Ca’ da l’Era: il Prünent di Mara Toscani a Pieve Vergonte

“L’Ossola: questa meravigliosa sconosciuta”. No, non è il titolo di una convention dedicata alle bellezze nascoste del nostro Paese o l’ultima webinar a cui ho partecipato, è semplicemente uno degli obiettivi che mi son dato per il 2021. Alla stregua di Carema, questa affascinante zona vitivinicola del Nord Piemonte situata sulla punta estrema della regione, negli ultimi anni, sta subendo una vera e propria rinascita. Molti giovani vignaioli spinti dall’entusiasmo, dalla passione e, perché no, dall’interesse mediatico che gravita attorno al mondo dell’enogastronomia, hanno deciso di dedicarsi totalmente alla vigna. Molti l’hanno ereditata, altri hanno investito denaro per acquistarla, per acquisire competenze specifiche per poter fare sul serio; così l’Ossola pian piano sta risorgendo in tema di viticoltura.
Oggigiorno, finalmente, alla storica Cooperativa che ha continuato egregiamente negli anni a produrre vini degni nota, e che ho raccontato più volte su Lavinium, si stanno affiancando piccole aziende a conduzione familiare. Vere e proprie chicche enologiche che a mio avviso hanno del grande potenziale, ancora sconosciuto per certi versi, il mio compito è quello di divulgare il verbo, cercando di far parlare soprattutto i protagonisti. Tra questi vi è senza ombra di dubbio l’Azienda Agricola Ca’ da l’Era di Pieve Vergonte (VB); al timone troviamo Mara Toscani, “splendida quarantenne”, per usare un epiteto morettiano.

Figlia di floricoltori, trasferita in Val d’Ossola per amore, sommelier, lavoratrice della terra, autrice di libri di cucina e foodblogger, insomma una ragazza che ama raccontare se stessa attraverso le sue passioni e con un’idea ben chiara scolpita in testa: far brillare il suo prünent e ridare prestigio alle stupende colline strappate alla montagna, protagonista indiscussa del territorio ossolano. Il suo è il sesto prodotto ufficialmente negli ultimi anni, trattasi di un raro clone di nebbiolo, indubbiamente il vitigno più antico in zona. Le prime testimonianze risalgono all’inizio del XIV secolo, una cultivar che ha carattere e una tempra forgiata dalle rigide condizioni climatiche, tipiche delle Alpi, e dagli impervi e scoscesi terrazzamenti che caratterizzano il paesaggio ossolano.

Queste le parole di Mara Toscani e del marito Marco Martini, Presidente dell’Associazione Produttori Agricoli Ossolani: “In tanti ci chiedono cosa ci ha portati a diventare produttori di vino a 40 anni, qual è stata la scintilla che ci ha portati a stravolgere le nostre vite, ad investire energie, tempo e denaro nella nostra attività. Il segreto è semplicemente la passione. La passione ci accompagna ogni giorno, ci dà motivazione, voglia di fare sempre meglio, voglia di riconsiderare il valore del tempo, voglia di creare qualcosa di unico e di nostro, proprio come questo Prünent“.
La filosofia di Mara e Marco in vigna è la stessa dal primo giorno: rispetto massimo del territorio, utilizzo di prodotti fitosanitari spesso al di sotto della soglia minima prevista per legge. La loro storia inizia nel 2012, ed è una storia di tenacia, caparbietà, duro lavoro svolto spesso in condizioni d’estrema fatica fisica. Lodevole il totale recupero di terrazzamenti abbandonati ed inerbiti, di proprietà dei nonni e bisnonni, reimpiantati con barbatelle di prünent.

La lavorazione dei terreni è manuale, non potrebbe essere altrimenti considerando le piccole dimensioni degli appezzamenti e in alcuni casi la totale inaccessibilità degli stessi. Il passo successivo è la vinificazione, che avviene nella piccola cantina di Pieve Vergonte caratterizzata da una lodevole efficienza energetica e sostenibilità ambientale, temi sempre più importanti, soprattutto in un luogo sacro come la montagna. Piccolo segno distintivo di Ca’ da l’Era è senza dubbio la creatività, le etichette infatti sono disegnate a quattro mani.
Prima di passare alla degustazione dei due vini proposti dall’azienda è doveroso da parte mia riportare nuovamente le parole di questi giovani e appassionati viticoltori ossolani: “In un anno così complicato siamo ancor più orgogliosi di presentare il nostro Prünent, la cui prima annata del 2018 è disponibile in soli 660 campioni. Il vino deriva da uve allevate nel territorio di Formaco e da un unico vigneto, una sorta di vero e proprio cru dell’Ossola”. Non dimentichiamo che quest’area vitivinicola, come una buona parte dell’Alto Piemonte, soprattutto la sponda novarese, è caratterizzata da terreni morenici e generati da antichi depositi fluviali terrazzati ed ondulati, con alcune limitazioni per scarsa profondità dello strato attivo, e recanti talvolta un sottosuolo roccioso.

Nelle zone di bassa collina, ovvero nella parte terminale delle vallate, sono caratteristici i terreni limosi che sovrastano orizzonti argillosi. Nelle zone di più alta valle, abbiamo terreni ricchi in scheletro tendenzialmente più poveri di quelli precedentemente citati, ma adatti alla viticoltura, in quanto ben drenati e senza ristagni idrici; vigneti normalmente posti su declivi ben soleggiati, dunque adatti ad una viticoltura di qualità e basse produzioni. Importantissime le forti escursioni termiche, fattore determinante per la qualità delle uve, soprattutto in merito agli aromi.
Mara e Marco concludono: “Il prünent, biotipo di nebbiolo che coltiviamo in un unico vigneto di circa un ettaro, diventerà il nostro fiore all’occhiello, in aggiunta agli altri vini, tra cui il primo Passito Ossolano. Le nostre coltivazioni nascono su terrazzamenti a picco sulla valle, realizzati con muri a secco che arrivano fino a due metri di altezza, capaci di imprigionare tutto il calore del sole creando un microclima unico. Presentiamo un Prünent diverso dal solito, lontano dalle Valli Ossolane storicamente legate alla coltivazione di queste uve, ma che riserva grandi sorprese e grandi emozioni”.
Veniamo dunque ai due vini presentati dall’azienda.

Valli Ossolane Nebbiolo Springhitt 2019
Nebbiolo 100% da vigne ubicate sempre in Fomarco (VB), lo“Springhitt” viene vinificato e affinato in solo in acciaio. 12,5% vol., tinta rubino con importanti venature granato, brilla letteralmente all’interno del calice disegnando archetti fitti e regolari e lacrime che cadono lentamente. Al naso offre subito spunti floreali molto eleganti: geranio selvatico di montagna, iris, violetta, accompagnati da piccoli frutti di bosco maturi quali lampone e ribes; rimandi vinosi ancora piuttosto evidenti amplificano l’intensità olfattiva, controbilanciati dalla classica austerità dei vini di montagna che offre spunti d’erbe officinali, in questo caso santoreggia e melissa, quest’ultima rimanda inesorabilmente all’agrume. Un bel naso davvero. Il palato segue la stessa linea d’onda: il vino è incalzante, dotato di grande freschezza, medio corpo e un tannino piuttosto misurato. S’avverte inoltre una sensazione di frutto dolce-acido che stimola i recettori del gusto, la spezia è coerente, ciò che convince è la progressione in bocca data da una lunga scia sapida a chiudere. Perfetto a mio avviso su un piatto di coniglio impanato e fritto accompagnato da maionese fatta in casa.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2018
Solo 660 bottiglie disponibili riguardo l’annata in questione. Il sesto Prünent ossolano ufficiale, il primo prodotto da una donna, la nostra protagonista Mara Toscani titolare di Ca’ da l’Era, parte da una raccolta delle uve rigorosamente effettuata a mano in un unico vigneto a Formaco, una sorta di cru; vendemmia selezionata, la materia prima viene subito avviata alla vinificazione. Dopo la pigia-diraspatura e l’avvio della fermentazione, inizia la macerazione a cappello emerso con rimontaggi per circa quindici giorni. Dopo i primi travasi necessari alla sfecciatura del vino parte la fermentazione malolattica.
Segue affinamento in un unico tonneau per un minimo di 12 mesi, tuttavia Mara prolunga questa fase, più un altro periodo di riposo in bottiglia prima della messa in vendita. 100% prünent, 13,5% Vol., il granato questa volta è protagonista assoluto, lontani lampi rubino amplificano la vivacità di colore, mostra consistenza e buon estratto. Una spremuta di frutti di bosco croccanti accompagnata da rimandi speziati, in parte dovuti da legni nobili che devono ancora ben amalgamarsi alla materia (il vino è ancora giovanissimo) e in parte dal varietale, dunque: lampone, mirtillo, noce moscata e pepe nero, timo limone.
Con lenta ossigenazione ritornano le erbe officinali, questa volta china e rabarbaro, le stesse spiccano con maggior intensità su un finale nettamente floreale che lascia un ricordo incentrato su eleganza e austerità, il marchio dell’Ossola. In bocca è tesissimo, sorso vibrante, spicca tanta freschezza che rimanda ai frutti descritti; non ostenta opulenza, quasi mai i vini di queste colline mostrano un corpo protagonista, semmai la sapidità s’attacca al palato e ne amplifica il finale, coerente, con rimandi continui alla spezia e alle erbe officinali. Un piatto di zuppa di cipolle con bettelmat fuso è quanto di più azzeccato. Per i più curiosi trattasi di un formaggio prodotto esclusivamente in alcuni alpeggi estivi siti dell’Ossola superiore, io personalmente ne vado pazzo.
Andrea Li Calzi
Via al Piano, 15, 28886 Pieve Vergonte (VB)
Tel. 345-5882313 (Mara)
cadalera.vini@libero.it




