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Derthona Timorasso: un vino unico e longevo che racconta il suo legame con questo lembo di Piemonte

I Colli Tortonesi
I Colli Tortonesi

Il Timorasso è un nobile vitigno storico, simbolo per eccellenza dei Colli Tortonesi, quei colli in cui i terreni sono ricchi di argille arenacee terziarie. Il suo territorio di riferimento è Tortona, porta del Piemonte, a soli 45 minuti da Milano, punto di partenza di un itinerario che conduce alla scoperta di cantine custodi delle tradizioni e del paesaggio che lo caratterizza, un luogo dove non mancano visione e capacità di sviluppo.
Il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, guidato dal suo presidente Gian Paolo Repetto e supportato dai 76 soci, ha quindi colto l’opportunità di presentare la propria piccola e affascinante realtà alla prima edizione integrale Derthona2.0, l’evento dedicato al vino Derthona. Un’occasione importante sia per approfondire questa significativa denominazione, sia per fare il punto sull’iter che porterà all’introduzione della futura sottozona Derthona – antico appellativo della città di Tortona – e che consentirà di unire con un unico nome territorio, vino e vitigno; saranno tre le tipologie contemplate: Piccolo Derthona, Derthona e Derthona Riserva.
Il territorio della Denominazione comprende le colline tortonesi includendo i territori delle valli Scrivia, Ossona, Curone, Borbera e Spinti, si tratta di un’area che dal punto di vista geologico rientra nel Bacino Terziario Piemontese e mostra spiccate somiglianze con l’area di produzione del Barolo Docg con la quale condivide numerose formazioni rocciose quali, ad esempio, le Marne di Sant’Agata Fossili, le Arenarie di Diano e la formazione di Lequio.
Durante la manifestazione è stato interessante affrontare l’approfondimento legato alla sua capacità evolutiva, attraverso il racconto e la successiva degustazione del giornalista e sommelier Roberto Marro, in occasione della Masterclass: ”Il Derthona e la sua capacità evolutiva”. Durante la degustazione, Marro ha raccontato la storia di questo vitigno e di come i vini prodotti con il Timorasso siano capaci di evolvere nel tempo.

Derthona 2.0

Il Derthona Timorasso è un vino nato per invecchiare, Il suo carattere vincente è la sua potenziale longevità, il che non ne esclude la sua piacevolezza se bevuto in giovane età. Il progetto dei Colli Tortonesi risale al 1987, epoca in cui è stato letteralmente riportato in auge, prodotto con uve Timorasso, vitigno eroico di difficile coltivazione e bassissima resa, venne abbandonato nel dopoguerra in favore di vitigni più produttivi quando la qualità non pagava.
Zona di confine sotto ogni punto di vista – siamo al crocevia di diverse civiltà – Tortona (Dertona) era una stazione di posta lungo la Via Postumia, importante arteria commerciale. Già oppidum dei Liguri Statielli tra VIII e il V secolo a.C. – nota appunto con il nome di Dertona – divenne colonia romana intorno al 120 a.C., trasformandosi in florido centro agricolo e commerciale, all’incrocio di importanti vie di comunicazione: la via Postumia (da Genova ad Aquileia), la via Fulvia (da Pollentia, oggi Pollenzo) e la via Aemilia Scauri (Vada Sabatia, odierna Vado Ligure, attraverso Aquae Statiellae, odierna Acqui Terme). Eretta una seconda volta in colonia da Augusto (tra il 40 e il 30 a.c.), venne ribattezzata come Julia Dertona e fece parte della Regio IX Liguria. Fiorì fino alla caduta dell’Impero Romano come dimostrano i numerosi reperti.

Sommelier Roberto Marro
Roberto Marro

Un percorso storico da cui si evidenziano le prime notizie legate al vitigno Timorasso, attraverso diverse tappe che ne identificano la presenza in questo territorio. Le prime testimonianze della sua coltivazione risalgono al 1305, grazie alla citazione di Pietro de’ Crescenzi nel suo “Trattato di agronomia”. Citato con il nome Gragnolato – anche se non c’è la certezza che il gragnolato sia effettivamente il Timorasso – viene descritto come:”un vitigno a bacca bianca che produce un vino limpido e potente, longevo, durabile, nobile al gusto e all’olfatto, che a Tortona è tenuto in massima considerazione.
Dal 1200 arriviamo al 1800 e precisamente nel 1833, nella “Cronaca manoscritta della città di Monleale” è definito il nome del Timorasso. Arriviamo poi alla descrizione di Demaria e Leardi, dove si evince che il vitigno a bacca bianca in questa zona ha sicuramente una marcia in più. Alla fine dell’800 A. Priora, nel Giornale vinicolo italiano, parla di mosti e vini di Timorasso. Poi il Novecento è caratterizzato dalla fillossera e dal declino del Timorasso. Un dato significativo riguarda la sua produzione, che passa dai 14.000 hl del 1965 a scarsi 2 ettari all’inizio degli anni Ottanta; il che significa che è praticamente un vitigno quasi estinto.

Val Borbera
Val Borbera

Poi la rivoluzione, dal 1987 con Walter Massa, vero pioniere nella ripresa di questa varietà, seguito da Andrea Mutti ed Ezio Poggio, che sono partiti con tre etichette analoghe, ma facendo vini non uguali; poi nel 2000 sono arrivati gli altri, scrivendo una storia recente, ma incredibilmente veloce. Negli ultimi dieci anni la superficie vitata a Timorasso è passata da 25 ettari a oltre 200, un vero e proprio “Rinascimento dei Colli Tortonesi”.
Un vitigno che unisce caratteri nordici e caratteri mediterranei, che si ritrovano sia nelle versioni più giovani, fino ai campioni che hanno qualche anno in più sulle spalle.

Timorasso

In degustazione il Doc Colli Tortonesi Derthona Diletto 2020, Azienda Agricola Pomodolce, si è dimostrato un vino espressivo, con note agrumate di cedro, sasso bagnato, nocciola cruda ed erbe aromatiche. Elegante e slanciato al palato. Anche il Doc Colli Tortonesi Timorasso Ca’ Degli Olmi 2018 di Luca Canevaro gioca su le note agrumate, che virano più sul mandarancio e vengono arricchite da nuance floreali di camomilla, ginestra, fruttate di mela cotogna e propoli. Bella personalità al palato, di grande elegante e persistenza. Si passa all’annata 2016 con il  Doc Derthona Lacrime Del Bricco 2016 di Giacomo Boveri, un vino dalle incredibili sfaccettature. Ampio e coinvolgente con le sue note affumicate, di erbe aromatiche; non mancano le tracce fruttate di albicocca, percoca, cedro e cera d’api. Un vino dall’incredibile espressività, dove freschezza e sapidità lavorano in perfetta sinergia.

Timorasso in degustazione

Espressione diversa quella del Doc Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2016 La Colombera, che gioca su quelle nuance agrumate e floreali più carnose e dolci. Al palato è voluminoso e avvolgente. Il Doc Colli Tortonesi Timorasso “Terre Di Libarna” Archetipo 2014 di Ezio Poggio è un vino di grande eleganza espressiva. Il suo profilo olfattivo gioca su note affumicate, erbe officinali, bergamotto candito e spezie. Bella trama sapida al palato, un vino sottile e di grande verticalità. Chiude il DOC Colli Tortonesi Timorasso Montecitorio 2011 di Vigneti Massa, un vino dal colore oro antico, ampio, dove affiorano note di agrumi canditi, susina, burro di cacao. Complesso e sfaccettato al palato con un richiamo di note che ricordano la resina di pino e affascinanti sensazioni speziate.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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