Val d’Oca, il cuore cooperativo del Prosecco Superiore

Tra le dolci colline di Conegliano e Valdobbiadene, dove l’uva glera trova il suo habitat ideale, si sviluppa Val d’Oca, una delle realtà cooperative più importanti del Prosecco, capace di unire tradizione, visione e responsabilità sociale. Fondata nel 2008 come marchio specialistico della storica Cantina Produttori di Valdobbiadene, Val d’Oca nasce per valorizzare i migliori vini della cooperativa, con particolare attenzione al canale HoReCa e ai mercati internazionali. Dai vigneti delle Rive e del Cartizze fino alle strategie di promozione globale, il brand racconta vini che parlano al tempo stesso della tradizione e del presente.

Il cuore produttivo si trova in un paesaggio unico, riconosciuto dal 2019 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Qui la coltivazione dei vigneti richiede dedizione; servono circa 800 ore di lavoro per ettaro all’anno, contro le 150 delle zone pianeggianti. È un lavoro che intreccia manutenzione dei terreni, cura dei vigneti e salvaguardia di un paesaggio straordinario, con boschi, vigneti e altre colture che creano un mosaico naturale fondamentale per la biodiversità.

Con circa 1000 ettari e 600 soci viticoltori, Val d’Oca è oggi un modello consolidato nel panorama enologico italiano. «Il nostro punto di forza – spiega il Direttore Generale Stefano Gava – è la capacità di unire la forza di una grande struttura con la cura artigianale delle piccole produzioni, valorizzando ogni angolo del territorio e, in particolare, le Rive, che rappresentano l’espressione più autentica delle nostre colline».

Le origini della cooperativa risalgono al 1952, quando nacque per sostenere i viticoltori in un periodo difficile. Oggi produce linee di Prosecco Superiore di qualità riconosciuta, con l’Italia come mercato principale, che assorbe circa il 70% della produzione, e una continua espansione nei mercati del Nord Europa. «Territorio, cooperazione e solidarietà – aggiunge Gava – sono i principi fondamentali della nostra filosofia. Non si tratta solo di trasformare le uve in vini di qualità, ma di garantire un giusto compenso e creare opportunità concrete per le comunità locali».

Val d’Oca si avvale di consulenze agronomiche, corsi di formazione e tecnologie moderne per selezionare i vigneti più vocati, identificati come cru. Il Prosecco che ne nasce è il frutto di un mosaico di piccoli produttori, ognuno con la propria storia. Giovanni Pascarella, agronomo consulente, sottolinea l’importanza dei controlli e della formazione continua per preservare il territorio e migliorare la qualità delle uve. Tra le etichette più rappresentative ci sono il Cartizze, l’Uvaggio Storico e i Prosecco Superiore provenienti da parcelle d’eccellenza. «Uvaggio Storico – racconta Tito Campesan, Sales & Marketing Director – è prodotto in sole 15.000 bottiglie da tre produttori custodi di vigneti storici. È un vino che sorprende anche i più esperti perché racconta la storia e l’identità autentica delle nostre colline».

Val d’Oca si distingue per la capacità di unire grande scala produttiva e artigianalità, valorizzando le peculiarità delle prestigiose Rive, come Santo Stefano, San Pietro di Barbozza e Colbertaldo. “Proporre vini provenienti da singole Rive consente ai ristoratori di offrire prodotti con una storia precisa e una personalità unica”.

La sostenibilità per Val d’Oca è un valore centrale, impianti fotovoltaici, imballaggi più leggeri e vetro riciclato fino al 95% sono solo alcuni dei risultati raggiunti. «Vogliamo crescere in modo sostenibile – commenta Gava – perché il nostro compito non è solo produrre ottimi vini, ma lasciare un territorio migliore alle generazioni future». Anche il Consorzio di Tutela promuove iniziative a tutela del territorio, dal divieto di glifosate a progetti di mobilità sostenibile, con attenzione costante all’ecosistema.

Accanto alla sostenibilità, l’innovazione gioca un ruolo chiave, Val d’Oca unisce autenticità e necessità dei mercati internazionali, puntando alla crescita sostenibile e alla valorizzazione delle nuove generazioni di viticoltori. «Il sistema di gestione dei soci e la formazione continua – conclude Gava – sono strumenti fondamentali per incentivare la qualità produttiva e la capacità di gestione del territorio».

Oggi, grazie all’impegno di Francesco Gatto, Stefano Gava e Tito Campesan, Val d’Oca guarda al futuro con strategie orientate all’innovazione e alla valorizzazione dei giovani viticoltori, consolidando la propria presenza nei mercati italiani e internazionali, e confermandosi come ambasciatore delle colline del Prosecco Superiore nel mondo.
Fosca Tortorelli



