Anteprime Toscane 2024: last but not least, L’Altra Toscana

Per una volta voglio partire dall’ultima giornata dedicata alle Anteprime Toscane 2024, la consueta presentazione delle denominazioni più importanti della regione. La scelta non è casuale, ma meditata, infatti “L’Altra Toscana”, che si è svolta lunedì 19 febbraio nel Palazzo degli Affari a Firenze, rappresenta a pieno diritto un racconto ad ampio spettro di alcune zone vitivinicole che, ingiustamente, vengono considerate in tono minore e messe quasi sempre ai margini della lunga kermesse.
In questo calderone nuotano interessanti realtà come Orcia, Montecucco, Montescudaio, Suvereto, Carmignano, Chianti Rùfina (quest’anno tutto dedicato ai vini del progetto Terraelectae), Cortona, Terre di Pisa, Valdarno di Sopra, Terre di Casole, Grance Senesi, Val di Cornia, Maremma Toscana e i numerosi satelliti IGT che hanno dato un importante contributo allo sviluppo del vino toscano.
L’Associazione L’Altra Toscana, il cui presidente è Francesco Mazzei, riunisce, quindi, la bellezza di 14 consorzi, con un imbottigliato che rappresenta più di un terzo di quello di tutta la regione.
Certo, una sola giornata rende impossibile a chiunque di assaggiare tutti i vini proposti, oltre 400, pertanto è inevitabile dover fare delle scelte; ho optato per alcune denominazioni di cui mi interessava capire lo stato dell’arte, più una serie di assaggi “fuori dal coro” di vini noti e meno noti.
Prima di passare agli assaggi, vorrei aggiornarvi sulla situazione delle anteprime: come molti sapranno, fino a qualche anno fa erano tutte unite, poi il Consorzio del Brunello ha ritenuto più utile ai fini commerciali anticipare “Benvenuto Brunello” a novembre, mentre da quest’anno anche l’Anteprima Vernaccia di San Gimignano viaggerà per conto proprio, il 16 e 17 maggio, in questo caso direi a tutto vantaggio dei vini, che verranno presentati finalmente con qualche mese di affinamento in bottiglia.
Restano unite, quindi: Chianti Classico Collection, Anteprima Nobile di Montepulciano e Chianti Lovers & Rosso Morellino, precedute da PrimAnteprima, che prevede solo degustazioni ai banchi d’assaggio.

L’unica mia perplessità è nella distribuzione di queste anteprime, dato che quella del Nobile è l’unica a svolgersi a Montepulciano, non capisco il senso di averla inserita al centro, mettendoci nelle condizioni di dover fare una doppia trasferta Firenze-Montepulciano e Montepulciano-Firenze, dove si svolgono tutte le altre manifestazioni.
Anche dal punto di vista organizzativo, non è più dispendioso? Non sarebbe più logico mettere il Nobile alla fine? Probabilmente per i giornalisti esteri che viaggiano in aereo quella attuale è la soluzione migliore…
LA DEGUSTAZIONE
Premessa. Non è mia intenzione fare alcun tipo di polemica, ma credo che sarebbe ora che le associazioni di sommelier (tutte!), durante il servizio di mescita utilizzassero il drop stop, ovvero il salva goccia, per evitare qualsiasi rischio di perdite di liquido, che oltre a macchiare tovaglie e quaderni, a volte può mettere in pericolo i computer e i vestiti di chi lavora. Impossibile che i sommelier versino decine di vini senza mai perdere una goccia, perché farli sentire in imbarazzo quando ciò accade, quando potrebbero lavorare molto più serenamente con quel semplice ma prezioso dischetto in alluminio e PET?
ORCIA DOC
Sangiovese 2020 – Atrivm: trama interessante, buona freschezza di frutto, ciliegia, prugna, bello slancio floreale, una bella rosa e poi viola mammola; bocca di ampio respiro, fresca, con un tannino di ottima grana, c’è sapidità, finale coerente e progressivo.
Sangiovese Miraggio Rosso 2018 – Bagnaia: attacca con un fresco bouquet floreale, poi lampone e ciliegia, bella pulizia espressiva, anche balsamico; al palato è leggermente diluito, si sente una materia piuttosto leggera, ma la freschezza c’è, tannino ben integrato, finale molto piacevole.
Sangiovese Riserva Il Tocco 2019 – Campotondo: naso meno definito, toni più scuri, poi si apre alla mora e al mirtillo, emergono anche la viola, la liquirizia e note di macchia; in bocca è ancora scomposto, un po’ asciugante, meno sciolto nel rivelarsi, ma ha una certa materia e sensazioni che rimandano a un vino d’altura, buona lunghezza.
Sangiovese Riserva Frasi 2020 – Marco Capitoni: percorso espressivo variegato, ciliegia sotto spirito, balsamico, man mano si apre anche al floreale, al palato è ancora giovane, ha freschezza da vendere, bisognoso ancora di equilibrarsi ma di ottima fattura, finale molto pulito e in continuo movimento.
Cenerentola 2019 – Donatella Cinelli Colombini: naso inizialmente chiuso e leggermente impreciso, poi ciliegia dolce, visciola, agrumato, balsamico, inizio speziatura, al palato è coerente, buona espressione di frutto, tannino di buona grana, fresco e arioso, stimolante.
Newton Rosso 2021 – Fabbrica Pienza: slancio di ciliegia sotto spirito e piccoli frutti, bocca fresca, ancora molto giovane, non ha grande ampiezza ma il finale è decisamente promettente.
Riserva Tinia 2020 – Fabbrica Pienza: frutto composito, naso molto da sangiovese, colore leggero, viole, al palato ha buona freschezza, molto meno indietro di quanto sembrasse inizialmente, prosegue lineare, vivo, piacevole, sapido.
2019 – La Grancia di Spedaletto: rivela subito la maturità del frutto, tipico dell’annata, sotto i fiori passiti, leggero legno; al palato ha freschezza, bel ritorno fruttato appagante, la trama è interessante e balsamica, il tannino ben gestito, finale in buon equilibrio.
Riserva 2019 – La Grancia di Spedaletto: Se all’olfatto sembra ancora bisognoso di assestarsi, per la presenza boisé e un frutto già piuttosto maturo, al palato colgo una rassicurante freschezza, non disgiunta dalla materia agrumata, il tannino deve ancora acquietarsi ma il tempo gli darà ragione.
Sangiovese Sesterzo 2019 – Poggio Grande: ennesimo esempio dei tratti dell’annata, negli slanci di prugna quasi sotto spirito, manca però di precisione e appare fin troppo avanti; in bocca conferma queste impressioni, finale senza spinta fresca.
Riserva Di Testa Mia 2018 – Poggio Grande: naso maturo, toni scuri, prugna, marasca, in bocca ha discreta freschezza, piuttosto austero, finale che riprende vita rivelando una buona energia, pur con un tannino non finissimo e ancora non risolto.
Sangiovese Sasso di Sole 2021 – Sasso di Sole: colore rubino vivo e luminoso, si schiude a piccoli frutti, ciliegia, leggera amarena, cenni agrumati; al palato ha una bella freschezza, è ancora tutto in costruzione ma la beva non manca, sicuramente crescerà, per ora deve ancora equilibrarsi.
Sangiovese Sasso di Luna 2021 – Sasso di Sole: qui andiamo meglio, viola, ciliegia nera, visciola, balsamico, cenni di alloro e timo; al palato è ancora un po’ incerto, il frutto torna, c’è freschezza, molto giovane ma promettente.
Sangiovese Aetos Biodinamico 2020 – Tenuta Sanoner: si apre alla ciliegia matura, visciola, terroso, cardamomo, sentori di macchia mediterranea; al palato è ancora impreciso, un po’ asciugante, non si rivela del tutto, per ora è piuttosto faticoso e contratto.

BARCO REALE DI CARMIGNANO DOC
Ser Biagio 2023 – Tenuta di Artimino: bel rubino vivace, naso di fragolina di bosco, ciliegia, violetta, al palato è ovviamente giovanissimo, però il frutto tornisce il sorso e il tannino è ben nascosto, finale arioso e convincente.
2022 – Il Sassolo: ciliegina di bosco, leggero agrume, bocca fresca, piacevole, tannino leggero, fruttato, semplice ma davvero godibile e armonioso.
Barco Reale 2022 – Tenuta di Capezzana: profumo già ben delineato, frutto pieno e convincente, tanta viola e ciliegia, elegante in bocca, fresco, buona struttura, carattere, beva profonda e di ottima persistenza, vino di altra categoria in questa tipologia.
2022 – Castelvecchio: attacco non del tutto rifinito, frutto maturo, ciliegia, mora; al palato è ancora scomposto, tannino che deve assestarsi, buona freschezza.
Barbocchio 2023 – Tenuta Ceri: tanta ciliegia e visciola in un contesto che manca un po’ di precisione; bocca in tensione tannica, freschezza che deve integrarsi, giovanissimo, la dolcezza del frutto stona con una trama tannica ancora troppo in tensione.
CARMIGNANO DOCG
Carmione 2022 – Fabrizio Pratesi: decisamente maturo all’olfatto, quasi di uva cotta, prugna disidratata, percorso al momento difficile e disomogeneo; anche al palato non è preciso, il tannino e il frutto non si fondono, la sensazione è di un vino che deve ancora rivelarsi.
Il Sasso 2022 – Piaggia: caffè, frutto scuro, liquirizia, trama che sembra molto indirizzata, ma dal punto di vista tecnico nulla da dire; il sorso comunica un tannino e un’acidità che ancora sono slegati da un frutto scuro e austero, si sente però la materia importante, al momento un po’ soffocata e contratta.
2022 – Castelvecchio: torna la ciliegia, il mirtillo, guizzi di rabarbaro; al palato è ancora in tensione, acidità e tannino che spingono e una polpa che lotta per tenerli sotto controllo, chi vincerà?
Santa Cristina in Pilli 2021 – Fattoria Ambra: trama fine, terroso, eucalipto, erbe aromatiche, frutto fine e agrumato; in bocca ha carattere, profondità, tannino vibrante, c’è freschezza e precisione, vino tutto in crescita, di grande fascino.
2021 – Tenuta Le Farnete: frutto maturo, un po’ appesantito, bocca dove la materia scivola un po’, non c’è particolare asperità ma manca di eleganza e non conquista.
Santa Cristina a Mezzana – Il Sassolo: meno nitido del Barco, però affatto banale, non punta a un grande frutto ma più a un gioco di spezie ed erbe aromatiche; al palato conferma di avere stoffa, freschezza e determinante lunghezza.
Poggilarca 2021 – Tenuta di Artimino: naso maturo, legno dolce, vaniglia; in bocca conferma questa maturità e dolcezza che poi non trovano fusione con il tannino, manca un po’ di sincerità espressiva.
Villa di Capezzana 2020 – Tenuta di Capezzana: indubbiamente giovane ma pimpante, si apre a note di eucalipto, ciliegia matura, legno di liquirizia; bocca fresca pur con un frutto maturo e un tannino ancora mordace, vino di livello che è ancora in fase adolescenziale.
Villa di Capezzana 10 anni 2014 – Tenuta di Capezzana: non potevo esimermi dal degustare questo grande vino dal naso complesso e profondo di eucalipto, menta, note boschive, arancia sanguinella matura, leggero tabacco, felce, grande pulizia espressiva, bocca intensa, non si sente l’annata piovosa, c’è ancora una bella freschezza, tensione, il vino sembra avere davanti ancora tantissima strada, spettacolo da un’annata simile.
Riserva Anteprima 2021 – Tenuta Le Farnete: maturo, molto frutto scuro, prugna, mora, al palato ha densità ma è anche in cerca di equilibrio, non ha grande slancio, chiude cupo e leggermente faticoso.
Piaggia 2021 – Piaggia: ovviamente concentrato nel colore, note di cacao, balsamico, frutto maturo, liquirizia, menta; al palato è corrispondente, studiato nel dettaglio, poco territoriale ma fatto molto, molto bene.
Montalbiolo 2020 – Fattoria Ambra: colore del tutto diverso, trasparente, con cenni granata, naso elegante, floreale, di una balsamicità naturale, torna l’agrume, ciliegia sotto spirito ma di classe, bellissimo anche in bocca, fresco, balsamico, invitante, tannino finissimo, grande esempio di Carmignano.
Elzana 2020 – Fattoria Ambra: naso fine, meno diretto, ma di bella eleganza, un frutto tornito e non ipermaturo, anzi, bocca di bella dinamica, fresca, leggiadra, non ha pesantezze, tannino più importante ma di bella grana, l’astringenza dura un attimo, certamente ha più bisogno di tempo, ma è la natura di questo vino, sull’allungo avrà pochi rivali.
2020 – Tenuta Le Farnete: rubino profondo, naso scuro di mora, mirtillo, al palato è corrispondente, è chiaro lo stile aziendale, c’è freschezza, più spinta, finale che sa farsi apprezzare.
Grumarello Riserva 2020 – Tenuta di Artimino: lo stile continua ad essere un po’ internazionale, mi aspettavo un percorso diverso da questa storica azienda, detto questo il vino merita grazie ha un frutto pieno e maturo, ciliegia, mora, buona dose di freschezza e una materia ben gestita, finale di respiro grazie alla vena balsamica, il tannino è ben integrato.
Trefiano Riserva 2019 – Tenuta di Capezzana: il millesimo spinge più sul frutto scuro e maturo ma sempre con ottima definizione, si sente anche la macchia mediterranea, bocca molto fresca per l’annata, ha spinta, tannino importante, materia da riserva, balsamicità fine.

TOSCANA IGT DI CARMIGNANO
Toscana Rosso Marrucaia 2021 – Tenuta di Artimino: colore iper concentrato, naso buccioso, stracarico di frutto maturo, cacao, carruba, liquirizia dolce, bocca altrettanto dolce, estrattiva, molto internazionale e con un finale che lascia poco alla fantasia.
Toscana Sangiovese Ugo Contini Bonacossi 2019 – Tenuta di Capezzana: livello completamente diverso, colore molto meno carico, da sangiovese, naso complesso, ciliegia, prugna, balsamico non sparato, note boschive, mentuccia, speziatura fine, bocca coerente, di buona profondità, tannino rifinito, nessuna nota verde, allungo, profondità, bello.
Toscana Rosso Ghiaie della Furba 2020 – Tenuta di Capezzana: naso di mirtillo, mora, eucalipto, balsamico, uno sguardo all’estero ma con intelligenza, buona profondità, non ci sono tensioni non risolte, ovviamente è un altro racconto ma fatto molto bene.
CHIANTI RÙFINA RISERVA TERRAELECTAE 2020
Vigneto Il Monte – Vinae Montae: a volte si guarda con timore all’arrivo di investitori internazionali, in questo caso, da quando l’azienda “Il Monte” è stata acquisita ed è diventata Vinae Montae, sembra che il nuovo progetto funzioni molto bene, ne è la prova questa Riserva dal naso fine e molto interessante, si sente il sangiovese d’altura, punta molto sul floreale, viola, rosa, poi una ciliegia rifinita, erbe aromatiche, tutte caratteristiche che appartengono sicuramente al sangiovese di questo territorio; al palato ha una bella freschezza, tannino di ottima grana, giovane e balsamico, molto fine, bella interpretazione.
Vigna Colonneto – Villa Travignoli: uno sviluppo olfattivo ancora incerto, ciliegia matura, floreale molto timido, qualche imprecisione espressiva; al palato si affaccia la freschezza e un tannino ancora leggermente ruvido, però c’è materia, persistenza, balsamicità, sicuramente in progressione.
Vigneto Quona – I Veroni: naso austero, scuro, più verso mora e mirtillo, fine, bocca piena e succosa, avvolgente, tannino di ottima grana, molto ben rifinito, tanta materia ma ben gestita, legno che si sente ma che sarà sicuramente inghiottito.
Vigna Poggio Diamante – Tenuta Bossi Marchesi Gondi: il timbro aziendale emerge anche in questo vino, il legno però è più delicato che in altri campioni, alla fine il sangiovese di Rufina esce fuori senza fatica; al palato c’è lo stesso problema, parte un po’ legnoso, poi si distende, tannino gestito molto bene, freschezza ben integrata, bel vino anche questo e dal carattere riconoscibile.
Vigneto Poggio – Tenuta Il Capitano: rubino intenso, ciliegia matura, mora, visciola, balsamico, bocca intensa, ancora un po’ scomposta, il tannino è meno fine, anche qui la materia c’è, vediamo come sviluppa.
Vigna Il Fiorino – Podere Il Pozzo: ciliegia, macchia mediterranea, ricordi di viola, al palato è balsamico e fresco ma anche leggermente verde, non finissimo ma interessante, deve ancora assestarsi, spinge molto sul frutto e sulla speziatura.
Vigna Montefiesole – Grignano Tenuta Inghirami: molto interessante, sangiovese a occhi chiusi, fine ed elegante, floreale, d’altura, in bocca è fresco, molto piacevole, succoso, con un tannino praticamente perfetto, non c’è che dire.
Vigna Le Rogaie – Colognole: naso molto floreale, e meno male! Frutto molto piacevole, al palato ha buona profondità, un frutto carnoso, tannino molto fine, lungo, elegante, energia che stuzzica i sensi.
Vigna alla Stele – Frascole: impatto maturo ma c’è sempre la vena floreale a dare respiro, legno ben gestito, buona trama tannica, frutto che ritorna vivo e succoso, bel finale coerente.
Vigna Casanova – Fattoria Lavacchio: si distingue per un profilo piuttosto austero, non ancora del tutto definito, il frutto punta alla prugna matura, poi vira verso sfumature speziate; palato coerente, maturo e senza spigoli, si concede poco, la beva non è disinvolta ma impegnativa.
Vigneto Erchi – Fattoria Selvapiana: colore rubino-granato, non concentrato ma luminoso, naso avvolgente e di una dolcezza da frutto maturo giusto, tanto floreale, torna la macchia mediterranea, eucalipto, in bocca è quasi perfetto, ottima gestione del legno che tornisce una polpa succosa e generosa, finale lungo, quasi interminabile, balsamico, ineccepibile.
Vigneto Lastricato – Castello del Trebbio: naso leggermente toccato dal legno, frutto tornito, bella ciliegia matura; in bocca è balsamico, fresco, con il legno ben gestito, appena contratto nel finale ma è un peccato di gioventù.
MONTECUCCO DOC
Sangiovese Lavico 2015 – Amiata: un ventaglio odoroso sorprendente a 9 anni dalla vendemmia, molto minerale, profondo, mentolato, note boschive, bocca intensa, verticale, progressiva, ancora freschissima, balsamica, davvero avvincente.
Sangiovese Riserva Cenere 2015 – Amiata: granato caldo, naso scuro ma non pesante, emerge sempre la spinta minerale, poi si dilata, esce il frutto maturo ma per nulla stanco, la vena balsamica è sottile e invitante; bocca quasi grassa ma fresca, assolutamente viva, tannino che doveva essere importante, ora quasi del tutto integrato, chiusura ancora minerale, lunghissimo, complimenti.
Sangiovese Carta Canta 2020 – Basile: inizio indeciso, poi esce il frutto, non solo ciliegia ma anche sfumature di cachi maturo, bocca onesta, diretta, senza piacionerie, con un carattere abbastanza definito, tannino risolto.
Sangiovese Riserva Ad Agio 2018 – Basile: più definito rispetto al precedente, il frutto è fresco e rifinito, ciliegia, balsamico, spezie, leggera menta; bocca altrettanto fresca e bilanciata, una bella interpretazione del 2018 che qui sembra avere una marcia in più.
Sangiovese Riserva Campinuovi 2019 – Campinuovi: naso che si apre lentamente, un po’ austero, prugna, castagno, in bocca è un po’ scomposto, acidità fastidiosa, tannino ancora teso, difficile, per ora è piuttosto ostico.
Rosso Riserva 2019 – Colle Massari: stile ovviamente diverso, più dolce nel frutto per via di un legno più marcato, al gusto è corrispondente, non manca però di freschezza e balsamicità, uno sguardo internazionale ma con intelligenza.
Sangiovese Riserva Poggio Lombrone 2018 – Collemassari: attacco balsamico, frutto tornito, ciliegia e prugna, leggere erbe aromatiche, al palato ha indubbia qualità, tannino circoscritto e acidità ben integrata.
Rosso Tiniatus 2020 – Le Pianore: indubbiamente giovane, deve aprirsi e rivelarsi, il frutto è timido, sbuffi di eucalipto, all’assaggio l’acidità appare un po’ disallineata e il finale è asciugante e tannico; da aspettare.
Rosso Montenero 2020 – Montenero: naso non pulitissimo, anche un po’ verde, infatti al palato è serrato, difficile, tannico, molto giovane e da attendere rigorosamente.
Rosso Sidus 2020 – Pianirossi: naso di frutti rossi, balsamico, leggero pomodoro, bocca abbastanza fresca e piacevole, buona corrispondenza in bocca, c’è una buona energia, interessante.
Rosso Podere Assolati 2020 – Podere Assolati: naso di piccoli frutti, non pulitissimo, poi esce anche il floreale; in bocca ha buona freschezza, non complesso ma neanche aggredito dal legno o dal tannino, finale balsamico e tutto sommato piacevole.

FUORI DAL CORO
Sangiovese Perlato del Bosco Rosso 2021 – Tua Rita: naso di bella finezza, un frutto ben espresso, giusta dolcezza, in bocca ha poca materia, esce molto il tannino, l’acidità, resta poco.
Terre di Pisa Sangiovese Reciso 2020 – Beconcini: bel bouquet fine e gradevole, rosa, viola e frutto ben espresso, bocca altrettanto coinvolgente, fresca, succosa, molto ben fatto.
Terre di Pisa Rosso Maurleo 2021 – Beconcini: più impegnativo all’olfatto, sicuramente incide l’annata, si va più su mora e mirtillo, bocca fresca, tannino più fitto, vino più teso ma sembra il marchio della 2021.
Terre di Pisa Rosso Veneroso 2020 – Tenuta di Ghizzano: note di mora, prugna, mirtillo maturi, poi arriva il tannino e l’acidità al palato, c’è freschezza, meno pesante di altre edizioni, l’annata aiuta.
Rosso Nambrot 2020 – Tenuta di Ghizzano: ancora molto internazionale, sebbene più misurato nell’incedere, ma anche in questo caso temo sia più merito dell’annata che di un cambio di registro del produttore. In bocca non manca di freschezza, ha una buona energia, non pesa troppo e non è così piacione, bene.
Rosso Varramista 2017 – Fattoria Varramista: ventaglio di bella intensità, austero ma rifinito, bocca viva, ancora fresca, buona espressione speziata, qualche cenno vegetale, finale lungo e convincente.
Il Caberlot 2020 – Il Carnasciale (magnum): mi domando come abbia potuto avere tanto successo un vino del genere, fra note vegetali e frutto in confettura, balsamicità da legno, che ritrovo in bocca, frutto molto dolce, c’è tanto lavoro enologico.
Rosso Campo all’Albero 2020 – La Sala del Torriano: buona espressione speziata, senza note verdi, il frutto è tornito e maturo ma non vira sulla confettura, mora, prugna, bocca corrispondente, di buona fattura, fresca, con un tannino importante ma non grezzo, il frutto vince succoso e garantisce che il futuro sarà in ottimo equilibrio.
Rosso 5 Filari 2020 – La Sala del Torriano (pugnitello): naso molto bello, accattivante, un frutto non piacione ma dall’idea succosa e invitante, bocca che conferma quelle sensazioni, c’è ancora il tannino vivo ma è normale, sia per le caratteristiche del vitigno che dell’annata, ha profondità e lunghezza, molto fine e pulito, avrà lunga vita.
Colorino 2020: Castello di Gabbiano: colore rubino profondo, degno del nome del vitigno, naso ricco di frutto, mirtillo, mora di rovo, prugna, ma anche qualche ammaccatura, in bocca conferma una condizione non del tutto risolta, c’è un frutto con una componente acidula, vino ancora molto giovane.
Nearco 2019 – Col d’Orcia: prugna, ribes nero, leggero legno, in bocca mantiene lo stesso timbro, il legno deve ancora assorbirsi ma non è così condizionante, c’è freschezza e buona energia.
Pinot Nero 2020 – San Felo: ha un bel frutto vivo, timbro toscano, bocca molto fresca, piacevole, succosa, non sento più di tanto il vitigno ma è sicuramente un ottimo vino d’altura.
Costa Toscana Rosso Dulcamara 2020 – I Giusti & Zanza: frutto appena dolce, mora, visciola, vegetale maturo; in bocca ha freschezza, un tannino appena teso, buona succosità, bello slancio nel finale.
Toscana Rosso Mammolo Il Legato 2020 – Cincinelli: colore rubino leggero, naso gioviale, molto floreale, fragolina di bosco, ciliegia, lampone, al palato ha una bella spinta fresca, leggiadria, finezza, forse un po’ leggero ma è un’espressione chiara della 2020, con buone prospettive evolutive.
Toscana Rosso Botti 2020 – Cincinelli: all’olfatto già premette freschezza, con frutto e fiori a gogò, ma qui con una consistenza diversa. C’è più materia pur mantenendo un’ottima freschezza, vino di grande bevibilità, esprime molto bene il carattere dell’annata.
Toscana Rosso Sarà 2020 – Colognole: rubino profondo, naso con un fruttone intenso ma non pacchiano, c’è una bella energia al palato, freschezza, un frutto tornito e duraturo, tannino setoso, finale ampio e profondo.
Toscana Rosso Luenzo 2015 – Cesani: naso appena terziario, si sente il tabacco e il cuoio, ma non è spento, c’è ancora vitalità, soprattutto al palato dove il frutto è vivo e ben espresso.
Roberto Giuliani


