Castioni, nel cuore del Lugana

Il viaggio, spesso, raccoglie già più risposte che la meta stessa. La linea tra cielo e terra è tra i più apprezzati, sottili cipressi tagliano un cielo che fa a nascondino dietro a colline dolci e morbide, talvolta coperte di bosco, talvolta di vigne.
Sono tra Verona e Brescia con il Garda a nord e la sconfinata Pianura Padana a sud, qui riecheggiano ancora le cannonate piemontesi e quelle austriache, si fa l’Italia.
Da sempre apprezzo questo territorio, i borghi, le cime poco lontane, i castelli, l’ordinata campagna e il lago che, silenzioso, accoglie le pareti verticali di colline che si sentono già montagne.
Vigne perfettamente allineate indicano, anche al più distratto viaggiatore, che siamo in una zona vocata alla produzione vitivinicola e nonostante la bellezza del territorio induca a dolci pensieri, queste terre non sono semplici da lavorare, argille sedimentarie di origine morenica dure in siccità e troppo morbide, acquitrinose, in caso di pioggia rendono ardua ogni iniziativa. Qui la Turbiana si esprime meravigliosamente e da vita a uno dei vini più nobili della Penisola.
Come quasi sempre capito a caso, anche volutamente, fuori zona dove mi attendono gradite sorprese e persistente vista di questi orizzonti mi acquietano l’anima.
Arrivo dall’azienda agricola Castioni, nel cuore delle colline moreniche di Desenzano del Garda, dove la brezza del Garda accarezza e asciuga vigne curate con dedizione quasi artigiana, nasce un Lugana che racconta il primo passo consapevole di una famiglia verso l’identità piena del proprio vino.
Il Castioni Lugana 2024 che ho assaggiato, è un bianco di territorio, che affonda le radici nella tradizione e guarda al futuro con sguardo limpido e deciso.
La raccolta avviene nel momento migliore della maturazione scrupolosamente a mano, vinificato in solo acciaio per sei mesi e lasciato riposare per altri tre in bottiglia, prima della messa in commercio, si presenta come un classico Lugana base, ma con un’anima sincera e una personalità già riconoscibile.
Alla vista si offre in un giallo paglierino luminoso, impreziosito da riflessi brillanti e una consistenza cromatica discreta, elegante.
Il naso si apre su note fragranti di frutta bianca croccante, pera, la mela verde che si intrecciano con fiori bianchi delicati: gelsomino, camomilla, e una sottile traccia di erbe officinali che aggiunge profondità.
Una carezza erbacea accompagna l’ingresso al palato, dove il sorso è fresco, minerale, teso. La beva è verticale, snella e diretta, ma mai scarna: al contrario, il finale regala una persistenza mandorlata che chiude con grazia e compostezza.
È un vino giovane e gagliardo, che nei suoi 13 gradi invita alla convivialità: perfetto per aperitivi in terrazza, per accompagnare piatti di pesce di lago, carpacci, insalate estive o primi leggeri.
Un’espressione autentica di Lugana, capace di raccontare il territorio con voce chiara, fresca e profonda.
Un primo passo per l’azienda Castioni, certo, ma già nella direzione giusta.
Alessio Atti




