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Sorsi di birra

Historisches Emmer Bier


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Specialty Grain
5.5%
Riedenburger Brauhaus
0.50 cl
A (fino a 5 euro)

 

Historisches Emmerbier - RiedenburgerL’importanza della materia prima nella birra è elemento da non sottovalutare alla pari dei processi produttivi impiegati per la sua trasformazione. Oggi la maggior parte delle birre industriali, per non dire quasi la totalità, viene prodotta esclusivamente con malto d’orzo. Molti birrifici Europei continuano, però, a proporre anche birre ottenute con l’impiego di “altri” grani.
L’Editto della purezza promulgato in Bavaria nel 1516 ha contribuito in modo determinante a spostare la produzione in questa direzione. Il colpo di grazia fu dato, successivamente, dal grande scienziato boemo Frantisek Ondrej Poupe, nel 1794, quando dichiarò nel suo “Art of Brewing” che solo l’orzo avesse dignità per la produzione di birra. Ma come dovevano essere le birre ottenute con altre tipologie di grano prima di quella data? Probabilmente può aiutarci a capirlo l’ “Historisches Emmer Bier” della Riedenburger, realizzata con l’ausilio di 3 diversi tipi di frumento “addomesticati” in epoca antica (“emmer” ,corrispondente all’italiano farro, “einkorn” e lo “spelt” tra le più antiche forme di grano coltivate già 9000 anni fa) oltre che con orzo e frumento comune.
Si tratta di una birra cruda e non filtrata. Versata nel bicchiere produce un bel cappello di schiuma ed appare di colore scuro non per la tostatura del malto ma per la qualità stessa dei grani impiegati. Il naso è speziato ma piuttosto semplice. Al palato si sente al primo impatto una sensazione maltata, contrastata dal finale leggermente acidulo che vira verso una vaga sensazione amarognola. Non è una birra particolarmente complessa o di corpo ma, sottile e disimpegnata, si fa apprezzare per la naturalezza espressiva e l’istintiva facilità di beva.
La birra in questione si trova, di frequente, nel circuito dei negozi “bio” essendo certificata da Bioland. Versatile, da sola o a tutto pasto, merita, sicuramente, di essere provata per la peculiarità dei suoi ingredienti.
Voto: @@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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