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Editoriali

Ciao zio Ugo

Ugo LongoSe n’è andato quasi in punta di piedi, stroncato da un male inesorabile che lo ha colto di sorpresa pochi mesi fa. Ugo Longo per molti è divenuto un viso noto dal momento in cui ha occupato il ruolo di presidente della Lazio, nel 2003, dopo aver fatto parte per 4 anni del Consiglio di Amministrazione. Avvocato affermato e molto stimato, è riuscito, con una passione e una dedizione che lo hanno fatto diventare quasi un idolo dei tifosi laziali, tanto da trovarsi spesso coinvolto nelle trasmissioni televisive sportive, a risollevare le sorti della squadra dalle forti difficoltà finanziarie. Grazie al suo contributo la Lazio riuscì a partecipare al campionato di calcio 2003-2004. Anche dopo aver passato la mano a Claudio Lotito nella presidenza della Lazio, Ugo ha continuato a sostenere il club difendendolo durante il periodo di Calciopoli.
Ma questa è cronaca.
Dall’altra parte della realtà c’è una famiglia che lo ha perduto, che lo ha visto spegnersi lentamente anche se ha lottato fino all’ultimo minuto. Zio Ugo, così mi sento di chiamarlo anche se era lo zio di mia moglie, durante questo suo impegno con la Lazio, forse grazie proprio all’amore dimostratogli dai tanti tifosi ma anche dagli stessi calciatori, che lo consideravano come un padre, sembrava sorto a nuova vita, aveva trascorso questi anni con il sorriso negli occhi, quell’amore lo rendeva felice e fiero, ed è forse proprio per questo che nessuno di noi si aspettava che quella bestia dannata lo aggredisse da dentro e se lo portasse via questa mattina a soli 68 anni.
Per tutti coloro che desiderano porgergli un ultimo saluto, la camera ardente è allestita all’Aurelia Hospital di Roma e la salma sarà visitabile anche domani. Le esequie si terranno lunedì mattina alle 11 nella chiesa di San Gioacchino, in via Pompeo Magno, a Roma.
Ciao Ugo, che la terra ti sia lieve.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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