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Fabio Strinati torna su Lavinium con una nuova poesia dedicata al Lambrusco di Sorbara

 

Fabio Strinati
Fabio Strinati

Sono trascorsi sette anni da quando il poeta Fabio Strinati ci omaggiò di una sua poesia dedicata al Verdicchio di Matelica. Il vino è sempre stato fortemente legato a numerose forme d’arte, tra queste la poesia occupa uno spazio importante, forse anche per la sua forma espressiva, che in qualche modo ha una sua musicalità e una capacità di entrare nell’animo umano, così come il vino può emozionare, avere un proprio ritmo, un suono, una vibrazione, ambedue raccontano qualcosa che fa parte di noi, del nostro vissuto.
Fabi Strinati, la cui storia abbiamo raccontato qui, oltre ad essere poeta è anche musicista, compositore e un amante del vino, è del tutto naturale, quindi, che ad esso dedichi periodicamente delle poesie.
Quella che ci ha donato oggi è dedicata a un vino dalla storia antica, che accompagna le tavole di emiliani di tutte le età.

Lambrusco di Sorbara

Lambrusco di Sorbara
Col mio cuore intrappolato in una foglia
di bosco, così, nel calice ombroso
e selvatico un palpito fiammeggiante
e misterioso.

Nuvole d’argento in un campo disteso
tra vigneti un alito di vento nel culmine
di una domenica avvolta in un riflesso
compatto e violaceo, con le labbra

destinate a un bacio risucchiato
nel vortice del tempo, con le mani
di fragola incatenate al brivido
della ritmicità… Col tepore d’un’epistola,

organolettica, con la schiettezza
del miele di castagno tra i filari all’ombra
del tannico ciliegio… Col tuo volto

burrascoso sul confine del girovago…

carezzato da un raggio amabile,
aromatico, abile, rosso-rubino sulla
strada ornata dai mandorli in fiore.

Fabio Strinati

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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