Chardonnay Napa Valley 2019 Stags’ Leap

Difende bene “il sapore della Napa Valley”, luogo di provenienza dell’uva utilizzata e della quale si riesce a cogliere, ancora dopo diversi anni, la buona freschezza. Non si avvertono affatto note legnose o di burro, è uno chardonnay fresco e luminoso, con sentori di frutta tropicale, mela verde e bucce di agrumi. Ricco e pieno in bocca, si allunga su un finale minerale molto piacevole.

Dalle annotazioni di produzione si evince che parte della fermentazione avviene in acciaio e rimane nel serbatoio fino a quando non viene assemblata con quella fermentata in botti di rovere francese. Anche l’annata del 2019 non ha subito una fermentazione malolattica, al fine di mantenere l’acidità naturale e la freschezza aromatica del frutto.
Sottolineo con piacere la sorpresa gustativa all’apertura di questa bottiglia, custodita per alcuni anni dalla prima degustazione fatta in California durante la mia visita in azienda, non immaginando di ritrovare le belle sensazioni che mi avevano spinta ad acquistarla.

I più famosi chardonnay americani provengono proprio dallo Stato della California, dove questo vitigno è stato introdotto nel 1880.
Il clima è continentale e secco, ma influenzato, soprattutto sulla costa, dalle correnti fredde provenienti dall’Oceano Pacifico che rendono possibile lo sviluppo della viticoltura persino nelle zone più calde meridionali; anche la vicinanza del deserto del Nevada contribuisce alle escursioni termiche, ideali per lo chardonnay nei distretti vitivinicoli a nord di San Francisco.

La buona reputazione di Stags’ Leap per la premiata produzione di Cabernet Sauvignon è tenuta salda anche da questa ottima espressione di Chardonnay.
Fondata nel 1970, Stag’s Leap Wine Cellars è un’azienda vinicola pioniera della Napa Valley. I primi 17 ettari di proprietà furono tutti destinati alla coltivazione di cabernet sauvignon, un vitigno localmente poco utilizzato negli anni ‘70.

Ma lo spirito pionieristico e la qualità dei vini di Stag’s Leap Wine Cellars furono rapidamente riconosciuti oltre i confini statunitensi con la vittoria del miglior concorso di cabernet sauvignon: “Jugement de Paris” nel 1976.
Il nome Stag’s Leap fa eco alla leggenda di un cervo fuggito dai cacciatori attraverso le cime del distretto omonimo; le etichette dei vini riportano questa leggenda con un’elegante illustrazione.

Dal 2007, Stag’s Leap Wine Cellars è stata gestita congiuntamente dalla cantina americana Ste. Michelle Wine Estates e dalla famiglia italiana Antinori. Nel 2023, dopo 16 anni di proficua collaborazione,
Marchesi Antinori ha completato l’acquisizione, concentrandosi sulla conservazione dell’eredità di Stag’s Leap Wine Cellars.
Rachele Bernardo


