinet.it
Valle d’Aosta Chardonnay 2004 Maison Anselmet Colore paglierino brillante carico brillante, un naso di buona intensità aromatica, note di agrumi, ananas e una buona mineralità per questo Chardonnay vinificato e affinato in acciaio. In bocca è largo, pieno, maturo, con un alcol bilanciato e un’acidità calibrata che equilibra il frutto. renato.anselmet@tiscali.it
Valle d’Aosta Pinot Gris 2003-4 Lo Triolet Marco Martin Salda personalità per il Pinot gris, annate 2003 e 2004 di questa piccola azienda. Molto elegante, sapido, con una precisa nota di mandorla e di pera William il 2003, frutta carnosa, grande ampiezza e spalla precisa per il 2004, ancora giovane, ma destinato ad una lunga evoluzione in bottiglia. lotriolet@vievini.it
Valle d’Aosta Torrette Clos de Château Feuillet 2004 Cantina Di Barrò Da uve Petit Rouge, più piccole percentuali di Mayolet, Vien de Nus, Premetta e Cornalin, un autentico, schietto Torrette di grande stoffa e carattere, dai profumi intensi e freschi di mora, ribes, sottobosco, tannini ben sostenuti e una spiccata nota terrosa-minerale. Giovane, ma con ottimo potenziale d’evoluzione. Tel. e fax 0165 95260
Valle d’Aosta Petit rouge 2004 Giulio Moriondo Anche dall’uva (rossa) più diffusa in Aosta Valley come il Petit rouge si possono ottenere vini di buona personalità, come questo, giocato su una notevole vinosità e freschezza, su un frutto morbido ma vibrante, che attenua il carattere leggermente spigoloso e la tannicità. Ottimo in abbinamento al re dei formaggi valdostani, la squisita Fontina d’alpeggio. vinirari@vinirari.it
Valle d’Aosta Fumin 2004 Crotta di Vegnerons Da una wine-coop nota soprattutto per il Muscat de Chambave passito, un gran bel vino, ottenuto dalla più interessante e promettente varietà autoctona rossa valdostana, dal naso fitto e speziato, con aromi profondi di mora di rovo e accenni selvatici. In bocca un frutto carnoso e una polpa succosa abbinati ad una salda struttura tannica. 7000 bottiglie prodotte e un ottimo rapporto qualità prezzo. info@lacrotta.it
Valle d’Aosta Fumin 2004 Maison Vigneronne Frères Grosjean Ancora molto giovane, ma con ottima possibilità d’evoluzione, colore rubino violaceo intenso, profumi selvatici di sottobosco, uno spiccato carattere minerale. In bocca deve ancora ammorbidirsi, con tannini terrosi che mordono, ma la materia e la lunghezza sono molto interessanti. grosjean@vievini.it
Valle d’Aosta Cornalin 2004 Rosset Ottimo esordio per questa piccola cantina grazie a questo vino dai profumi intensi, terrosi, selvatici, con richiami di cuoio e sottobosco e dal frutto carnoso, con un’elegante tessitura ed un finale largo e persistente, che conferma il pregio del vitigno Cornalin diffuso anche in Svizzera. saintroch@saintroch.it
Valle d’Aosta Nus rouge 2004 Crotta di Vegnerons Prodotto in una limitata zona around Nus village, un uvaggio il cui vitigno principale, almeno il 50% è la storica varietà locale Vien de Nus. Il risultato è un vino di grande piacevolezza e dolcezza di frutto, succoso, morbido e senza spigoli, profumato di lampone e ribes e con un ricordo floreale che richiama la viola. info@lacrotta.it
Valle d’Aosta Mayolet 2004 Costantino Charrère Valle d’Aosta Mayolet 2003 Cantina Di Barrò Grande varietà tutta da scoprire, con le sue notevoli potenzialità, anche il Mayolet, come dimostrano queste due diverse interpretazioni. Più equilibrato, levigato, giocato su un frutto rotondo e succoso il vino di Charrère; dotato di maggiore densità e profondità aromatica, di un frutto più consistente, maggiore spalla e struttura tannica, il vino della Cantina Di Barrò. info@lescretesvins.it
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