XX Bitter
Stile Blonde Ale/ IPA
Titolo alcolometrico 6%
Birrificio De Ranke
Formato 0.75 cl
Prezzo C (da 7,51 a 10 Euro)
De Ranke nasce dalla passione di due grandi amici, Nino Bacelle e Guido Devos. La loro storia è quella comune a molti altri mastri birrai in Belgio. Un hobby diventato lentamente un lavoro anche se solo “part-time”. Nino e Guido hanno, infatti, trasformato la propria passione privata, coltivata nel fine settimana, in una produzione artiginale destinata alla commercializzazione ma sempre continuando a dedicarci esclusivamente i loro week-end. Per alcune ore, ogni venerdì e sabato, tutte le settimane, prendono “in affitto” alcune vasche di fermentazione presso la Deca Brewery nelle Fiandre Occidentali per sperimentare il proprio estro e fantasia nella produzione di birre molto particolari. Se tutta la produzione si caratterizza per la luppolatura decisa, abitudine non particolarmente diffusa nella tradizione belga, è nella XX Bitter che raggiunge probabilmente il suo punto più estremo. Sicuramente tra le birre più luppolate (se non la più luppolata) che siano state mai prodotte in Belgio tanto da farla considerare da molti più che una generica “belgian blonde ale” una vera e propria “american IPA” sullo stile di quelle prodotte sulla costa occidentale degli Stati Uniti.
Per la ricetta i due si sono affidati al malto Pale Pilsner con impiego massiccio di luppoli Brewers Gold e Hallertau. Ma quello che più colpisce non è sicuramente la sensazione amara, pur presente e caratterizzante nel finale. Il suo vero tratto peculiare che la rende effettivamente e totalmente diversa da qualunque altra IPA che io abbia mai assaggiato è l’azione aromatica portata avanti dalla presenza di Brett. Dopo le note iniziali, abbastanza classiche anche se non resinose come nelle IPA statunitensi, agrumate (succo di limone) ed erbacee, la nota di Brett si fa sentire dando quel tocco inconfondibile che diviene timbro distintivo ed indelebile nella memoria gustativa. Al palato, poi, dopo l’entrata, ingannevolmente, quasi dolce, fruttata, il luppolo prende il sopravvento conducendo ad un finale secco, asciutto e marcatamente amaro. Un birra per certi aspetti eccessiva ma che negli eccessi ricerca il suo equilibrio ad alta quota, direi non facile da raggiungere. In questo caso, però, il risultato mi è sembrato davvero sorprendente quanto riuscito. Chapeau!
Voto: @@@@@
Fabio Cimmino