Campania Stories 2017: i Rossi Campani prospettive di oggi e di domani

Dopo un’accurata degustazione delle referenze a bacca bianca, la seconda sessione di degustazioni di Campania Stories ha puntato i riflettori sui vini a bacca rossa provenienti da tutta la Campania.
Riguardo le uve a bacca rossa, salvo i notevoli passi in avanti fatti con il Piedirosso, l’Aglianico – ad eccezione di alcuni produttori che ne hanno un rapporto quasi sinergico – non viene ancora gestito, compreso e domato in modo ottimale. Ma esaminiamo in dettaglio i campioni presentati durante la sessione svoltasi il 1 Aprile, sempre nella prestigiosa sede del Complesso Monumentale di Donnaregina.
Partenza briosa per i campioni in degustazione nella tipologia Rossi Frizzanti, tra le novità spicca il cilentano Paestum Rosso frizzante Pashkà 2016 di Casebianche, prodotto con uve Aglianico e Barbera in egual misura, che convince immediatamente per la piacevolezza carnosa e croccante del frutto e per la snellezza e freschezza della beva. Una bella conferma viene dal Penisola Sorrentina Rosso frizzante Gragnano Ottouve 2016 di Salvatore Martusciello, un vino che con la sua carica fruttata non banale, gioca su dinamicità e piacevolezza veicolata dalla frizzantezza naturale che lo contraddistingue.

ROSSI A BASE PIEDIROSSO
Passando ai rossi fermi a base Piedirosso, si evince – come già sottolineato – una notevole crescita e miglioria per le referenze afferenti alla Doc Campi Flegrei, dove risulta di facile comprensione individuarne in ciascuna, la nota timbrica che la lega allo specifico areale di appartenenza.
Il primo campione in assaggio è il il Campi Flegrei Piedirosso 2015 di Mario Portolano, che si distingue positivamente e rientra tra le new entries da monitorare; inossidabile certezza si conferma il Campi Flegrei Piedirosso 2015 di Agnanum che ammalia e coinvolge l’olfatto in una esplosività di profumi che spaziano tra il floreale e il balsamico di erbe aromatiche e che in bocca è caratterizzato da freschezza e sapidità. Sorso asciutto, consistente per il Campi Flegrei Piedirosso Vigna Madre 2014 di La Sibilla. Si passa poi all’eleganza dei profumi del Campi Flegrei Piedirosso Tenuta Camaldoli Riserva 2013 di Cantina Astroni, un susseguirsi di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, floreale di glicine. Al palato si evidenzia un bel nerbo che ne descrive la giovane età, rivelando al contempo grande freschezza e sapidità. Diversa l’espressività del Campi Flegrei Piedirosso 2013 di Contrada Salandra che da il meglio di sé al palato, offrendo grande profondità e avvolgenza.
Dop Vesuvio Lacryma Christi Rosso e Dop Sannio
Ci spostiamo nell’areale vesuviano, dove troviamo una splendida interpretazione di piedirosso attraverso il Vesuvio Lacryma Christi Munazei di Casa Setaro, che si contraddistingue per la grande bevibilità. Leggermente più teso al palato e con un finale amarognolo il Vesuvio Lacryma Christi Rosso Vigna Lapillo 2014 di Sorrentino, connotato anch’esso di una buona finezza sia olfattiva che gustativa. Si chiude con il Vesuvio Lacryma Christi Don Vincenzo 2013 sempre di Casa Setaro, che cattura la vista con la sua luminosa tonalità rosso rubino, e che ha eleganza nelle note di frutta matura e grande coerenza al palato.
Tra i Sannio Dop il Sannio Sant’Agata de’ Goti Piedirosso Artus 2015 di Mustilli si è rivelato molto piacevole dal punto di vista olfattivo, caratterizzato da note floreali e di erbe aromatiche, lungo e persistente al palato.
Riguardo le referenze delle Colline Caiatine, convince il Terre del Volturno Rosso Sabbie di Sopra il Bosco 2015 di Nanni Copè, da uve Pallagrello al 92%, Aglianico 5% e Casavecchia 3%, che conquista per la sua ricchezza olfattiva, spaziando tra ribes e amarena e la balsamicità delle erbe aromatiche, quali timo ed eucalipto; bella sapidità e coerenza gustativa.
Si difende bene anche il Terre del Volturno Rosso Piancastelli 2012 di Terre del Principe, connotato da profumi gentili, una bocca piuttosto morbida, ma ben fatta.
Il Colli di Salerno Rosso Montevetrano 2013 di Montevetrano gioca su una buona pulizia olfattiva e una discreta lunghezza.
Riguardo i rossi della Costiera Amalfitana, la vivacità del Costa d’Amalfi Ravello Rosso Selva delle Monache Riserva 2013, si rivela gradevole ed espressivo. Il Costa d’Amalfi Furore Rosso Riserva 2013 di Marisa Cuomo appare invece ancora giovane, con note di macchia mediterranea, confermate al gusto caratterizzato da un tannino piuttosto acerbo e asciugante.

ROSSI A BASE AGLIANICO
Entra finalmente in scena l’Aglianico: partendo dall’Alto Casertano si distingue il Dop Falerno del Massico Rosso 2013 Rapicano di Trabucco, un vino con una bella personalità, profondo e austero, con buona balsamicità olfattiva e con piacevoli note di frutta rossa matura, tabacco e cuoio; si rivela persistente e di buona coerenza al palato. Tra le DOP Sannio troviamo interessante il Sannio Aglianico I Mille per l’Aglianico 2011 di La Guardiense, di buona complessità olfattiva, ricco di frutta rossa matura, succoso e persistente al palato. L’Aglianico del Taburno 2013 di Fattoria La Rivolta si presenta con un discreto approccio olfattivo, piacevole al palato anche se non eccessivamente lungo. Bella coerenza e buon equilibrio al palato per l’Aglianico del Taburno Vigna Pezza la Corte 2011 di Ocone.
Siamo ormai giunti in Irpinia dove ci attende l’Aglianico prima e il Taurasi poi.
Tra i Campi Taurasini il Satyricon 2014 di Tecce si distingue esprimendosi al naso con toni austeri, si colgono sentori di radice, caffè, humus e connotato da un leggero fumé. Al gusto esprime tutta la sua forza energica, sostenuta da un calore non trascurabile.
Ben fatto il Dop Irpinia Aglianico Magis 2013 di Antico Castello, contraddistinto da note di fragoloni, di foglia di tè verde e di fico e una bella freschezza; il sorso è netto e succoso.
Una bella confettura di prugna definisce l’olfatto dell’Irpinia Campi Taurasini Vadantico 2012 di Colli di Castelfranci, mentre frutti scuri e confettura di mirtillo definiscono in modo netto il Campania Rosso Don Generoso 2012 di Di Meo, rendendolo lungo e piacevole al palato.
Riguardo i Taurasi, i campioni in assaggio sono circa una ventina, includendo anche i riserva; tra i 2013, il Taurasi Poliphemo 2013 di Luigi Tecce si mostra in tutta la sua introversione, con un olfatto piuttosto scontroso e distintivo.
Il Taurasi 2012 di Pietracupa piace già alla vista, connotato da un bel rosso rubino, all’olfatto ha un bel profumo di ciliegia, arancia rossa ed erbe officinali, al gusto richiama il frutto e si distingue per il sorso agevole e disteso.
Il Taurasi 2012 di Antico Castello vira su note saline e minerali, confermate al palato e completate da frutta rossa matura e spezie, mentre il Taurasi 2012 di Feudi di San Gregorio gioca su registri di frutta più dolce, con una maggiore freschezza e morbidezza gustativa.
Altro campione che si discosta per carattere e personalità è il Taurasi Nero Né 2012 del Cancelliere, inizialmente scontroso e introverso, ancora chiuso all’olfatto, che disvela note di cenere e di cardamomo, ma che trova maggiore apertura e distensione al palato.
Una bella vivacità olfattiva e gustativa si legge nel Taurasi Primum Riserva 2011 di Guastaferro, si distinguono sentori di frutta rossa e una buona sapidità e freschezza al palato. Decisamente ben fatto il Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2011 di Feudi di San Gregorio, che si apre con note di frutta rossa matura e una bella coerenza gustativa, supportata da un tannino presente, ma di grande eleganza. Nettezza di profumi e toni balsamici per il Taurasi Bosco Faiano 2011 di I Capitani, che si esprime in bocca con una bella. Nel Taurasi Armonia 2011 di Tenute Casoli, la freschezza delle note fruttate, eleganti accenni di grafite e di cuoio, ne rendono l’olfatto profondo e complesso, mentre al palato si distingue un tannino ben fuso e una buona sapidità ne connotano il palato.
Ulteriore conferma viene dal Taurasi Alta Valle 2010 di Colli di Castelfranci, dove spiccano note fruttate di prugna e ribes nero, che tornano con coerenza al palato. Si chiude in bellezza con il sorso lungo e succoso del Taurasi 2008 di Perillo, sostenuta e amplificata da un profilo olfattivo ampio e sfaccettato di fiori e frutta fresca, arancia rossa e da una bella balsamicità che ha ancora tanto da raccontare.
Eccovi un riepilogo con la top list degli assaggi in rosso:
Paestum Rosso frizzante Pashkà 2016 di Casebianche @@@@
Penisola Sorrentina Gragnano Ottouve 2016 Martusciello Salvatore @@@@
Campi Flegrei Piedirosso 2015 Portolano Mario @@@+
Campi Flegrei Piedirosso 2015 Agnanum @@@@@
Campi Flegrei Piedirosso Tenuta Camaldoli Riserva 2013 di Cantina Astroni @@@@@
Vesuvio Lacryma Christi Munazei di Casa Setaro 2015 @@@@@
Vesuvio Lacryma Christi Vigna Lapillo 2013 Sorrentino @@@+
Costa d’Amalfi Ravello Rosso Selva delle Monache Riserva 2013 @@@@
Sannio Sant’Agata de’ Goti Piedirosso Artus 2015 di Mustilli @@@@
Terre del Volturno Sabbie di Sopra il Bosco 2015 Nanni Copè @@@@/@@@@@
Montevetrano 2012 @@@/@@@@
Falerno del Massico Rapicante 2013 Trabucco @@@@
Aglianico del Taburno 2014 Fattoria La Rivolta @@@+
Aglianico del Taburno Vigna Pezza la Corte 2011Ocone @@@+
Irpinia Campi Taurasini Satyricon 2014 Lugi Tecce @@@@
Taurasi Poliphemo 2013 Luigi Tecce @@@@+
Taurasi 2012 di Antico Castello @@@@
Taurasi Nero Né 2012 Il Cancelliere @@@@@
Taurasi Armonia 2011 di Tenute Casoli @@@@
Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2011 Feudi di San Gregorio @@@@+
Taurasi Alta Valle 2010 di Colli di Castelfranci @@@@
Taurasi 2008 Perillo @@@@@


